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Thomas Chatterton

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(inglese medio)
«Mie love ys dedde,
Gon to hys death-bedde,
Al under the wyllowe tree.»
(italiano)
«Il mio amore è morto,
andato al suo capezzale,
tutto sotto il salice piangente»
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Ritratto a stampa di Thomas Chatterton, basato sulle descrizioni dei suoi conoscenti

Thomas Chatterton, italianizzato talvolta in Tommaso Chatterton[2] (Bristol, 20 novembre 1752Londra, 24 agosto 1770), è stato un poeta e giornalista inglese.

Autore precocissimo, cominciò a comporre versi ancora adolescente. Appassionato di poesia medievale, creò un proprio alter ego letterario, il monaco medievale Thomas Rowley, a cui attribuì numerose poesie in inglese medio che in realtà scrisse di propria mano imitando lo stile rinascimentale inglese. Negli anni 1760 le sue poesie cominciarono ad avere un moderato successo nell'ambiente letterario di Bristol, sua città natale, e Chatterton tentò quindi di trovare un mecenate, rivolgendosi anche ad Horace Walpole, che tuttavia lo respinse. Alcuni, ritenendo genuine le liriche di Rowley, lo consideravano un letterato di belle speranze, mentre altri, come lo stesso Walpole, riconoscendo l'origine moderna delle sue opere, lo classificarono come un mero falsario.

Convinto di poter vivere della propria arte, appena diciassettenne si trasferì a Londra per dedicarsi alla poesia e al nascente giornalismo. In breve tempo, tuttavia, si ridusse a fare la fame per la mancanza di introiti. L'unico potenziale mecenate che s'interessò alle sue fatiche, il lord sindaco di Londra William Beckford, morì poco dopo, lasciandolo senza prospettive. Deluso per l'indifferenza del mondo letterario inglese e provato dalla povertà, si suicidò con l'arsenico il 24 agosto 1770, a nemmeno diciotto anni. Solo dopo la morte il suo sforzo poetico in inglese medio e in inglese corrente fu preso in considerazione, con il risultato che a partire dalla fine del XVIII secolo la memoria di Chatterton cominciò a godere di una crescente popolarità. Del suo lavoro sono pervenuti numerosi versi e ballate pseudo-medievali (notevoli esempi sono Interlude of Ælla ed Excelent Ballad of Charitie), satirici (Lines to Walpole e Satire) e commemorativi (Elegy on Thomas Phillips ed Elegy on William Beckford), raccolte postume e pubblicate a partire dagli anni 1770.

Nonostante la sua morte prematura, Thomas Chatterton è considerato tra i più importanti poeti della letteratura inglese, soprattutto tra i preromantici. La sua figura tragica contribuì a sdoganare l'archetipo del poeta maledetto; il suo lavoro fu precursore del romanticismo inglese, e numerosi grandi autori come Percy Bysshe Shelley, Samuel Taylor Coleridge, William Wordsworth e John Keats ne furono influenzati. Il dipinto La morte di Chatterton divenne una delle opere più note del preraffaellismo, contribuendo ad alimentare la sua fama postuma.

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La casa a Bristol dove Chatterton nacque ed ebbe la prima istruzione scolastica

Thomas Chatterton nacque il 20 novembre 1752 a Bristol,[3] figlio postumo dell'omonimo maestro di scuola Thomas Chatterton (1713-1752) e dalla sarta Sarah Phillips (1731-1791).[4][5][6][7] Era l'ultimo di tre figli: la sorella maggiore sopravvissuta Mary (1749-1804)[5] era nata durante il fidanzamento dei genitori, costringendoli ad un matrimonio riparatore, mentre un altro fratello, Giles Malpas Chatterton, era morto infante.[6][8] Thomas Chatterton padre, maestro di musica e poeta dilettante[9] da cui ereditò la passione per l'arte, morì alcuni mesi prima della sua nascita (agosto 1752),[4][7] privando la famiglia del principale sostegno economico e lasciandola quindi in condizioni di povertà, che avrebbero afflitto il poeta per tutta la sua vita.[8][10] Fu battezzato nella chiesa di St. Mary Redcliffe il 1º gennaio 1753 come anglicano.[8]

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La chiesa di St. Mary Redcliffe a Bristol, che fu praticamente una seconda casa per Chatterton

Nonostante le difficili condizioni, la famiglia Chatterton aveva una certa importanza a Bristol, poiché già da circa due secoli deteneva l'ufficio di sagrestano ereditario di St. Mary Redcliffe, una locale chiesa parrocchiale.[4][7] Inoltre lo zio materno di Thomas, Richard Phillips,[4] ne era allora il sagrestano, e il nipote aveva quindi libero accesso alla chiesa.[8][9][10] Inizialmente Thomas fu educato in casa dalla madre, che manteneva la famiglia con piccoli lavori di sartoria.[4][8][9][11] Il giovane dapprima non mostrò grande propensione per lo studio, suscitando le ire della madre; dopo che il bambino fu rifiutato da una locale scuola elementare perché considerato tardo,[7] la genitrice lo definì senza mezzi termini «poco più che un idiota».[8][9] Non troppo tempo più tardi, tuttavia, accadde un episodio determinante: non sapendo che fare degli appunti del defunto marito, Sarah Chatterton li utilizzava come carta straccia, ma un giorno essi attirarono l'attenzione del figlio, che cominciò a studiarli e imparò così a leggere su questi e una vecchia Bibbia scritta in caratteri gotici.[8][11] Nel 1760 fu ammesso alla locale scuola per poveri fondata dal filantropo Edward Colston; seguendo un corso di studi vero e proprio, cominciò ad appassionarsi soprattutto alla letteratura, dimostrandosi studente brillante e intraprendente.[8][10][12] Si dimostrò comunque poco entusiasta dell'ambiente scolastico e non molto propenso alla socializzazione coi compagni.[4][8][9][12]

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Esempio di documento in inglese medio, della tipologia sulla quale si formò il giovanissimo Chatterton

Il futuro poeta fu influenzato soprattutto dalla frequentazione della chiesa di St. Mary.[4][8][9][11] Fin da bambino, Chatterton amava decifrare le iscrizioni sulle lapidi delle antiche tombe interne alla chiesa,[11] appassionandosi soprattutto alla lettura degli antichi documenti contenuti nell'archivio parrocchiale, molti dei quali risalivano al tardo medioevo e persino al periodo della guerra delle due rose.[4][8][9][10] Divenne quindi versato da autodidatta con l'inglese medio, la lingua ormai caduta in disuso in cui era vergata la maggior parte di quei documenti.[8][9][10]

Chi lo conosceva lo considerava eccentrico: la sorella ricordò che, quando gli regalò una tazza bianca chiedendogli se ci volesse qualcosa dipinto, Thomas le rispose «fammi un angelo, con le ali, e una tromba, per annunciare il mio nome al mondo».[4][8][11] Di personalità sognatrice, era solito astrarsi anche per ore rimanendo come in catalessi, salvo poi riscuotersi all'improvviso e mettersi a piangere, senza un motivo apparente.[4] Assorbito completamente dalle proprie attività, dormiva e mangiava poco.[8] Di indole solitaria, già da bambino passava il suo tempo libero rinchiuso in una stanza di casa sua a leggere, a studiare documenti antichi oppure a comporre.[4][8] Una conoscente, ricordandolo molti anni dopo, lo definì «un povero bambino agitato».[8] Pare avesse inoltre un aspetto fisico molto peculiare, con capelli tenuti lunghi e sciolti e occhi grandi ed espressivi di colore grigio, di cui uno leggermente più grande dell'altro.[13]

