Jordan in monoespressione

Maggio 28, 2008 at 2:02 PM (Scrubs) (, , , , )

in questa puntata Jordan sembra un pò la Bellucci in tutte le sue espressioni…o meglio…in nessuna delle sue espressioni!:-))

 

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Come far svanire l’attenzione(nel caso in cui ci sia) degli uomini

Maggio 27, 2008 at 2:21 PM (Scrubs) (, , , , )

é vero é vero é vero!!!

premesso che gli uomini non ascoltano QUASI(dai il quasi l’ho messo sù!) MAI..probabilmente parlare di abbigliamento,accessori o cmq di shopping è una delle soluzioni migliori per far sì che loro pensino ad altro…ghghgh!senza offesa eh…..:-))

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E.R. e il dottor Benton

Maggio 27, 2008 at 1:36 PM (E.R. Medici in prima linea, In generale) (, , , , )

Benton

Ha ormai appeso da tempo il camice di ER, ma il dottor Benton sta per tornare…

 

Il burbero e amatissimo Peter Benton non si aggira più, ormai da tempo, per le corsie dell’ospedale più famoso della tv, ma il suo interprete, Eriq La Salle, sarà adesso tra i protagonisti di un nuovo telefilm firmato Hallmark, Relative Strangers. Eriq sarà un uomo irascibile che ha abbandonato moglie, figli e tutta la sua famiglia sei anni prima, ma dopo la morte del padre torna per prendersi la sua eredità e si ritrova a fare i conti con la sua vecchia vita…

 

 

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Grey’s Anatomy…chi l’avrebbe mai detto!?

Maggio 27, 2008 at 1:17 PM (Grey's Anatomy) (, , , , , )

CallieHahn

Il 22 maggio gli States hanno salutato Meredith e colleghi dando loro appuntamento al prossimo autunno, ma la speciale season finale di due ore non ha deluso i fan regalando anche un chiacchieratissimo bacio lesbo tra Callie e la dottoressa Hahn. Il sospetto che la nuova arrivata potesse essere omo o almeno bisessuale era già nell’aria da tempo e in una delle puntate ancora inedite in Italia Addison, tornata per una breve visita al Seattle Grace, aveva insinuato il dubbio che tra le due stesse nascendo qualcosa di tenero, notando la grande affinità… La creatrice della serie Shonda Rymes ha dichiarato che la scelta dell’orientamento sessuale della dottoressa Hahn è stata decisa solo di recente: «All’inizio della stagione pensavamo fosse troppo ovvio che una donna forte e potente come Erica fosse lesbica. Così, abbiamo deciso che la nuova dottoressa dovesse rifiutare tassativamente le relazioni al lavoro… ma chiaramente aveva scelto l’ospedale sbagliato!»

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Sondaggio

Maggio 21, 2008 at 3:26 PM (In generale) (, )

 

Telefilm italiani… cosa ne pensi?
Sono migliori di quelli stranieri (1) Image 3%
Uguali a quelli stranieri (2) Image 6%
Decisamente inferiori agli stranieri (28) Image 90%

 

Ho trovato questo sondaggio su www.telefilmmagazine.it

Sono decisamente d’accordo!per quanto riguarda la categoria di cui “mi occupo” direi che i telefilm italiani sui dottori( come ad es Incantesimo,Medicina generale ecc…) sono nettamente inferiori a quelli stranieri…

forse l’avevate capito no!?

