Archive for the ‘Personaggi’ Category

Socrate, Platone e l’intelligenza artificiale

7 novembre 2025

Secondo un antico mito egiziano, il dio Thoth ha regalato agli uomini la scrittura. Il saggio re dell’Egitto Thamos, però, non la ritiene una buona idea: secondo lui la possibilità di reperire facilmente le informazioni nei libri rischia di impigrire i lettori, che eviteranno così di fare lo sforzo di impararle.

E in un certo senso è vero: prima che ci fossero i libri la conoscenza era appannaggio di chi sapeva le cose; in seguito, anche un intellettuale come Umberto Eco ha affermato: «Per me l’uomo colto non è colui che sa quando è nato Napoleone, ma colui che sa dove andare a cercare l’informazione nell’unico momento della sua vita in cui gli serve, e in due minuti».

La leggenda di Thoth e Thamos è raccontata nel dialogo di Platone Fedro, esposta dal protagonista (Socrate). Ora, che Socrate si facesse portavoce di questa critica è comprensibile, dato che discorreva di filosofia solo a voce e non ha lasciato niente di scritto. Platone invece i suoi dialoghi li scriveva. Quindi questo suo elogio di Socrate – e indirettamente di Thamos – è a dir poco incongruo.

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A noi moderni, Thoth ha fatto un secondo dono: la possibilità di reperire le informazioni ancora più facilmente sui motori di ricerca e ora con l’intelligenza artificiale. Come scrive il saggista americano Spencer Klavan, «potete immaginare la biblioteca di Alessandria come una versione antica di un cloud server nei dintorni di Palo Alto, che contiene la totalità di tutte le conoscenze scritte, così che l’umanità non deve preoccuparsi di ricordarle».

Oggi, secondo la definizione di Eco, tutti sarebbero colti: per sapere la data di nascita di Napoleone non solo non serve averla memorizzata, ma neanche sapere in quale libro andarla a cercare. Il rischio – direbbe Thamos – è che le nuove tecnologie portino la gente a non voler più fare lo sforzo di leggere. Chi se ne lamenta è un nuovo Socrate, e tutti quelli che lo fanno sul web si prestano allo stesso paradosso di Platone.

Come la DC / 2

16 settembre 2022

Madre Teresa di Calcutta non era madre, non si chiamava Teresa e non era di Calcutta.

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Stupor mundi

4 marzo 2022

L’imperatore Federico II di Svevia è uno dei personaggi storici più controversi. Chiamato “Stupor mundi” per la sua cultura e la sua lungimiranza, era al tempo stesso un tiranno sanguinario e vendicativo. Già alla sua epoca era venerato quasi come un semidio dai suoi sostenitori e considerato un anticristo dai suoi oppositori filo-papali.

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Il grande storico tedesco Ernst Kantorowicz, nella sua monumentale biografia Federico II imperatore, pur tradendo una certa simpatia verso il personaggio, non manca di mettere in rilievo le sue contraddizioni. Commentando gli sperticati elogi dei suoi sostenitori, che arrivavano a parlare di «condizione sovrumana», tira le somme sul ruolo degli adulatori con una disamina che ricorda vagamente i più famosi paradossi logici (come quello del barbiere): «L’essenza della lingua cortigianesca è, al tempo stesso, di mascherare e di svelare, perché le immagini degli adoranti possono diventare al medesimo istante uno scherzo, se le si prenda sul serio alla lettera, oppure una cosa seria se le si guardi come un semplice gioco cortese».

Premio paologico per il premio più incongruo

25 giugno 2021

Alfred Nobel ha istituito il Premio Nobel per essere ricordato come un benefattore dell’umanità e non solo per l’invenzione della dinamite, all’epoca lo strumento in grado di uccidere il maggior numero di persone nel modo più veloce possibile.

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Potrebbe sembrare mosso dallo stesso spirito il “Premio Gheddafi per i diritti umani”. Invece no, l’ironia è involontaria. Istituito nel 1988 dal Parlamento della Libia, è stato finanziato con una donazione personale dell’allora dittatore, che però non ha mai fatto parte del comitato incaricato di scegliere i vincitori. Ed erano partiti bene, bisogna dirlo: le prime edizioni del premio sono andate a Nelson Mandela, ai bambini palestinesi e ai popoli indigeni delle Americhe. Poi è arrivato qualche personaggio più discutibile dal punto di vista dei diritti umani, come Louis Farrakhan, fino a Recep Tayyip Erdoğan nel 2010 – l’ultimo premiato, visto che nel 2011 Gheddafi è stato spodestato e giustiziato.

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Per il titolo di premio più incongruo c’è però un altro concorrente agguerrito. Il “Premio letterario Nabokov” comprende la sezione “Premio Nabokov Kids dedicata alla narrativa edita per l’infanzia”.

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(Grazie a Giovanni Stegel per la segnalazione)

Umorismo norvegese

25 aprile 2021

Oggi questo blog compie dieci anni (il primo post è del 25 aprile 2011). In questi dieci anni mi è stato chiesto spesso che cos’è per me un caso paradossale. La risposta migliore che ho trovato è questa: se una persona intende dirigersi verso nord, e per una serie di congiunture finisce per andare a est, questo è un errore. Se invece le circostanze lo portano per qualche motivo ad andare a sud, allora questo è un caso paradossale.