Thomas Rowley

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La nascita del personaggio

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Incisione ottocentesca che mostra Chatterton intento a comporre (William Ridgway, The Art Journal, 1875)

Attorno al 1760-1761, nel giovanissimo Chatterton cominciò a formarsi l'estro poetico, il quale lo portò a comporre versi in un inglese medio frammisto alla moderna lingua inglese.[9][10] Il bambino perfezionò sempre più il suo vocabolario storico, ricorrendo sempre più all'espediente letterario del manoscritto antico e attribuendo le sue poesie ad un immaginario frate medievale, Thomas Rowley,[14] il cui nome aveva trovato negli antichi documenti che tanto amava[10] (sebbene il vero Rowley fosse un mercante, non un frate).[15]

Desideroso di essere letto, volle inviare le sue poesie a un quotidiano locale, il Bristol Journal.[4][10] L'editore Felix Farley si mostrò entusiasta del lavoro del giovane, credendo all'origine medievale dei versi e all'esistenza di Thomas Rowley, pubblicando i primi versi di Chatterton già nel 1762, quando il poeta aveva appena dieci anni,[10] in occasione della sua confermazione.[4][8][16] Il primo poema rowleiano, Elinoure and Juga, risale a questo periodo,[4] mentre la prima poesia scritta in assoluto è ritenuta essere On the Last Epiphany, or Christ coming to Judgment ("Sull'ultima Epifania, o Sulla venuta di Cristo al Giudizio").[8][16] Presto sviluppò un'amicizia con Thomas Phillips, usciere della scuola che frequentava e anche lui poeta dilettante, il quale lo incoraggiò molto nei primi anni di attività letteraria.[4][8][16] Dei primissimi poemi chattertoniani sopravvivono anche A Hymn for Christmas Day ("Inno di Natale") e l'incompleto Sly Dick ("Dick l'astuto"), malgrado il resto sia andato perduto.[14]

Prime pubblicazioni

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Ritratto immaginario di Chatterton

Alla fine del 1763, la chiesa di St. Mary subì alcuni atti vandalici e Chatterton si "vendicò" componendo una satira contro gli autori del gesto, The Churchwarden and the Apparition ("Il guardiano della chiesa e l'apparizione"), che fu pubblicata sul Journal il 7 febbraio 1764.[4][14] Nello stesso numero appariva anche una supposta replica del vandalo, probabilmente sempre Chatterton sotto pseudonimo; si trattava delle prime prove di imitazioni diversificate, che cominciò a sviluppare sempre più.[14] Nel 1764 scrisse un altro poemetto satirico, Apostate Will ("Will l'apostata").[14]

Durante gli anni successivi, affinò sempre più il suo stile imitativo e i suoi lavori cominciarono a trovare i primi estimatori.[17] Incoraggiato dall'amico Phillips, Chatterton sviluppò il personaggio di Rowley (che millantava realmente esistito) e cominciò a diffondere numerose delle "sue" poesie.[14] Tra i più precoci appassionati di Thomas Rowley vi furono due locali fabbricanti di peltro, George Catcott ed Henry Burgum.[1][15][18] Col tempo Catcott, sinceramente convinto della genuinità delle poesie di Rowley, divenne uno dei principali confidenti di Chatterton,[15] il quale spesso gli scriveva lettere e anche dopo la morte dell'autore continuò a collezionarne le poesie, rimanendo convinto della loro autenticità medievale.[18] Nel 1766 invece, in cambio di un piccolo compenso (5 scellini), creò una genealogia fittizia per Burgum, facendo risalire le origini della sua famiglia addirittura ai normanni,[1][14][18] ricevendo poi altri 5 scellini per un'ulteriore "espansione".[14] Il mercante scoprì l'inganno compiendo in seguito verifiche genealogiche a Londra,[10] ma non pare che il rapporto tra i due si fosse incrinato particolarmente per questo, venendo anzi considerato solo uno scherzo.[14]

Lavoro come apprendista

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Disegno dell'ufficio dell'avvocato John Lambert a Bristol

Nel 1767, giunto ormai in età da lavoro e abbisognando la famiglia di nuove entrate, fu legato tramite indenture (a tutti gli effetti un contratto di servaggio) al procuratore di Bristol, l'avvocato John Lambert,[10][19] presso il quale prese servizio il 1º luglio di quell'anno[18][20] come ricopiatore di atti legali.[15] Lambert, uomo gretto e privo di sensibilità artistica, proibì a Chatterton di comporre, specialmente durante le lunghe ore di lavoro nello studio legale, in cui da contratto il giovane era costretto praticamente a vivere.[15][18][19][20] Il giovane violava la proibizione ad ogni occasione che gli capitava, spesso impegnandosi il minimo indispensabile e riservando il resto del suo tempo alle composizioni.[10][18][20] In media Chatterton ricopiava atti legali per non più di due ore al giorno, dedicandosi poi segretamente allo studio o alle sue poesie.[15] In più occasioni Lambert lo sorprese a comporre, ma non volendo licenziarlo e privarsi di un servo, per scoraggiarlo arrivò a distruggere alcune sue produzioni, definendole «roba inutile».[N 1][10][18]

Nel frattempo, cominciando a maturare anche mentalmente oltre che artisticamente, Chatterton si rese conto che, se fosse emersa la sua autorialità delle opere di Rowley, difficilmente sarebbe stato preso sul serio.[18] Muovendosi sul filo della falsificazione, il giovane riutilizzò quindi alcuni dei documenti antichi che possedeva per creare dei manoscritti credibili da far esaminare agli (invero piuttosto creduloni) antiquari di Bristol, al fine di certificare l'originalità dei lavori di Thomas Rowley.[18][21] Nel 1768 donò all'amico George Catcott The Dethe of Syr Charles Bawdin ("La morte di sir Charles Baldwin"), redatto in tale maniera e che, nel 1772, fu la prima delle sue opere ad essere regolarmente pubblicata a sé a cura dello stesso Catcott.[15]

Riconoscimenti e delusioni

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Il 1º ottobre 1768 fu inaugurato a Bristol un nuovo ponte, in sostituzione di una precedente struttura medievale poco prima demolita.[3][15][18][19] Per l'occasione, Chatterton compose un resoconto in inglese medio sulla costruzione del ponte medievale, attribuendolo a un certo Dunelmus Bristoliensis e inviandolo al locale periodico Bristol Journal.[10][15][18][19] L'editore Felix Farley se ne dimostrò entusiasta, credendo nella sua autenticità e pubblicandolo sul giornale per l'inaugurazione del nuovo ponte.[10] Lo stesso testo fu creduto autentico anche dall'antiquario William Barrett, che divenne anch'egli corrispondente di Chatterton e ne conservò diversi lavori,[22] che in seguito incorporò nel suo History and Antiquities of the City of Bristol (1789) ritenendoli genuinamente medievali.[18] Da questo momento Chatterton, riconosciuto come "curatore" di testi medievali, cominciò a godere di una certa fama nel circolo culturale locale, benché esso fosse abbastanza limitato.[3][10] Incoraggiato, poco dopo tentò di approcciare l'editore londinese James Dodsley, promettendo di inviargli una supposta tragedia di Thomas Rowley e mandandogli un estratto dell'Interlude of Ælla appena composto, ma egli non si mostrò interessato e la cosa non ebbe seguito.[10][18][22][23]

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Ritratto di Horace Walpole (Joshua Reynolds, 1756-1757), con cui Chatterton corrispose brevemente e le cui critiche snobiste contribuirono al disagio che spinse il poeta al suicidio