 

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sob…sigh…

Maggio 21, 2008 at 3:06 PM (Scrubs) (, , )

Non ci posso credere!praticamente l’unica mia ora libera che dedicavo alla cena e a scrubs non ha più senso!(a parte per la cena ovviamente…;-) cioè!!!!Scrubs non c’è più!!!!basta!visto che domani è il mio comple mi farò regalare da qualcuno la filmografia di Scrubs.DECISO

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Intervista a Bill Lawrence (creatore e produttore di Scrubs)

Maggio 20, 2008 at 4:23 PM (Scrubs) (, , , , )

Bill Lawrence

Traduzione: Daniela Mastropasqua
 
Michael Ausiello: Uno dei motivi per cui adoro Bill Lawrence è che parla con franchezza. In un tempo in cui le dichiarazioni sono rilasciate in maniera così attenta, con la stessa attenzione con cui Martha Stewart fa i suoi dolcetti, Bill continua a dire le cose come stanno. E sui dettagli riguardanti la conferma officiale che Scrubs andrà in onda su ABC con  i  18 episodi finali dell’ultimissima stagione, ha molte cose da dire: riguardo il cambio di rete, riguardo le lamentale e le discussioni con NBC e riguardo i cambiamenti piuttosto radicali in serbo per J.D. e gli altri.
 
Perché così tanto tempo per fare questo annuncio?
Bill Lawrence: Per quanto ne sappia dal punto di vista legale era molto importante non dare nessuna notizia ufficiale finchè il programma fosse andato in onda su NBC.
 
Quali sono state le cause della rottura con NBC?
Bill Lawrence: Quando lo sciopero finì [lo sciopero degli sceneggiatori], comunicammo a NBC che anche se avevamo ancora sette episodi in programma, li avremmo ridotti a tre, ma loro non hanno dimostrato un minimo d’interesse. È una cosa totalmente stupida non concedere un c***o ad una trasmissione che è stata su una rete per sette anni fruttando milioni di dollari. Ed ero ancora più amareggiato perché pensavo che quella rete facesse il meglio per noi.
 
NBC non ha voluto nessun tipo di soluzione?
Bill Lawrence: Non solo non hanno voluto cercare nessun tipo di soluzione, ma per di più hanno preso un episodio che doveva essere trasmesso a metà stagione – l’episodio fairytale – e l’hanno spacciato per episodio finale. Che c***a. Non era mai stato neanche supposto che quello poteva essere l’episodio finale e tanto meno la stagione finale e penso che abbia avuto giudizi negativi per questo. Se si fosse trattato di un normale episodio, la gente l’avrebbe guardato e, secondo me, l’avrebbe considerato divertente e carino.
 
Ho avuto l’impressione che NBC fosse disposta a concedervi un episodio conclusivo, o no?
Bill Lawrence: Allora, le cose stanno così. Quando lo sciopero finì, NBC disse “Potete girare un episodio finale di un’ora ma noi ne pagheremo solo la metà”. Volevano che ABC Studios provvedesse a tutte le spese e ABC rispose che questo era inaccettabile. Tutto questo è stato particolarmente spiacevole anche considerando il fatto che Scrubs andava meglio negli indici d’ascolto rispetto a 30 Rock e My name is Earl – anche se io adoro queste due serie – che invece erano stati incoraggiati a fare più f***i episodi fosse possibile dopo lo sciopero. Dopo sette anni io faccio richiesta per soli tre episodi per concludere la serie e loro mi dicono “C***i tuoi.”
 
Come sei passato dai tre episodi sull’NBC ai 18 sull’ABC?
Bill Lawrence: Bè, è stato abbastanza strano. Stavo giusto pensando alla possibilità di far uscire gli ultimi sei episodi su dvd, in modo così di poter nello stesso tempo concludere la serie e guadagnarci qualcosa, quando il capo dell’ABC Studios, Mark Pedowitz, mi disse “Bill, se riesci a rendere la serie un po’ più economica, forse posso trasmettere l’intera stagione sull’ABC”. Non accettai subito. Per prima cosa chiamai il cast e gli autori insieme e dissi “Guardate, se facessimo così dovremmo rinunciare a qualcosa, ma potemmo esserne stimolati creativamente”. Perché nella passata stagione sentivo che eravamo meno ispirati. Quindi dissi loro: “Questo significa che voi ragazzi lavorerete più duramente. Significa anche che ci sarà un maggior coinvolgimento e lasciando perdere tutte le altre scemenze, c’è molto da scrivere ma non penso sia difficile …” E tutti quanti mi hanno assicurato di essere sulla barca per un’ altra stagione.
 
