Archive for gennaio 2022

Dio chi?

28 gennaio 2022

In una repubblica, il capo dello Stato viene deciso, in forma diretta o indiretta, dalla volontà del popolo, laddove in una monarchia la volontà è quella divina. Con qualche eccezione.

Napoleone è spesso considerato dai francesi uno dei loro più grandi sovrani, insieme a Carlo Magno e Luigi XIV (*). La grande differenza è che, mentre gli altri due il titolo l’avevano ereditato, Napoleone se lo conquistò da solo, partendo da zero (da un altro punto di vista, è l’unico la cui ascesa al trono non seguì una regolare successione dinastica ma fu la conseguenza di un colpo di Stato che rovesciò un regime democratico).

Dopo essersi incoronato imperatore dei francesi, Napoleone si nominò il 26 maggio 1805 anche re d’Italia, cingendo a Milano la corona di ferro. Gli storici riportano che in quell’occasione, riferendosi appunto alla corona, pronunciò la famosa frase: « Dieu me la donne, gare à qui la touche ! » (spesso tradotta con «Dio me l’ha data, guai a chi me la tocca!»).

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Se però Dio attribuisce la corona per diritto di nascita agli eredi al trono, Napoleone era l’ultimo monarca sulla faccia della Terra ad avere il diritto di pronunciare quella frase, blasfema secondo alcuni e paradossale senza ombra di dubbio.

(*) La “grandezza” che li accomuna, nell’accezione delle loro epoche, era legata allo sfarzo della corte o all’estensione dei territori posseduti o conquistati, non alle qualità morali.
Nel caso di Carlo Magno (che comunque non era “francese”) il massacro dei prigionieri sassoni del 782 (conosciuto come “il bagno di sangue di Verden”) basta a testimoniare della sua spietatezza.
Luigi XIV da parte sua era un guerrafondaio che, fra lussi e conflitti, rovinò le finanze statali e pose le basi per la crisi che sfociò tempo dopo con la grande Rivoluzione (a farne le spese, com’è noto, fu il suo discendente Luigi XVI).
Napoleone, indubbiamente grande come condottiero, aveva un debole per le campagne militari, che vedeva come la prima opzione per risolvere un contrasto e non l’ultima; anche per questo è a sua volta considerato da molti un criminale di guerra.

Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali di altri

21 gennaio 2022

Si può essere licenziati per maltrattamenti agli animali, anche se questo non ha a che vedere con il proprio lavoro? Sì, è successo recentemente in Inghilterra a Sarah Moulds, un’insegnante elementare filmata mentre prendeva a schiaffi e calci un cavallo.

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Qualcuno forse giudicherà eccessivo il provvedimento, considerando che il cavallo non ha subito danni permanenti, e soprattutto considerando che molta gente non viene licenziata dopo aver picchiato un essere umano (ma non è questo l’aspetto più paradossale della vicenda).

Forse hanno contribuito alla mano pesante verso Sarah Moulds l’indignazione suscitata dal video sui media inglesi e sui social, oltre alla – sacrosanta – sensibilità del nostro tempo verso il benessere degli animali.

A quanto pare però, come scriveva Orwell, tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali di altri. L’episodio incriminato (di cui si sta occupando anche la polizia!) si è verificato durante una caccia alla volpe, sport (?) ancora amatissimo da molti inglesi (anche se criticato da molti altri).

Il colmo del paradosso è il giudizio di condanna emesso dallo Hunting Office, l’organismo che supervisiona tutte le attività venatorie in Gran Bretagna e che ha dichiarato «di aspettarsi i più alti livelli di benessere degli animali in ogni momento, sia sul terreno di caccia sia fuori, e di condannare il comportamento di questa persona, che non è iscritta ad associazioni di caccia».

A cosa servono i vaccini

17 gennaio 2022

Sento spesso di tassisti no-vax; non so se sia una categoria ad alto rischio di complottismo oppure siano semplicemente, fra le persone sconosciute, quelle con cui capita di parlare più a lungo, come i parrucchieri.

Quello che mi è capitato di recente però andava oltre. Prima ha sciorinato tutto il repertorio classico: il grafene, i microchip, il 5G, così le elite ci controllano, siamo tutti pecore, eccetera.

Ma proprio sul controllo ha portato il “ragionamento” alle estreme conseguenze, con un salto mentale carpiato: grazie al microchip “loro” potranno sapere in qualunque momento cosa stiamo facendo, perfino se paghiamo le tasse, se commettiamo un reato e così via. Di conseguenza, per timore delle inevitabili pene, nessuno evaderà più il fisco e non ci saranno più delitti. La conclusione: «Magari alla fine sarà anche un bene». Forse – ma non gliel’ho chiesto – è pure favorevole all’obbligo vaccinale.


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