Nello stesso periodo, ebbe luogo uno degli episodi principali dell'attività letteraria di Chatterton, ovvero il carteggio con Horace Walpole,[24] allora uno degli autori britannici più in voga[25] (col romanzo Il castello di Otranto del 1764 era stato il fondatore della letteratura gotica)[17][18] e corrispondente di moltissime personalità dell'epoca.[10] Fu Chatterton a iniziare il carteggio, presentando alcune poesie a Walpole in una lettera del 25 marzo 1769, segnatamente The Ryse of Peyncteynge yn England, Wroten by T. Rowleie, 1469, for Mastre Canynge ("La nascita della pittura in Inghilterra, scritta da T. Rowley, 1469, per Mastro Canynge"), che Walpole trovò di particolare interesse («i versi sono meravigliosi in spirito e armonia»),[23] chiedendo a Chatterton di mandargli ulteriori composizioni e proponendogli di pubblicarle.[17][18][22][25] Tuttavia, già dalle lettere successive, l'atteggiamento di Walpole mutò radicalmente: dopo essersi consultato con gli amici poeti Thomas Gray e William Mason, intuì la reale autorialità dell'opera di Rowley e dopo che Chatterton rivelò la sua condizione sociale e il mestiere che svolgeva,[24] gli rispose con evidente freddezza e snobismo[23][25] (Walpole era un aristocratico), rifiutandosi in un primo momento anche di restituirgli i manoscritti.[10][17][18][26] Per scoraggiarlo, gli suggerì malignamente, o comunque piuttosto inopportunamente, persino di lasciar perdere la poesia finché non fosse diventato ricco.[18][24][26] Chatterton, che non possedeva copie dei propri lavori, inviò varie altre missive a Walpole per riottenerli, riavendoli solo dopo molti mesi di attesa e solo dopo numerosi solleciti.[26][27]

Il trattamento riservatogli da Walpole, autore che in precedenza Chatterton ammirava molto, gli lasciò una grande amarezza, che sfruttò per comporre le Lines to Walpole ("Versi a Walpole"), sfogo poetico contro l'aristocratico.[10][26] Nello stesso periodo, animato forse dallo stesso risentimento, compose le sue Satire, poesie canzonatorie nelle quali attaccava tutti gli individui di sua conoscenza, compresi amici e benefattori.[18][26] Nello stesso periodo era inoltre morto il caro amico Thomas Phillips, che ricordò in un accorato elogio funebre.[26] Dopo la morte e l'ascesa della popolarità di Chatterton, Walpole fu aspramente criticato per come aveva trattato il giovane poeta, tanto che l'episodio arrivò a costituire una macchia indelebile sulla sua carriera e fu costretto a difendersi pubblicamente in più occasioni, dichiarando anche: «Non credo sia mai esistito un genio così sopraffino».[27]

I giornali e il licenziamento

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Nel 1769 continuò la sua attività di pubblicazione a Bristol, dove divenne abbastanza noto. Tuttavia l'interesse per Rowley stava scemando, e Chatterton cominciò quindi ad interessarsi anche al giornalismo.[28] Desiderando espandere la propria attività oltre Bristol, propose alcuni suoi articoli a dei giornali londinesi, che ne accettarono la pubblicazione.[10][25][27] Divenne solida in particolare la sua collaborazione col Town and Country Magazine[21] di nuova fondazione, sul quale pubblicava articoli politici sulla falsariga di Junius, il celeberrimo e anonimo scrittore molto popolare tra il pubblico inglese in quello stesso periodo.[27] Tra i bersagli dei suoi articoli, che firmava Decimus, rientrarono anche importanti figure come il primo ministro Augustus FitzRoy, III duca di Grafton, l'importante politico John Stuart, III conte di Bute e la principessa Augusta di Sassonia-Gotha-Altenburg, madre di re Giorgio III del Regno Unito.[25][27] Cominciò a essere stanco di Bristol, città dedita esclusivamente all'economia e al commercio e dove cominciava a non avere più soddisfazioni artistiche, e si convinse presto che il suo destino fosse a Londra, più cosmopolita e capitale della cultura britannica.[20]

Credendo di poter finalmente ottenere il riconoscimento tanto agognato, nell'aprile 1770, appena diciassettenne, prese la decisione di trasferirsi a Londra, contando di potersi mantenere coi proventi della sua arte, segnatamente degli articoli giornalistici.[10][17] Il maggiore ostacolo al suo progetto era certamente l'avvocato John Lambert, a cui era legalmente vincolato tramite la sua indenture[27] ma con cui il rapporto era ormai strenuo.[26] In una lettera a un amico Chatterton espresse anche intenti suicidi, ma la missiva venne intercettata da Lamberton, che fece sgridare il ragazzo dall'amico William Barrett.[26][29] Per mettere pressione all'avvocato, il 17 aprile 1770 compose quindi il Last Will and Testament ("Ultime volontà e testamento"), dove annunciava la sua intenzione di suicidarsi.[26][27][30] Lambert, che trovò la poesia sulla sua scrivania, temendo il potenziale scandalo che sarebbe derivato per lui dal suicidio del dipendente, cedette e revocò l'indenture di Chatterton, rendendolo così libero di andarsene.[26][27][30]

Le ultime pubblicazioni

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Maniera nera (John Dixon, 1769) di William Beckford, lord sindaco di Londra, che sarebbe forse stato il primo mecenate di Chatterton se la morte non l'avesse colto all'improvviso due mesi prima del suicidio dell'autore

Finalmente indipendente, Thomas Chatterton salutò la famiglia ed entro il 26 aprile 1770 raggiunse Londra,[27] con in tasca appena una ghinea e 5 sterline raccolte tra i suoi amici[26] e dopo aver venduto l'Interlude of Ælla e altri documenti a Catcott.[30][31] Dapprima alloggiò con una sua zia nel quartiere di Shoreditch, condividendo i suoi alloggi con un compagno.[10][26] In seguito, desiderando avere più intimità e isolamento per comporre, si spostò ad Holborn, in un appartamento in Brook Street.[10][32] Nei mesi seguenti, oltre che a continuare la sua attività col Town and Country Magazine, scrisse principalmente per il Middlesex Journal e il Freeholder's Magazine, che accettavano i suoi articoli pur posticipando i pagamenti dovuti.[27][32] Nonostante ciò, lo stile di Chatterton cominciò a impressionare alcune personalità di spicco della politica londinese: dopo aver scritto alcuni articoli a sostegno del parlamentare John Wilkes egli lo notò ed espresse il desiderio di conoscerlo, senza tuttavia fare in tempo, mentre invece il lord sindaco di Londra William Beckford lo ricevette dopo un elogio pubblicato da Chatterton e lo trattò con estrema cortesia.[17][27][32]

