Robottino di Tom Tea riarrangiato con i Tproject
C’è la filigrana di un robottino che suona il pianoforte mentre il mondo scorre in immagini desaturate: bambini che si tengono per mano, soldati, macerie di città bombardate, sofferenza, un culturista che dà prova esteriore di forza e una parola che ritorna e lampeggia ossessivamente: LOVE.
Dietro questa presenza tenera e aliena, un’idea tanto semplice quanto necessaria: un automa che, invece di bombe, dispensa amore. In un mondo in cui la tecnologia è troppo spesso sinonimo di guerra e oppressione, questa immagine sbarazzina e ottimistica suona come un piccolo manifesto di resistenza poetica.
“Robottino” nasce nel 2020 come brano solista del compositore e pianista Tom Tea, qui riarrangiato dai Tproject di Gino Frattasio e Pasquale Marchese.

Tom Tea (al secolo Matteo Ciocca)
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Registrato tra lo studio di Carmine Guerriero a Frattamaggiore per la batteria e il JihinetLab di Bologna per basso, chitarra, mix e mastering, è testimonianza di come si possa creare superando le distanze – cifra stilistica ormai consolidata dei Tproject, sempre alla ricerca di nuova linfa vitale attraverso nuove sinergie artistiche. Perché la musica è l’arte dell’incontro, come ci ha insegnato nella seconda metà del secolo scorso il grande Vinícius.
La struttura del brano è essenziale ma efficace: alla base pianistica melodica e ritmica di Tom Tea si aggiungono sovraincisioni di tastiere elettriche, il basso largo e le chitarre taglienti di Gino e la batteria sobria di Pasquale Marchese, che non ruba la scena: la sostiene.

Pasquale Marchese
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Il risultato è un brano dalle sonorità futuristiche e post-prog, aperto e a tratti divertente, che fonde jazz, musica classica e cinematografica in una felice commistione di generi.
Alla solida base pianistica di Tom Tea, che ho imparato a conoscere negli ultimi mesi per la sua sensibilità interpretativa e il suo pianismo raffinato, si aggiunge il tappeto sonoro di due musicisti che sono una garanzia: Pasquale Marchese alla batteria, preciso nel reggere tempi complessi e nel costruire accompagnamenti sempre eleganti, e Gino al basso e alla chitarra elettrica, perni di quel laboratorio di creatività e sperimentazione che è il progetto T.
La ripetizione ostinata delle frasi musicali culla e al tempo stesso ci fa ondeggiare all’ascolto. E quando “LOVE” lampeggia a tempo, capisci che il cuore del brano sta nell’ostinazione a dichiarare l’amore, anche quando intorno si ostenta forza e tuonano le bombe.
Poco più di due minuti che sembrano un haiku in 4/4 e accendono una fiammella di speranza nel buio. La musica contro i bombardamenti e la forza inconsistente di chi mostra i muscoli senza intonare e conoscere eros, affetto e passione.