Prendendo alla lettera questo esempio, mi rendo conto che c’è un primatista praticamente imbattibile. Il 14 dicembre 1911 il grande esploratore norvegese Roald Amundsen raggiunse per primo il Polo Sud.

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Al suo ritorno, commentò così l’evento: «La meta era raggiunta, il viaggio era finito. Non posso dire – anche se mi rendo conto che suonerebbe molto più evocativo – che avevo raggiunto lo scopo della mia vita: sarebbe romanzare la realtà troppo sfacciatamente. Più onestamente, devo ammettere di non aver mai conosciuto nessuno che si sia mai trovato in una situazione così diametralmente opposta rispetto ai suoi desideri come era la mia in quel momento. Le regioni artiche – e sì, il Polo Nord stesso – mi avevano sempre attratto fin dall’infanzia, e adesso mi trovavo al Polo Sud. Più all’opposto di così cosa ci può essere?».

Come Totti e Omero

17 novembre 2020

C’è chi è ancora restio a leggere e-book, o per pigrizia o perché è troppo affezionato al vecchio formato cartaceo, o semplicemente per abitudine.
Lo ammetto (senza snobismi e anzi quasi con un senso di colpa): sono uno di questi lettori retrogradi.
In compenso uno dei miei libri di “divulgazione narrativa”, Macedonia di matematica, è stato pubblicato qualche anno fa solo in e-book.

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Se Totti e Omero sono forse le uniche persone nella storia di cui si dice che abbiano scritto più libri di quanti ne hanno letti, per la categoria degli e-book sono finora l’unico (che io sappia).

Kant e le mozzarelle

14 marzo 2016

Secondo l’etica di Kant, una buona azione non è meritevole se chi la compie lo fa volentieri. Se mio fratello mi chiede una mozzarellina della mia porzione e io gliela do anche se mi andava, è un’azione meritevole. Se invece gliela do perché comunque non mi andava, allora non è meritevole.
Però è normale che le buone azioni siano gratificanti per chi le compie. Perciò uno, anche se non le fa volentieri, poi è contento lo stesso. Allora vale?
Ancora peggio, può addirittura pregustare la gratificazione, e quindi fare l’azione volentieri. Allora non esistono buone azioni!

Immanuel_Kant

Da Copenaghen a Nagasaki

17 dicembre 2014

Copenaghen, autunno 1941.
Lo scienziato tedesco Werner Heisenberg (premio Nobel per la fisica) fa visita al suo vecchio maestro e amico danese Niels Bohr (anche lui Nobel per la fisica).
Contesto: la Danimarca è sotto occupazione della Germania nazista.
I due fanno una passeggiata, e nessuno sa cosa si siano detti.

Bohr_Heisenberg

L’episodio ha suscitato l’interesse di alcuni fra i più importanti storici della scienza, ma ha anche ispirato il drammaturgo inglese Micheal Frayn, che nella pièce Copenaghen (forse il suo capolavoro) ha immaginato diverse possibili varianti del colloquio fra i due fisici.
Un’ipotesi plausibile, dato che Heisenberg lavorava al programma nucleare tedesco, è che ne abbia parlato a Bohr come di un progetto vicino alla realizzazione concreta, e che Bohr sia rimasto sconvolto dalla possibilità di una bomba atomica nazista.
Gli storici si sono divisi sulle responsabilità di Heisenberg, ma tutti sono concordi nel difendere l’etica assolutamente impeccabile di Bohr.
Solo che, alla fine, Heisenberg non ha avuto nulla a che vedere con le armi nucleari mentre Bohr, lui sì, ha dato il suo piccolo contributo all’innesco della bomba di Nagasaki.

Anti-anti-virus

28 novembre 2014

Gli hacker e i programmatori che creano i virus sono tanto abili che i migliori di loro vengono assunti dalla Microsoft (o altre società analoghe) per sviluppare programmi contro i virus creati dai loro “colleghi”.
Così va a finire che un giovane programmatore, per avere successo nel mondo dell’informatica, deve mettersi a programmare virus.
È quello che ha fatto il genietto cinese Wang Zhengyang: ha iniziato la sua carriera da hacker da bambino, inserendosi nei sistemi informatici della scuola per frodare sui compiti, e ora a 13 anni già lavora nel settore della sicurezza informatica.

Wang Zhengyang

Don’t tell us how to dress

20 novembre 2014

Molte femministe (anche se non tutte, e non solo loro) si sono indignate per la camicia – ritenuta sessista – indossata dallo scienziato inglese Matt Taylor mentre spiegava felice la missione della sonda Rosetta-Philae sulla cometa.

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In altre parole, il tapino è stato giudicato non per il suo lavoro o per il suo valore intellettuale, ma per gli abiti che indossava (da cui la seconda camicia, in un fotomontaggio).

Taylor

Un peso, due misure

27 giugno 2013

Giuliano Ferrara è sottile (riferito all’intelligenza).

Che cosa hanno in comune Totti e Omero?

22 ottobre 2012

È opinione comune che siano gli unici ad aver scritto più libri di quanti ne abbiano letti.

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Il paradosso di Pinocchio

28 marzo 2012

Non è che una riformulazione del paradosso del mentitore, e neanche tanto originale. Però è divertente.

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