All'inizio di giugno si trasferì da Shoreditch ad Holborn;[33] il compagno di stanza del primo quartiere lo ricordò come nottambulo e sempre intento a scrivere, e di certo continuò questa sua abitudine anche nella seconda residenza, portando il proprio fisico sempre più al limite.[27][32] Mangiava poco ai pasti, sembra solamente tortini salati molto economici e un po' d'acqua o .[32] Nonostante l'amicizia mostratagli dalla padrona di casa di Brook Street, la signorina Angel, l'affitto era troppo alto per lui e le paghe dei suoi lavori stentavano ad arrivargli, complice l'avidità degli editori che lo pagavano pochissimo e spesso in ritardo.[10][27][33] Di solito infatti riceveva pagamenti miseri, appena uno scellino per articolo e 7-8 penny per una poesia,[27] e durante il suo soggiorno a Holborn riuscì a guadagnare solo 12 scellini.[32] Nonostante ciò, il giovane sdegnava ogni compenso e aiuto («i diciannove ventesimi dell'opera mia sono orgoglio!»),[10] inviava con regolarità i pochi risparmi che aveva alla famiglia a Bristol e cercava di nascondere le proprie ristrettezze,[34] rifiutando anche gli inviti a cena della padrona di casa e di un vicino suo amico che lo vedevano sempre più magro ed emaciato.[10][27][34] Nel frattempo, anche l'attività giornalistica cominciò ad andare male: una stretta della censura limitò la pubblicazione degli articoli politici e dei libelli, e le sue speranze di trovarsi un mecenate che lo sostenesse terminarono bruscamente il 21 giugno 1770, quando morì improvvisamente il sindaco di Londra William Beckford, che aveva espresso interesse nel lavoro di Chatterton e che forse aveva intenzione di patrocinarlo, tanto che alla notizia Chatterton esclamò di essere rovinato.[32][33] Poco dopo pubblicò a sue spese un elogio funebre per Beckford, che rimase l'unica opera edita durante la sua vita[35] e che comunque gli fruttò un po' di denaro, cinicamente registrato nei suoi appunti.[33]

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La morte di Chatterton (Henry Wallis, 1856), uno dei più noti quadri preraffaelliti; mancando ritratti veritieri del poeta, Wallis prese come modello un giovane George Meredith
«Libero da tutti, uguale a tutti, ora.»

Il poeta cominciò a passare interi giorni senza mangiare, anche due o tre di seguito.[27][36] All'inizio di agosto, ormai ripiombato nell'indigenza e disperando di guadagnare qualcosa, chiese per lettera agli amici William Barrett e George Catcott di poterlo raccomandare per essere assunto come assistente chirurgo su una nave, ma mancando totalmente di esperienza medica non se ne fece nulla.[10][27][34][37] A peggiorare la situazione, il suo ultimo poema rowleiano, The Excelent Balade of Charitie ("L'eccellente ballata di carità"), fu rifiutato dal Town and Country Magazine.[27][32][33] Terminò poco dopo di comporre la sua ultima opera, The Revenge: A Burletta, pensata per il teatro.[32] In quei giorni, passeggiando con un conoscente in un cimitero, cadde accidentalmente in una tomba vuota, ed uscendone dichiarò «da tempo, ormai, sono in combutta con le tombe».[37]

Vinto dalla povertà e dalla disperazione, Thomas Chatterton decise infine di suicidarsi, all'età di appena diciassette anni e nove mesi.[27][38][39] La sera del 24 agosto 1770 si ritirò come faceva di solito nella sua camera, dopo aver declinato di unirsi per cena all'affittuaria.[34][36] La mattina successiva, non vedendolo uscire e conoscendo la difficile situazione in cui si trovava, la signorina Angel si preoccupò e, dopo diversi richiami senza risposta, fece sfondare la porta. Chatterton era riverso sul pavimento, ormai senza vita e con una boccetta di arsenico in mano.[34][37][40] Prima di mettere fine alla propria vita, aveva strappato tutti i manoscritti che gli restavano, i cui frammenti giacevano attorno al suo corpo.[10][27][34][37][40] In una tasca furono rinvenuti i Last Verses ("Ultimi versi"), che aveva composto subito prima di compiere il fatale gesto.[10] Una teoria alternativa vorrebbe che Chatterton soffrisse di una malattia venerea e che si sia avvelenato accidentalmente in un maldestro tentativo di lenire i suoi dolori con l'arsenico, ma ciò non è comprovato, e i molteplici riferimenti al suicidio che fece nei suoi scritti lascerebbero invece propendere per la prima ipotesi.[33]

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Placca posta sulla casa dove il poeta morì

La morte di Thomas Chatterton passò inosservata e nessuno reclamò il suo corpo, che venne gettato nella fossa comune di una casa per poveri di Holborn il 28 agosto 1770,[25][27][36][37] dopo essere stato erroneamente registrato nei registri mortuari come "William" Chatterton (a cui una mano spuria aggiunse poi the poet, "il poeta").[34] Una leggenda dice che lo zio Richard Phillips in seguito lo dissotterrò e lo seppellì nell'amata chiesa di St. Mary a Bristol (dove comunque gli è dedicato un cenotafio), ma non vi sono prove di ciò.[27][34][36][37] I resti di Chatterton, probabilmente rimasti a Holborn, andarono definitivamente persi con la costruzione sul posto del mercato di Farringdon, poi scomparso a causa della costruzione di Farringdon Road.[27][34]

A esercitare un'influenza su Chatterton fu soprattutto la frequentazione dei documenti di vario genere che l'autore rinvenne nell'archivio della chiesa di St. Mary Redcliffe a Bristol più che il rapporto particolare con un'opera, un autore o una certa tradizione letteraria.[9][10] Tali documenti, benché di non grande valore letterario, erano dei generi più disparati e soprattutto erano redatti in inglese medio, lingua che Chatterton imparò a imitare in maniera abbastanza convincente.[9][10]

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Statua di Thomas Chatterton a Bristol

Tra le influenze convenzionali, Chatterton fu certamente ispirato dai Canti di Ossian, opera pubblicata nel 1760 dal poeta scozzese James MacPherson.[9][10] Se non nello stile, i Canti, popolarissimi all'epoca, di certo ispirarono Chatterton nel metodo di redazione e presentazione, poiché anch'essi venivano attribuiti al mitico poeta celtico Ossian.[10] Il giovane fu influenzato probabilmente anche dalle Reliques di Thomas Percy (1765), raccolta di antiche ballate popolari inglesi rimaneggiate per farle apprezzare a un pubblico moderno.[10][17] Per affinare il proprio stile imitativo, lesse anche poeti e autori realmente medievali e rinascimentali come Geoffrey Chaucer,[21] Edmund Spenser,[4][14] Goffredo di Monmouth e Raphael Holinshed.[22]

Il medioevo ideale di Thomas Rowley

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Le opere principali di Chatterton rimangono, senza dubbio, le poesie in lingua inglese media (o almeno apparente tale) attribuite al monaco quattrocentesco Thomas Rowley, in realtà mai esistito e solo un alter ego letterario dell'autore.[10][17][20] Nella finzione letteraria, Rowley era attivo durante il regno di Edoardo IV d'Inghilterra (1461-1483) ed era patrocinato dal ricco mercante William Canynge,[20] quest'ultimo invece figura storica realmente esistita e sindaco di Bristol nella seconda metà del XV secolo.[N 2][4] Tramite il personaggio di Rowley, Chatterton nei suoi poemi costruisce un mondo medievale idilliaco e ideale, di spirito spiccatamente rinascimentale e bucolico.[10][20] Fortemente influenzato dalla sua passione per i documenti antichi, che poteva consultare liberamente nella chiesa di St. Mary di cui lo zio era sagrestano, per realizzare i suoi poemi vi attinse a piene mani, fabbricando pregevoli pastiche tramite le influenze di numerosi autori inglesi passati.[10]

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Il Viandante sul mare di nebbia di Caspar David Friedrich, dipinto tra i maggiori simboli associati al romanticismo, corrente della quale Chatterton fu precursore

Di particolare interesse è la lingua usata da Chatterton in questi poemi, in apparenza inglese medio ma in realtà dall'evidente cadenza moderna,[10] tanto che i linguisti coevi non faticarono a confutarne la veridicità,[41] rivelata anche da altre caratteristiche come il frequente uso di parole abbreviate (vezzo della poesia inglese solo a partire dall'epoca moderna) e di lettere maiuscole, che non erano ancora sviluppate nel medioevo,[13] così come anche espressioni idiomatiche e ritmiche anacronistiche per una lingua così antica.[41] Per svilupparla, alla base ricavata dai documenti medievali Chatterton probabilmente aggiunse numerosi vocaboli ricavati da opere come il Dictionarum Anglo-Britannicum del filologo John Kersey (1708), che registrava numerosi lemmi in lingua anglosassone ormai caduti in disuso,[4] e che Chatterton traspose in un proprio vocabolario personale.[14]

