Sabato 26 Gennaio mi trovo a Roma, all’Assemblea Nazionale dei Giovani di Sd, su Repubblica c’è un articolo che preannuncia delle comunicazioni urgenti da parte del Presidente della Regione Sicilia sul quale pende una condanna in primo grado per favoreggiamento, non ci faccio caso più di tanto, sopratutto per via della levataccia.
Arriviamo a destinazione, siamo in anticipo, sicuramente i primi Siciliani a varcare l’ingresso. Giriamo un pò, mangiamo qualcosa. Arrivano i primi compagni dalla Sicilia che portano la notizia: alle 12 ci sarà una conferenza stampa di Cuffaro, sembra che si voglia dimettere, resto a bocca aperta!
Ci fermiamo a discutere con Fabio Mussi, sento l’esigenza di ricordargli che un eventuale governo tecnico con la collaborazione dell’Udc, vorrebbe dire un governo con il partito di Cuffaro, stringe le spalle e ribatte, “non possiamo lanciare lo stesso messaggio di Berlusconi e chiedere elezioni subito, meglio fare un passo indietro e fare un breve governo, che abbia come degli obiettivi predeterminati come la destinazione dell‘ extragettito ai salari più bassi e la formulazione della legge elettorale partendo dalla bozza Bianco”, ne prendo atto. Arriva Marco Fumagalli, informa Mussi e rilancia il tam tam, “sembra che Cuffaro stia per dimettersi”, penso “se la notizia arriva a loro, un fondo di verità ci sarà!”, per sicurezza chiedo “ma le fonti sono sicure?”, ribatte “mi ha appena telefonato Battaglia“, continuo a non credere a quelle parole.
Le voci si fanno sempre più insistenti, i compagni Siciliani si attaccano ai telefonini cercando conferme, dettagli, rassicurazioni.
Si inizia con gli interventi sul palco, nel frattempo le voci si moltiplicano, cominciano ad arrivarci sms e telefonate di amici e compagni che sentono l’esigenza di informarci sull’imminente notizia.
Chiamo Rosario ” non appena hai notizie sicure, mi chiami”, fa qualche telefonata e mi ritelefona : “la conferenza stampa non è iniziata, ma la notizia è ormai confermata”.
Sul palco c’è l’intervento di Vincenzo Quadarella, primo compagno siciliano iscritto a parlare: “Sembra che Cuffaro stia per dimettersi!” la platea accoglie la notizia con un applauso che sa molto di sbalordimento.
L’onore di annunciare le dimissioni ufficiali va a Vincenzo Tanania “Cuffaro si è dimesso, la Sicilia è più libera!” l’applauso è fragorosissimo, l’Ansa lo quantifica in 3 minuti.
Per un momento tutti sembrano dimenticare il momento terribile che sta vivendo la politica italiana, è il momento di esultare, di festeggiare, di essere felici, qualcuno dalla platea urla “cannoli per tutti”, la vergogna di avere un Presidente della Regione condannato è finita!
La Sicilia è più libera!
Il grido di liberazione è volutamente differente da quello lanciato sul palco e da quello usato da qualche blog amico. La Sicilia, infatti non è libera, ma solo più libera di prima. Sarà libera solo quando la mafia sarà cancellata dalla nostra terra, soprattutto da tutte le istituzioni, una prima prova di liberazione saranno le prossime elezioni regionali, nelle quali ci auguriamo che il centrosinistra possa (ri)proporre un nome in netta antitesi con quella che è stata fino ad ora l’amministrazione della Regione Siciliana, il pensiero non può che andare a Rita Borsellino. Auspicando che questa volta il Popolo Siciliano colga la necessità di un cambio radicale.
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