I promessi sposi è il romanzo italiano più studiato nelle scuole, e a ragione: se non il più bello, è sicuramente il più importante per la storia della nostra letteratura. Così alcune frasi manzoniane sono entrate nell’uso comune (anche se spesso citate in modo impreciso): per esempio «Questo matrimonio non s’ha da fare» (capitolo I), «E la sventurata rispose» (capitolo X), «Adelante con juicio» (capitolo XIII), «Il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare» (capitolo XXV).
Il capitolo VIII si apre con un’altra famosissima frase di Don Abbondio: «Carneade, chi era costui?». Tanto famosa da essere spesso citata e ancora più spesso parafrasata. Per esempio nel Piccolo libro delle curiosità sulla scienza c’è un capitolo intitolato “Kanamori, chi era costui?” (*).
Manzoni voleva ironizzare sulla scarsa cultura di Don Abbondio, che dei suoi studi di filosofia ricordava solo i nomi e non i concetti. E Carneade era perfetto allo scopo: un filosofo poco conosciuto, che oggi quasi mai si studia a scuola e che viene ricordato praticamente solo per la citazione manzoniana. Si può affermare quindi che è famoso soprattutto per il fatto di non esserlo affatto: un po’ come il caso dei numeri interessanti (ma ricorda un po’ anche il dinosauro di B.C., nel fumetto di Johnny Hart, che diceva «Passerò alla storia come il primo che è passato alla storia»).
Oltre all’aspetto paradossale, ci sono almeno altre due osservazioni da fare. La prima è geografica. Grazie a Manzoni l’Italia, che a torto o a ragione si vanta di avere una scuola fra le migliori al mondo per gli studi classici, è l’unico Paese in cui il nome di Carneade circola frequentemente. Solo che la quasi totalità di chi lo cita ne conosce solo il nome – proprio come l’ignorante Don Abbondio.
La seconda osservazione è linguistica. Il romanzo di Manzoni è determinante nella storia della letteratura italiana soprattutto per l’uso che l’autore fa della lingua moderna. Solo che oggi, a quasi due secoli di distanza, anche il suo italiano suona spesso poco attuale: molti termini da lui usati sono spariti dall’uso comune, e alcuni sono sopravvissuti solo per la popolarità dei Promessi sposi. Uno di questi è proprio “costui”: la maggior parte delle volte che viene usato è proprio nelle espressioni del tipo “XXX, chi era costui?”. In un certo senso, “costui” si può definire il Carneade dei pronomi.
(Grazie a Daniele Gewurz per lo spunto)
(*) Kanamori è il sismologo giapponese che ha messo a punto la scala di magnitudo per misurare i terremoti che si usa oggi, perfezionando quella famosissima di Richter – al quale invece tutti la attribuiscono.