Anche se taluni critici lo definiscono "falsario", molti altri non ritengono che Chatterton avesse secondi fini nello spacciare le poesie di Rowley come autentiche, se non creare un epos letterario personale.[41] Nonostante la non perfetta aderenza storica, la lingua di Chatterton costituisce un'invenzione peculiare, che contribuisce a rendere il suo lavoro unico sul modello dei Canti di Ossian, a loro volta un'opera moderna "spacciata" per antica.[10][42] L'inglese medio di Chatterton godette del gradimento del pubblico soprattutto all'avvento del romanticismo, che idealizzava il passato e la malinconia per i tempi remoti e perduti, come potevano essere i secoli medievali cantati dal poeta di Bristol,[41] i cui lavori, precorritori degli ideali romantici, non casualmente furono molto popolari in Inghilterra tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo.[10]

Le poesie moderne che Chatterton non attribuì a Rowley, assumendone apertamente l'autorialità, sono invece scritte nell'inglese corrente del Settecento, e presentano un buon senso della melodia, del sentimento e del colore, anche se dai critici non sono considerate allo stesso livello delle liriche rowleiane.[10] Le più rilevanti sono quelle di argomento satirico, dove Chatterton mostra tutta la sua arguzia, potendo esprimervi liberamente e senza remore ciò che pensa realmente su persone e fenomeni di costume.[43] Le poesie di argomento amoroso e sentimenale sono invece poco considerate dalla critica, che le giudica poco ispirate oppure altrimenti forzate, tanto che in molte di esse è il tema dell'amicizia a prevalere su quello dell'amore.[43] Se fosse vissuto più a lungo, probabilmente Chatterton avrebbe potuto esprimere al meglio il suo talento poetico, anche emancipandosi definitivamente dalla maschera di Rowley.[44][45]

Opere principali

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Ritratto immaginario di Geoffrey Chaucer, considerato il padre della letteratura inglese e le cui opere furono fondamentali per la formazione di Chatterton

Durante la propria esistenza, Thomas Chatterton pubblicò in modo sporadico e tutt'altro che omogeneo e le edizioni originali delle sue opere sono disperse tra gli innumerevoli periodici dell'epoca. Solo dopo la sua morte comparvero le prime edizioni onnicomprensive delle sue opere, spesso identificate solo con quelle di Thomas Rowley, che per alcuni decenni taluni continuarono a credere una figura realmente esistita.

Poesia medievale

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Elinoure and Juga

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Fu la prima poesia del ciclo rowleiano, scritta nel 1762 e mostrata da Chatterton all'amico Thomas Phillips, che fu il primo ad essere convinto della reale esistenza del monaco.[16] Elinoure e Juga, scritta in un apparente inglese medio, si sviluppa come un classico poemetto pastorale di gusto rinascimentale scritto in rima reale, la stanza poetica maggiormente usata dai poeti inglesi del XIV-XV secolo.[16]

The Storie of William Canynge

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(inglese medio)
«As wise as any of the aldermen
He'd wit enow to make a mayor at ten.»
(italiano)
«Saggio come qualunque degli aldermanni
Era così furbo da fare il sindaco a dieci anni.»

Questa poesia elogiativa è "scritta" da Thomas Rowley in onore del suo mecenate, il mercante William Canynge, figura storica realmente esistita.[18] È una delle prime composizioni di Chatterton, e in realtà costituisce una descrizione appena velata dell'infanzia dello stesso autore, che si autoelogia in terza persona, definendosi the fate-marked babe ("il bambino prescelto dal fato").[18]

The Dethe of Syr Charles Bawdin

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Anche nota come The Bristowe Tragedie,[18][46] questa ballata ("La morte di sir Charles Baldwin") è modellata sulle antiche canzoni medievali, distinguendosi per la propria vivacità nonostante l'argomento tragico[10][47] e la malinconia di fondo che pervade la composizione.[46] La trama segue sir Charles Baldwin, un cavaliere che combatte nella guerra delle due rose e che viene giustiziato per ordine di Edoardo IV d'Inghilterra in quanto fedele alla casa di Lancaster.[18][46][47] Il mercante William Canynge prova a intercedere presso il re per salvare il cavaliere, ma il crudele Edoardo rifiuta e anzi si affretta ad assistere all'esecuzione; Charles Baldwin, eroe tragico, affronta con coraggio la morte e causa grande turbamento nel sovrano.[46]

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Le opere attribuite a Thomas Rowley sono ambientate durante la guerra delle due rose, in particolare durante il regno di Edoardo IV d'Inghilterra (1461-1483), che Chatterton dipinge in maniera negativa nella Bristowe Tragedie

Il poema fu donato da Chatterton a George Catcott nel 1768, che lo fece pubblicare nel 1772, prima opera di Chatterton ad avere un'edizione (anche se allora ancora attribuita a Rowley).[15]

Challenge to Lydgate

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La Challenge to Lydgate ("Sfida a Lydgate") è il primo esempio della versatilità dello stile di Chatterton, che cominciò una tenzone letteraria tra il suo Rowley e il poeta medievale realmente esistito John Lydgate.[22] Chatterton compose anche una risposta di Lydgate, imitando il suo stile.[22]

Interlude of Ælla

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Una delle opere poetiche più note di Chatterton è Interlude of Æella,[48] anche Song of Ælla ("Interludio di Aella" o "Canzone di Aella"), lungo poema di 1245 versi,[10][18] di cui tuttavia appena 17 sono sopravvissuti del manoscritto originario. Il poema riguarda appunto Aella, immaginario signore anglosassone di Bristol, che nel IX secolo cerca eroicamente di resistere alle incursioni dei vichinghi.[47][48]

Il poema è considerato di gusto raffinato e grande bellezza melodica (caratteristica in realtà inusuale per il vero inglese medio rinascimentale),[10] con molti giochi di parole interni che richiamano la poetica di William Shakespeare, un ovvio anacronismo che identifica i versi come non realmente medievali.[1]

Goddwyn e The Battle of Hastings

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Queste due composizioni, che sono sopravvissute solo in maniera parziale,[22][49] costituiscono una specie di epopea anglosassone: il Goddwyn si concentra sulla figura di Godwin del Wessex, potente magnate britanno dell'XI secolo,[48] mentre The Battle of Hastings narra la battaglia di Hastings dal punto di vista degli anglosassoni, di cui il poeta esalta l'eroismo contro gli invasori normanni.[50] La più notevole è la seconda, lungo poema in due canti di 1284 versi totali che Chatterton attribuiva al vescovo sassone Turgot di Durham, poi "tradotto" in inglese medio da Rowley.[49]

Excelent Ballad of Charitie

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L'opera generalmente considerata la migliore di Chatterton è l'Excelent Ballad of Charitie ("Eccellente ballata di carità"),[10] composta poco prima del suicidio nel 1770 e l'ultima poesia ad essere attribuita a Thomas Rowley.[46] Proposta per la pubblicazione al Town and Country Magazine, fu rifiutata, contribuendo a determinare il suicidio dell'autore poco dopo.[27]

L'opera narra le disavventure di un povero pellegrino, metafora degli ultimi difficili mesi di vita dell'autore, ed è pervasa dalla disillusione e dallo sconforto.[51] È considerata dai critici un'opera fondamentale del preromanticismo.[10] Alfred de Vigny la definì un lavoro di «rara perfezione di stile e di ritmo [...], una satira finissima condotta senza sforzo».[52]