Ma si tratterà ancora di una commedia?
Bill Lawrence: È ancora una commedia, ma quando cominciammo questa serie, si trattava di un dramma con alcune caratteristiche da commedia e molti effetti sonori stupidi. Ma alcuni dei più forti episodi del secondo e del terzo anno hanno proprio una natura da commedia. Potremo ancora fare cose come uccidere Brendan Fraser e avere una donna che amava il musical, morta, che alla fine cantano una canzone. Così diventerebbe una trasmissione veramente Simpsons-niana con molti elementi così irreali e fantastici a metà tra realtà e non realtà. Quando si scrive per una serie televisiva per sette anni è molto facile entrare nella ripetitività e scrivere le sempre le stesse battute: J.D. ama Turk, J.D. vorrebbe l’approvazione del Dr. Cox, Eliot sempre così piagnucolone e nevrotico. Ma quest’anno lo staff è così f***mente buono. Io penso che i nostri vecchi e affezionati fans potranno davvero apprezzare queste puntate.
 
Ken Jenkis (Kelso) è ancora un attore della serie?
Bill Lawrence: Sì. La sua partecipazione quest’anno gira intorno alla figura del Dr. Cox, che diventa Capo di Medicina. Adesso che il Dr. Kelso non è più un burocrate dell’ospedale ha acquistato una natura umana decente ed è il confidente del Dr. Cox poiché questi non può parlare con nessun’altro di quanto gli faccia schifo questo lavoro.
 
Ho sentito che state cercando un nuovo Capo.
Bill Lawrence: Si tratta solo di una breve apparizione per tre episodi.
 
Parlami di questi tagli del budget che ABC ha richiesto. Ci accorgeremo che manca qualcosa?
Bill Lawrence: No. Abbiamo pochi sceneggiatori e gireremo le puntate in quattro giorni e mezzo invece di cinque. Ma non noterete niente perché abbiamo molti attori e ogni  membro del cast non parteciperà a due episodi.
 
Anche Zach?
Bill Lawrence: Sì, anche Zach. Ma devi tener presente che ci sono un episodio o due ogni anno dove J.D. non partecipa eccetto che per una battuta, e qualche altro personaggio fa la voce fuori-campo. Tutto questo non si notava. Sembrava solo una scelta creativa divertente. 
 

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La morte di Laverne…

Maggio 20, 2008 at 2:41 PM (Scrubs) (, , , )

Vi avevo promesso che avremmo commentato quella famosa puntata citata qualche post fa…

insomma..senza tanti giri di parole…la morte di Laverne…che tristezza!

Perchè!?perchè proprio lei!?cioè..in realtà nn saprei di chi fare a meno ma piuttosto boh…Tod!niente…ci son rimasta male…non doveva essere lei a morire nella serie!

 

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Medical drama: dagli anni 60′ a oggi

Maggio 20, 2008 at 11:27 am (In generale) (, )

Dr. Kildare

Medical Drama: così vengono etichettate tutte quelle serie televisive in cui gli eventi si svolgono all’interno di un ospedale. I protagonisti sono spesso dei bei rubacuori pronti a trasformarsi in eroi nel momento dell’azione. Oppure personaggi burberi e spietati, che di medicina ne sanno più di tutti quanti e sono in grado di formulare le diagnosi più bizzarre, salvando continuamente le vite dei pazienti. Alla fine degli anni ’90, il Dr.Doug Ross  (ER) era l’eroe medico per antonomasia, ci sono voluti quasi dieci anni prima che questa icona venisse affiancata da quelle del Dr.House e del Dottor Shepherd di “Grey’s Anatomy”.

