Non condivido spesso video, ma questo ve lo lascio
Real a lie, you’re truly mine
I am that kind, living blind
27 mercoledì Mag 2015
Posted in 4 my heart, Citazioni, Eros, Il mio cuore
14 giovedì Mag 2015
Posted in Scripts
Oggi mi sento ispirato e molto dattilografo, quindi vi porto una esperienza che farà sorridere e pensare.
Non ho mai preso sul serio le religioni stile new-age che parlano di energie positive, negative, Carma o affini, quindi prendete pure con le pinze la storia che vi sto per raccontare, anche se deriva da un’esperienza diretta “a pelle” e periodicamente iterata: non ho quindi metodi scientifici da proporvi per confermare la veridicità di quanto scrivo, ma solo mie esperienze e sensazioni.
Esistono delle persone con il tempo trascorre sereno e persone con le quali non riesci a condividere momenti di calma e tranquillità. Il primo gruppo è quello di cui un individuo o una coppia cerca di mettersi in relazione più spesso, in quanto riequilibra i livelli di stress e pace nell’individuo/nella coppia stessa.
Esiste purtroppo anche il secondo gruppo di persone, dalle quali mi guardo bene dal trascorrere se non lo stretto tempo necessario. Purtroppo quando ciò non è possibile o, consciamente, si vuole mantenere il rapporto con queste persone, questi comporta a piccoli, fortunatamente, spiacevoli eventi: un mal di pancia, una malattia, stanchezza, stress e così via.
Capita quindi che mia sorella, ogni tanto, frequenta alcune di persone che a mio giudizio ricadono proprio nel secondo gruppo. Non so se lei se ne renda conto dell’effetto che provocano ma, ciononostante, continua questa sua relazione. Insiste addirittura.
Capita allora che con questi amici, io me ne guarderei bene a priori, escano a cena. I piatti sono di cucina orientale, ben cucinati, e le cene trascorrono in (buona?) compagnia. Ma capita anche che la giornata successiva la stessa mia sorella si ritrovi a fronteggiare un malessere temporaneo, cosa che non accade quando si reca, magari allo stesso ristorante, con il suo promesso. Casualità? Forse. Direi Carma.
Capita anche che la stessa sorella abbia frequentato una giornata lavorativa assieme alle stesse persone che ho citato sopra. Capita quindi, vuoi lo stress della giornata, vuoi l’impegno, vuoi tutto quello che ci passa per la mente che l’atmosfera non sia molto serena. Risultato che capita che la sera non c’abbia le forze se non per sentire il suo promesso. Casualità? Forse. Insisto sul Carma.
Capita ancora che ci siano ancora cene, sempre con lo stesso schema relazionale. Capita ancora il piccolo malessere dopo pasto. Ibuprofene e, forse, abbiamo risolto. Casualità? E tre… Sono convinto sul Carma.
Intendendo come Carma l’energia trasmessa da un individuo all’altro, decreto che questo scambio non s’avrebbe più da fare, visti i risultati.
Io ci penserei su.
Johnathan Dante 13/5/2015
13 mercoledì Mag 2015
Posted in Diario di un viaggiatore, Il mio cuore, Pezzi di me
Non potrò abbandonare mai il senso di ciclicità eterna che permea il mio vivere.
Ogni volta che mi sento maturo, nel pieno delle forze, soddisfatto di me stesso, presuntuoso delle mie capacità, ecco: cado, mi tocca arrestare la corsa allo splendore, come in un eterno gioco dell’Oca in cui l’ultimo tiro, che dovrebbe dare la vittoria definitiva, porta tutto allo stato iniziale.
Si ricomincia dunque, riparto dallo scontato e dall’ovvio che, colpa dello sguardo continuamente rivolto verso l’alto, non ricordavo di avere: una vita serena, l’amore di una moglie, l’affetto dei miei genitori e di mia sorella, un lavoro e tante, tante prospettive davanti, accompagnate dai miei limiti e dalle mie debolezze.
E’ proprio mentre cado che li noto: sono costretto ad aprire gli occhi, fare mente locale su chi sono, dove sono, dove sto andando. Ed in questa psicanalisi fai-da-te mi accorgo della mia umanità, mi accorgo di non aver dato il massimo in quello che facevo e, soprattutto, dello scalini su cui sono incautamente inciampato.
E riparto con più grinta, facendo attenzione a non inciampare negli stessi errori. Continuo a ripetermi di non sbagliare, di non rifare gli stessi errori, di non essere così ottuso, ma è pura follia. Se nulla cambia rifarò gli stessi sbagli ed inciamperò di nuovo e cadrò nuovamente, rovinando peggio di prima.
Proprio di questi momenti devo fare tesoro, per cambiare il cuore in modo da accettare pienamente il mio Io e ritrovare finalmente la strada che volevo percorrere all’inizio, dove conosco gli scalini e conosco come affrontarli, uno ad uno, senza inciampare nuovamente. Per allungare il ciclo della vita, per godermi ogni istante, con Te.