Poesia propria

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Le prime poesie: On the Last Epiphany e A Hymn for Christmas Day

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Le prime poesie in assoluto di Chatterton, composte nel 1762, erano entrambe a tema religioso.[16] Non recavano ancora l'attribuzione fittizia a Thomas Rowley, ma già incorporavano piccole prove di utilizzo dell'inglese medio come grafie obsolete (quali l'uso del suffisso -eth per i verbi, tipico dell'anglosassone e dell'inglese medio).[16]

On The Last Epiphany fu anche la prima poesia di Chatterton a essere pubblicata, apparendo sul Bristol Journal nello stesso 1762.[16]

Narva and Mored

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Egloga ambientata nell'Africa tropicale, è una poesia didascalica ed esotista, che narra la tragica storia di due amanti, appunto Narva e Mored.[53] La poesia è l'ultima di tre egloghe di ambientazione africana, anche se letterati come Ettore Allodoli considerano le altre due, The Death of Nicou ed Heccar and Gaira, meno raffinate e notevoli.[53]

Lines to Walpole

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I versi diretti a Horace Walpole, pregni di rabbia e sdegno, furono composti durante il burrascoso carteggio tra i due, e in particolare dopo che Walpole aveva freddamente risposto a Chatterton consigliandogli di smettere di scrivere.[23] Il verso Who wrote Otranto? ("Chi scrisse Otranto?") è considerato riassuntivo del breve poema: qui infatti Chatterton rinfaccia a Walpole di aver adottato il suo stesso espediente letterario, spacciando il suo Castello di Otranto come un manoscritto tradotto da un inesistente scrittore italiano.[23] La chiusa del poema è inoltre forte e rabbiosa: But I shall live & Stand / By Rowley's side - when Thou art dead & damned ("Ma io vivrò e starò / al fianco di Rowley - quando tu sarai morto e dannato").[23]

Inizialmente l'autore avrebbe voluto inviargli i versi per vendetta, ma la sorella Mary riuscì a dissuaderlo, come Chatterton stesso scrisse di suo pugno sul manoscritto dello sfogo poetico.[23]

Le principali poesie che Chatterton attribuì alla sua persona rimangono le Satire, numerose composizioni di argomento goliardico dove l'autore canzona numerose persone di sua conoscenza.[18] Facendosi beffe della credulità dei bristoliani, nelle Satire l'autore prende di mira tutti i suoi conoscenti, anche i più vicini e amichevoli come George Catcott, Henry Burgum e William Barrett, passando poi a irridere le principali figure del potere cittadino come il sindaco, l'aldermanno e il vescovo.[18]

Elegy on Thomas Phillips

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Composta nello stesso periodo delle Satire, questa elegia è invece di argomento serio, scritta in memoria dell'amico e maestro Thomas Phillips, deceduto da poco.[26][54] In essa Chatterton abbandona i toni aspri e ironici delle Satire, riservando alla memoria dell'amico toni nostalgici e carichi di affetto.[26][54] Il suo biografo Basil Cottle la considera tuttavia tra le poesie meno riuscite di Chatterton, evidenziando come il poeta imiti fortemente lo stile del contemporaneo Thomas Gray, risultando assai poco genuino;[55] di opinione opposta invece Ettore Allodoli, che la considera «bellissima. [...] Nella sua semplicità di espressione fa stringere il cuore».[54]

La singola poesia più lunga composta da Chatterton durante il suo soggiorno londinese fu senza dubbio Kew Gardens, lungo poema di 1094 versi dedicato agli omonimi giardini londinesi. L'autore si discosta ben presto dall'argomento bucolico, passando alla satira e prendendo di mira innumerevoli personaggi di sua conoscenza, anche se il suo frequente uso di asterischi per non rivelarne i nomi rende la poesia quasi inintelligibile in alcuni passaggi.[56]

Elegy on William Beckford

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Questa elegia fu composta nell'estate 1770 in memoria di William Beckford, lord sindaco di Londra e l'unico potenziale mecenate trovato da Chatterton, morto tuttavia prima di poterlo aiutare.[43][57] In essa Chatterton celebra in maniera estrema il defunto.[58]

L'elegia fu pubblicata subito da Chatterton, unica opera propriamente edita durante la sua vita,[35] e fu l'unica a portargli un guadagno economico rilevante, benché effimero.[33]

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Ritratto di Thomas Tyrwhitt, primo editore a cogliere il valore dell'opera di Chatterton, pubblicandola a partire dal 1777

Il giornalismo impegnò soprattutto l'ultimo anno di vita di Chatterton, e il suo stile fu riconosciuto come versatile e brillante.[27][28][59] Nei suoi articoli si dimostrò capace di imitare la cadenza di altri noti autori dell'epoca, come Junius e Tobias Smollett e anche poeti riconosciuti come Thomas Gray, James MacPherson e Alexander Pope[27] quando componeva versi satirici.[59]

Come argomento, Chatterton trattava principalmente di politica.[27] Spinto soprattutto dalle simpatie dei suoi editori, il poeta si soffermava su importanti figure nazionali come il primo ministro[59] e la principessa del Galles,[27] senza tuttavia affiliarsi necessariamente ad un partito:[32] ad esempio, Augustus FitzRoy, III duca di Grafton da lui attaccato e William Beckford invece elogiato erano entrambi Whigs. Un altro suo frequente bersaglio fu il letterato Samuel Johnson, che avrebbe poi preso parte al dibattito su Thomas Rowley.[59] Il critico Basil Cottle, analizzando lo stile giornalistico di Chatterton, nella sua biografia su di lui dichiara «il meglio di Chatterton morì con Rowley, e in ciò che rimane della sua vita c'è quasi più minaccia che promessa», in riferimento al suo verseggiare e al suo stile sempre più pessimisti e in alcuni passaggi anche gratuitamente maligni.[28]

Chatterton compose anche alcuni testi teatrali, il più notevole dei quali è The Revenge: A Burletta, che fu anche la sua ultima opera prima del suicidio.[32] Di argomento mitologico, The Revenge tratta delle avventure amorose di Zeus, rappresentate con tono farsesco e irriverente.[56] L'opera, che rivendette a 5 ghinee[56] ma che fu messa da parte dal committente, venne rappresentata per la prima volta solo nel 1776, anche se poi il manoscritto andò perduto e fu ritrovato per caso da un antiquario solo nel 1824, sul bancone di un negozio che vendeva formaggi.[32]

Storia editoriale

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L'unica opera di Chatterton propriamente edita durante la sua vita era stata l'elogio funebre di William Beckford, pubblicato poco prima della morte dell'autore.[35] Solo dopo la sua morte, il mondo culturale inglese scoprì l'opera di Chatterton. La prima opera in assoluto a essere edita a sé fu The Dethe of Syr Charles Bawdin, che fu stampata nel 1772 per conto di George Catcott, il quale aveva acquisito molti dei manoscritti rowleiani ed era intenzionato a diffonderli il più posibile.[15] Il primo esterno a cogliere il potenziale dell'opera di Chatterton fu invece l'editore Thomas Tyrwhitt, appassionato di Geoffrey Chaucer e convinto della genuinità della figura di Thomas Rowley.[10] Nel 1777 quindi Tyrwhitt pubblicò Poems supposed to have been written at Bristol by Thomas Rowley and others, in the Fifteenth Century,[13][27] raccolta che ebbe un insperato successo e che ottenne presto una seconda e una terza edizione.[10] Se nella prima edizione Tyrwhitt sosteneva l'esistenza di Thomas Rowley, il dibattito poi scaturito sulle opere di Chatterton lo convinse del contrario, e già nella terza edizione del 1779 dubitava che il monaco fosse mai esistito.[27] Il lavoro di Tyrwhitt scatenò l'interesse del mondo culturale inglese, che cominciò a dividersi tra chi sosteneva la genuinità di Rowley (soprattutto gli amici di Chatterton e il vescovo Jeremiah Milles) e chi invece credeva a ragione che le sue composizioni fossero un espediente letterario (Horace Walpole, Samuel Johnson).[36]