In principio, però, era il “Dr.Kildare”: ad oggi il padre di tutte le serie ospedaliere, andato in onda per cinque stagioni dal 1961 al 1966 ed interpretato dal grande Richard Chamberlain. Il successo di quello show fu il punto di partenza per una nuova ondata di serie televisive in cui gli eroi erano proprio i medici. D’un tratto divenne un vero fenomeno che si diffuse dagli Usa alla Gran Bretagna e fino all’Australia: dal “General Hospital” (1963) a “The Doctors” (Inghilterra, 1969), fino a “Marcus Welby, MD” (1969). Si trattava soprattutto di storie a sfondo drammatico. Nel 1972, però, ci pensò “M*A*S*H*” ad introdurre un tipo di commedia nera: i protagonisti erano i membri dello staff medico dell’esercito americano durante la guerra di Corea. Attraverso l’ironia riuscivano a trovare un modo per tollerare il dramma intorno a loro. La serie andò in onda per ben 11 anni con più di 250 episodi da 25 minuti ciascuno.

Sempre tra i cavalli di battaglia americani degli anni ’70, ricordiamo il buon vecchio “Quincy” (1976-1983), un coroner che investigava su apparenti morti accidentali che spesso si rivelavano essere veri e propri omicidi.  Negli anni  ’80 uno dei più importanti medical è stato “St.Elsewhere” (1982-1988) che raccontava la vita ed il lavoro dei dottori del St. Eligius Hospital di Boston. Poi venne “Chicago Hope” (1994-2000), serie che si focalizzava soprattutto su dottori alle prese con casi complessi che sfociavano nel melodramma.

Oggi sono tanti i dottori che riempiono lo schermo. La scelta è ampia, potete essere fan del geniale diagnosta Gregory House (2004) e dei componenti del suo team che lui tratta come scolaretti: House si occupa di un solo caso alla settimana, ma è sempre quello più difficile. Se preferite, potete passare le vostre serate in compagnia dei due esperti a di chirurgia estetica di “Nip/Tuck” (2003), personaggi alle prese con un lavoro di successo e con storie di vita bizzarra. Altre volte perfino la psicologia ha provato ad attirare gli spettatori (ci riferiamo allo sfortunato “Huff”, insuccesso cancellato dopo sole due stagioni nel 2004). Se invece volete farvi due risate, “Scrubs” (2001) è ancora la serie che fa per voi.

Il più grande di tutti rimane certamente “E.R.” (1994), che chiuderà presto i battenti con la quindicesima stagione. A quanto pare i realizzatori le stanno provando tutte pur di far tornare l’amato dottor Ross (il personaggio che ha fatto la fortuna di George Clooney), ma la partecipazione dell’attore rimane ancora incerta.  “Grey’s Anatomy” (2005) è invece giunto alla quarta stagione, ma sembra già manifestare qualche segno di squilibrio. Dopo il discusso licenziamento dell’attore Isaiah Washington, uno dei veterani dello show, adesso ci si chiede anche se Patrick Dempsey (il Dr.Sheperd in persona) deciderà di rimanere nello show o continuare a lavorare sul grande schermo.

E in Italia? Vi starete chiedendo… be’ a casa nostra non sono poi così tanti i medical drama. Ce li ricordiamo negli anni ’90 sottoforma di miniserie in una manciata di puntate, è il caso dell’agrodolce “Pronto Soccorso (1990), interpretato da Ferruccio e Claudio Amendola; ma anche “Amico Mio” (1993), otto episodi con Massimo Dapporto nei panni del pediatra Paolo Magri. Benché non sia ambientato tanto all’interno di un ospedale occorre citare “Un medico in famiglia”, serie nata da un format spagnolo nel 1998 ed attualmente in onda in Italia.

Oggi, la serie che più si avvicina ai formati americani è “Medicina Generale”, storia corale ambientata in un ospedale di Roma ed interpretata tra gli altri anche da Nicole Grimaudo, Roberto Citran ed Antonello Fassari. La prima stagione della serie è andata in onda lo scorso anno sulle reti Rai; al momento la seconda stagione è in fase di riprese.

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News spin-off Dr.House

Maggio 20, 2008 at 11:19 am (Dr.House) (, , , )

Michael

L’attore Michael Weston apparirà prossimamente in Dr. House e forse nel suo possibile spinoff.

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