Archive for novembre 2023

Tedeschi

24 novembre 2023

Il direttore (americano): Non voglio che i miei dipendenti scattino tutti sull’attenti quando entro! Non hanno capito che adesso siamo in democrazia?
L’assistente (tedesco): È proprio questo il punto: finché c’era la dittatura gli si poteva ordinare di non scattare sull’attenti, e avrebbero ubbidito. Ora con la democrazia possono fare quello che vogliono. E vogliono scattare sull’attenti.

Uno, due, tre (Billy Wilder, 1961)

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Aforismi paologici / 18

14 novembre 2023

Quanno se scherza bisogna esse seri
Il marchese del Grillo

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Falsissimi suffissi / 2

9 novembre 2023

Se aquila e aquilone è un tipico esempio di falso accrescitivo, altrettanto bizzarri sono i falsi diminutivi, come lupo e lupino, e vezzeggiativi, come colonna e colonnello. Come nel caso degli accrescitivi, anche per diminutivi e vezzeggiativi sono divertenti le varianti falsissime, dove cioè la versione più piccola o più carina è in realtà più grande dell’originale.

Sarebbe ben misero un pranzo in cui i convitati avessero a disposizione per sedersi un solo banco, per quanto soave (a maggior ragione se la nobile pietanza di carne dovesse essere sostituita da un sottile filo d’erba o – peggio – di ferro). Così come sarebbe ben penoso un diadema tempestato di rubinetti.

I gallinacei, neonati o adulti che siano, a dispetto del nome sono più grandi di pulci e tacchi; restando in ambito ornitologico, la gazza può competere forse in velocità ma non certo in dimensioni (né in grazia) con un’antilope. E perfino un quadrupede piuttosto ingombrante come il mulo sarà molto più piccolo del suo falsissimo vezzeggiativo.

Una massaia può fare la spesa più allegramente se sceglie una borsa graziosa, ma non andrà lontano se cercherà di infilare tutto in uno sportello. E ci metterà molto, molto tempo a pulire casa se penserà che sia una furbata usare la variante meno piccola del piumino.

Un piccolo brigante non riuscirà a ingaggiare una battaglia navale, così come un delicato drappo difficilmente potrà formare una pattuglia, mentre un amorevole locandiere dovrebbe ingrandire il suo locale per alloggiare la gioventù.

Si possono anche fare indovinelli. Qual è il direttore d’orchestra più sensibile? Quello che dirige agitando in aria una minuscola, deliziosa bacca. E il poeta? Quello che scrive versi talmente ispirati da sembrare presi da un passo del Vangelo.

Ancora: cosa hanno in comune un vecchio cembalo e una canna? Entrambi, con gli opportuni vezzeggiativi, accompagnano sempre – proverbialmente – le rose. E a proposito di rose, cosa accomuna un tenero fiore e un monumento eccelso come la Sistina? La bellezza, certo, ma anche – a meno di vezzeggiativi – i film di cappa e spada.

Ci sono poi i mestieri che prendono il nome da uno strumento più o meno piccolo: il ciabattino, lo scalpellino, il postino, il becchino (be’, è comunque piccolo, anche se non è uno strumento), il bidello (ehm).

Sempre più difficile: a tre, cioè con accrescitivo e diminutivo allo stesso tempo. Un salone è sì una sala dove si può ballare, ma c’è ancora più spazio in una vasta distesa di cloruro di sodio. E per finire, un classicissimo: la refurtiva di una rapina può avere varie dimensioni e può essere più o meno grande di un barile di vino, ma difficilmente entrerà in un’asola.


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