Nel 1778 le poesie rowleiane furono incluse nella Storia della poesia inglese di Thomas Warton (IV volume),[13][17] ma lo stesso curatore dubitava della loro veridicità,[27] criticando anche Horace Walpole per il trattamento riservato al loro probabile autore.[26] Nel 1782 le opere poetiche di Chatterton furono pubblicate, sempre sotto il nome di Rowley, da Jeremiah Milles, vescovo di Exeter e convinto sostenitore della loro genuinità.[13][27] Se per gli anni 1770 e gli anni 1780 la paternità delle opere di Chatterton rimase incerta, la Biographia Britannica di Andrew Kippis (1789), la Vita di Thomas Chatterton di George Gregory (1789)[60] e l'edizione onnicomprensiva delle sue opere del 1803, i cui proventi andarono alla sorella Mary e alla figlia Marianne,[13][36] confutarono definitivamente l'esistenza di Thomas Rowley, riconoscendo il nome di Chatterton che da allora non fu più messo in discussione.[27]

I motivi del successo

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Ritratto del mitico bardo celtico Ossian, la cui figura fu alla base del risveglio letterario inglese nella seconda metà del XVIII secolo, influenzando anche il lavoro di Thomas Chatterton

La popolarità di cui l'opera di Chatterton godette dopo la sua morte non fu casuale. Nella seconda metà del XVIII secolo la cultura inglese cominciò a interessarsi alla letteratura antica, segnatamente a quella anglosassone e a quella medievale, fino ad allora poco considerate.[17][49] Questo interesse fu alla base del clamoroso successo dei Canti di Ossian, pubblicati nel 1760 dal poeta scozzese James MacPherson, nonostante anche quest'opera non fosse realmente antica.[49] Le prime opere circolanti di Chatterton cominciarono quindi ad attrarre l'attenzione degli studiosi, in un primo momento convinti dell'esistenza di Thomas Rowley, e dalla seconda metà degli anni 1770 l'opera del poeta di Bristol cominciò a diffondersi ampiamente, ottenendo quel riconoscimento mancato durante la breve vita dell'autore.[49]

Le opere attribuite a Thomas Rowley e il dibattito su di esse incentrato contribuì a riaccendere l'interesse per il medioevo, età storica fino ad allora demonizzata dall'illuminismo, che trovò invece ampio spazio nella letteratura inglese ottocentesca, a partire da classici come Ivanhoe di Walter Scott e La freccia nera di Robert Louis Stevenson.

L'eredità poetica

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Benché fosse vissuto pochissimo e fosse stato una vera e propria meteora, l'eredità artistica di Thomas Chatterton influenzò grandemente la successiva letteratura inglese.[61][62] Impostosi tra le figure principali del preromanticismo soprattutto grazie alla sua figura di poeta maledetto,[37] ispirò numerosi autori inglesi successivi come William Wordsworth, Samuel Taylor Coleridge, Percy Bysshe Shelley e John Keats, che ne esplicitarono il suo ruolo nella loro formazione.[10][61][62] Il primo letterato a trattare Chatterton era stato comunque il romanziere Herbert Croft, che nel suo libro Love and Madness ("Amore e follia", 1780) l'aveva equiparato a James MacPherson, e le sue poesie ai Canti di Ossian.[63] Già i primi critici contemporanei, anche riconoscendo l'inesistenza di Thomas Rowley, non poterono non lodare l'opera di Chatterton: dopo la ritrattazione di Walpole, che si pentì del suo primo e frettoloso giudizio, si espressero anche importanti figure del mondo culturale come Samuel Johnson («il giovane più straordinario che abbia mai sorpreso la mia intelligenza») ed Edmond Malone («il più grande genio prodotto dall'Inghilterra dai tempi di Shakespeare»).[64]

Coleridge e Wordsworth furono i primi poeti a tributare gli onori letterari a Chatterton.[36] Coleridge, di poco successivo a Chatterton, lo ricordava già nel 1790 nella sua Monody on the Death of Chatterton ("Monodia sulla morte di Chatterton"),[10] lamento sul suo tragico destino e sulle difficoltà che incontrano tutti i poeti;[36][64] pochi anni più tardi Coleridge compose il Christabel (1816), poema destinato a rimanere incompleto, e opera in cui i critici letterari notano somiglianze con le poesie di Chatterton, specialmente nella musicalità.[10] Wordsworth invece lo citò nel suo poema Resolution and Independence (1807),[10] definendolo the marvellous Boy / The sleepless Soul that perished in his pride ("il meraviglioso ragazzo / l'anima insonne che perì nel suo orgoglio")[36] e attribuendogli un peculiare connubio artistico, gladness ("gioia") e madness ("follia").[64]

Stesse influenze furono riscontrate nelle opere di John Keats, segnatamente The Eve of St. Agnes e The Eve of St. Mark ("La vigilia di sant'Agnese" e "La vigilia di san Marco", entrambe poesie del 1819).[10] Già nel 1817 tuttavia, nel suo poema Endimione, Keats aveva palesato la sua ammirazione per Chatterton, dedicandoglielo[10][36] assieme ad un sonetto.[64] Keats morì a sua volta giovane e in maniera tragica nel 1821, e per commemorarlo Percy Bysshe Shelley compose Adonais, poema elogiativo dove immagina che l'anima dell'amico sia accolta nell'aldilà dagli spiriti dei più grandi poeti, tra i quali spicca proprio Chatterton.[10][36][64] Altri grandi autori che elogiarono l'estro di Chatterton furono figure del calibro di Walter Scott e lord Byron.[61]

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Versione alternativa della Morte di Chatterton di Wallis

Chatterton influenzò anche il francese Alfred de Vigny, tra i primi romantici attivi sul continente. In onore del poeta inglese, de Vigny compose un dramma teatrale, Chatterton (1835), tra le prime e più popolari opere teatrali romantiche, che fu poi riadattato come opera da Ruggero Leoncavallo (Chatterton, 1896).[10][36][45] De Vigny, grande ammiratore di Chatterton, in più occasioni criticò la società che aveva ignorato e spinto alla morte l'autore[45] dichiarando «voi uccidete i più intelligenti negando loro il potere di vivere secondo le condizioni della loro natura».[10] Ettore Allodoli, nella sua biografia di Chatterton, analizza il lavoro di de Vigny, evidenziando come staccandosi di molto dalla sua reale persona,[65] l'autore volesse far assurgere il poeta a simbolo del contrasto tra l'artista e l'ambiente che lo circonda, spesso inconciliabile.[66]

La fama del poeta inglese raggiunse infine anche l'Italia entro i primi anni del XIX secolo, e già Giacomo Leopardi lo citava nel suo Zibaldone.[67] Contemporaneamente a de Vigny, anche il drammaturgo napoletano Michele Cuciniello (ispirandosi sempre al lavoro del francese) realizzò un dramma teatrale sul poeta inglese, Tommaso Chatterton, o Genio e Sventura, una delle sue prime opere.[68]

Dopo i romantici, anche i preraffaelliti si ispirarono a Chatterton, mediato soprattutto dalle opere di Keats.[10] Tra gli autori di questa corrente, in particolare Dante Gabriel Rossetti riconobbe l'importanza del poeta di Bristol,[10] definendolo «meraviglioso» e dedicandogli un sonetto.[13][69] Nell'arte pittorica preraffaellita invece si distinse La morte di Chatterton, dipinto del 1856 di Henry Wallis, considerata come una delle più grandi opere artistiche della corrente.[6][37] Mentre le fattezze di Chatterton sono immaginarie, non esistendo suoi ritratti credibili, la stanza raffigurata è invece quella che realmente vide la morte del poeta, che Wallis poté visitare e utilizzare come modello per il dipinto.[6] Il quadro, che ricorda quasi una natura morta, è dominato da forti contrasti di colore, e si contrappongono le tinte molto chiare della camicia, delle calze e del volto di Chatterton a quelle molto sgargianti come i pantaloni viola e i capelli e la camicia rossi del poeta.[6][37] Data la popolarità del dipinto, Wallis ne realizzò diverse versioni, subito rivendute con molto profitto. Il poeta fu soggetto anche per Henrietta Ward e numerosi altri pittori del periodo.

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Chatterton di Henrietta Ward (1873 circa)

L'influenza di Chatterton raggiunge anche la letteratura contemporanea. La poesia europea continua a esserne affascinata, come testimoniano l'ode O Chatterton del gallese Dylan Thomas (1938) e la canzone Chatterton del francese Serge Gainsbourg (1967).[70] Non mancano poi tributi come quello dell'autore Peter Ackroyd, che gli ha dedicato il suo romanzo Chatterton, finalista al Booker Prize 1987.[37]

Di tutti i suoi lavori, l'unico edito durante la sua vita fu l'elogio funebre per William Beckford, mentre tutte le altre sue opere furono pubblicate solamente postume.[35]

  • (EN) Thomas Chatterton, An Elegy on the much lamented Death of William Beckford, Esq., Londra, 1770.
  • (EN) Thomas Chatterton, The Execution of Sir Charles Bawdwin, a cura di George Catcott, Bristol, Thomas Eagles, 1772.
  • (EN) Thomas Chatterton, Poems supposed to have been written at Bristol, by Thomas Rowley and others, in the Fifteenth Century, Thomas Tyrwhitt, 1777.
  • (EN) Thomas Chatterton, Appendix' (to the 3rd edition of the poems, edited by the same), Thomas Tyrwhitt, 1778.
  • (EN) Thomas Chatterton, Miscellanies in Prose and Verse, by Thomas Chatterton, the supposed author of the Poems published under the names of Rowley, Canning, &c., a cura di Thomas Warton, John Broughton, 1778.
  • (EN) Thomas Chatterton, Poems supposed to have been written at Bristol in the Fifteenth Century by Thomas Rowley, Priest, &c., a cura di Jeremiah Milles, Exeter, 1782.
  • (EN) Thomas Chatterton, A Supplement to the Miscellanies of Thomas Chatterton, 1784.
  • (EN) Thomas Chatterton, Poems supposed to have been written at Bristol by Thomas Rowley and others in the Fifteenth Century, a cura di Lancelot Sharpe, 1794.
  • (EN) Thomas Chatterton, The Poetical Works of Thomas Chatterton, collana Anderson's 'British Poets, 1795.
  • (EN) Thomas Chatterton, The Revenge: a Burletta; with additional Songs, by Thomas Chatterton, 1795.
  • (EN) Thomas Chatterton, The Works of Thomas Chatterton, a cura di Robert Southey e Joseph Cottle, 1803.
  • (EN) Thomas Chatterton, The Poetical Works of Thomas Chatterton, a cura di Charles B. Willcox, 1842.
  • (EN) Thomas Chatterton, The Poetical Works of Thomas Chatterton, a cura di Walter William Skeat, Aldine, 1875.
  • (EN) Thomas Chatterton, The Rowley Poems of Thomas Chatterton, a cura di Robert Steele e Charles Ricketts, The Vale Press, 1898.
  • (EN) Thomas Chatterton, The Complete Works of Thomas Chatterton, Donald S. Taylor, 1971.
  • (EN) Thomas Chatterton, The Poetical Works of Thomas Chatterton, Creative Media Partners, 2015, ISBN 9781347028063.
  • (DE) Ludwig Kosegarten, Denkwürdigkeiten aus Chatterton, in Denkwürdigkeiten aus dem Leben und den Schriften der neuesten Brittischen Dichter, Berlino, Gottlieb August Lange, 1800.
  • (FR) Alfred de Vigny, Sur les oeuvres de Chatterton, Bruxelles, 1835.
  • (FR) Thomas Chatterton, Oeuvres complètes de Chatterton. précédées dʼune Vie de Chatterton, traduzione di Claude Marie Javelin Pagnon, 1839.
  • (FR) Thomas Chatterton, Poèmes du Cycle de Rowley, OpenEdition, 2018, ISBN 9782843101502.
  1. Dopo la fama postuma di Chatterton, Lambert si affrettò a rivedere le proprie opinioni ed ebbe parole di elogio per l'ormai celebre ex-dipendente. Comunque stessero le cose, Chatterton chiaramente odiava, se non Lambert, almeno le mansioni che egli lo obbligava a sbrigare.
  2. La scelta della figura di Canynge non fu casuale, perché gli antenati del poeta avevano storicamente custodito la cassa nella quale erano conservati i documenti d'archivio della chiesa di St. Mary, che era stata un dono di Canynge alla chiesa stessa. La cassa, rimasta chiusa a chiave per tre secoli, fu riaperta solo nel 1727 dal nonno del poeta, John Chatterton, e sui documenti in essa contenuti si formò il nipote. Cfr. Merighi 1852, pp. 8-9.
  1. 1 2 3 4 Cottle 1963, p. 7.
  2. Merighi 1852.
  3. 1 2 3 4 Allodoli 1904, p. 4.
  4. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 EB 1911, p. 10.
  5. 1 2 Kent 1887, p. 143.
  6. 1 2 3 4 5 Cottle 1963, p. 1.
  7. 1 2 3 4 Merighi 1852, p. 5.
  8. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 Kent 1887, p. 144.
  9. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 Brullo 2025, p. 3.
  10. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 EI 1931.
  11. 1 2 3 4 5 Cottle 1963, p. 2.
  12. 1 2 Merighi 1852, p. 6.
  13. 1 2 3 4 5 6 7 Kent 1887, p. 151.
  14. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 Kent 1887, p. 145.
  15. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 Kent 1887, p. 146.
  16. 1 2 3 4 5 6 7 8 Cottle 1963, p. 3.
  17. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Brullo 2025, p. 4.
  18. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 EB 1911, p. 11.
  19. 1 2 3 4 Merighi 1852, p. 10.
  20. 1 2 3 4 5 6 7 Cottle 1963, p. 4.
  21. 1 2 3 Merighi 1852, p. 11.
  22. 1 2 3 4 5 6 7 Kent 1887, p. 147.
  23. 1 2 3 4 5 6 7 Cottle 1963, p. 11.
  24. 1 2 3 Merighi 1852, p. 12.
  25. 1 2 3 4 5 6 Allodoli 1904, p. 5.
  26. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 Kent 1887, p. 148.
  27. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 EB 1911, p. 12.
  28. 1 2 3 Cottle 1963, p. 8.
  29. Cottle 1963, pp. 11-12.
  30. 1 2 3 Cottle 1963, p. 12.
  31. Merighi 1852, p. 13.
  32. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 Kent 1887, p. 149.
  33. 1 2 3 4 5 6 7 Cottle 1963, p. 13.
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