Cesa chiede l’espulsione di Cintola. E Cuffaro, Antinoro & co?

Salvatore Cintola Udc cocainaLorenzo Cesa

Da una indagine su un traffico di droga è emerso che Salvatore Cintola mandava la propria segretaria, finita in arresto, a comprargli la cocaina con l’auto blu della Regione Siciliana e per questo è stato indagato per peculato.

La reazione del segretario nazionale dell’Udc Lorenzo Cesa non si è fatta attendere: “la condotta morale tenuta da Salvatore Cintola appare incompatibile con i valori dell’Unione di Centro e rende improponibile la sua permanenza nel nostro partito“.

A questo punto la domanda nasce spontanea: perchè Cintola viene cacciato dall’Udc, mentre un condannato in secondo grado per favoreggiamento alla mafia come Totò Cuffaro o un rinviato a giudizio per voto di scambio con Cosa Nostra come Antonello Antinoro o un condannato in via definitiva per peculato come Giuseppe Drago o altri inquisiti possono tranquillamente rappresentare il Partito di Casini al Senato, all’europarlamento, alla Camera, etc?

Forse la droga appare incompatibile con i valori dell’Unione di Centro, mentre la mafia o altri reati appaiono compatibili?

18° anniversario della strage di Capaci

Strage di Capaci

Oggi è il diciottesimo anniversario della morte di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e degli agenti Vito Schifani, Antonio Montinaro e Rocco Dicillo.

Non dimentichiamoli.

Sonia Alfano (IdV): A Ribera (AG) le elezioni sarebbero da rimandare a tempi meno bui. Aggrediti i giovani di S.O.S. Democrazia

S.O.S. Democrazia

Palermo, 20 Mag. “Quanto accaduto è una fotografia della realtà dell’intero Paese. E’ disgustoso e inaccettabile. Il candidato unico è un pericolo per l’Udc e quindi il candidato Pace, attuale vice-presidente della provincia di Agrigento e nipote dell’On. Ruvolo, grande amico del Sen. Cuffaro, ha pensato bene di prendere in giro l’intera cittadinanza facendo presentare al suo amico Smeraglia una lista alternativa, nella quale sono stati inseriti i familiari di Pace, così da garantirsi l’elezione ed evitare il rischio di non raggiungere il quorum“.

Lo dice Sonia Alfano (IdV), in merito al doppio candidato dell’Udc al comune di Ribera (AG), ed all’aggressione subita dal gruppo di ragazzi di ‘S.O.S Democrazia‘ che voleva contestare gli artefici di tale ‘trucchetto’ elettorale.

Questa è la vecchia politica -prosegue Sonia Alfano- quella truffaldina e indecorosa. E’ imbarazzante -sottolinea- sentir parlare ancora di manovre del genere, tra l’altro con ammissione dello stesso candidato Pace, ed è ancora più triste ed imbarazzante sapere che un gruppo di giovani è stato aggredito ad un comizio, tra l’indifferenza dei candidati, solo perchè voleva manifestare il proprio legittimo disappunto. Non si possono vivere le elezioni con questo clima, e quindi sarebbe bene rimandare a data da destinarsi -conclude – magari ad un periodo meno buio per la democrazia“.

Fonte

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E il candidato sindaco corre contro la mamma e la moglie

Ribera: disordini al comizio, aggrediti i ragazzi di “S.O.S democrazia”

Amministrative Ribera. Il sen. Giuseppe Lumia e l’on Rosario Crocetta (PD) chiedono un’ispezione ministeriale

Rosario Crocetta antimafiaGiuseppe Lumia antimafia

In violazione sostanziale della legge elettorale, a Ribera, il candidato sindaco Carmelo Pace ha chiesto la candidatura di un candidato civetta Lillo Smeraglia. Nella lista di quest’ultimo, sono presenti congiunti diretti quali  moglie, madre e cognato del candidato “ufficiale”. Gli onorevoli Lumia e Crocetta chiedono un’ispezione ministeriale, finalizzata a verificare la validità delle elezioni amministrative di Ribera, dove si sta manifestando una situazione di inaudita gravità, perché dimostra l’assenza totale di pluralismo nella competizione elettorale. Inoltre – concludono i due esponenti del PD –  va verificata la presenza di possibili elementi di condizionamento mafioso sulle elezioni.

Fonte

L’on.Salvatore Cascio si rifiuta di rispondere ad una domanda su un pentito che lo accusa di aver ricevuto i voti della mafia

Il Deputato Regionale Salvatore Cascio, candidato sostenuto in prima persona da Totò Cuffaro alle ultime elezioni regionali, è accusato dal pentito di cosa nostra agrigentina Calogero Rizzuto, di aver ricevuto il sostegno della mafia.

ImageAl giornalista che gli chiedeva una semplice dichiarazione in merito alla vicenda, il medico ha però risposto malamente:“non ti permettere più a farmi domande del genere”. Roba da regime…

Alla redazione di RMK,  che ha ricevuto anche la solidarietà dell’Assostampa, vanno i  complimenti per la fermezza e per aver comunque dato risalto alla vicenda.In un sistema di informazione ampiamente al servizio dei potenti, gli spiragli di libertà vanno apprezzati.Grandi!

 

U.d.c = Unione dei condannati

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SICILIA: CONDANNATO EX PRESIDENTE UDC, PERDE SEGGIO ALLA CAMERA

(AGI)Palermo, 15 mag. – La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a tre anni nei confronti degli ex Imagepresidenti della Regione Sicilia Giuseppe Drago e Giuseppe Provenzano. Per Drago, che e’ deputato nazionale dell’Udc, scattera’ la decadenza dall’incarico, a causa della sanzione accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici. I due imputati non dovranno invece scontare la pena, perche’ e’ stata condonata. Secondo i giudici, i due imputati si sarebbero appropriati, senza fare rendiconti, dei fondi riservati della Presidenza della Regione. La questione venne fuori tra la fine del 1998 e l’inizio del 1999, e fu sollevata dal presidente diessino Angelo Capodicasa, rimasto senza una lira (allora era quella la moneta corrente) per comprare delle lenzuola al momento dell’insediamento.

Dopo una condanna definitiva in Cassazione per un ex Presidente della Regione e deputato in carica dell’Udc ci si aspettarebbe la massima indignazione anche dai più garantisti, invece

Imageil segretario regionale dell’Udc, Saverio Romano, si dice costernato per quello che è accaduto a Drago. “L’Udc – spiega – continuerà a sostenerlo. Non sarà lasciato solo. Avrà un ruolo nel partito, questo è sicuro”.

Certo che non lo lasceranno solo…avranno solo da aspettare il processo a Cuffaro e magari quello ad Antinoro e Dina… e poi in un partito che vanta fior di inquisiti, non possono certo farsi sfuggire uno che è arrivato addirittura a farsi condannare in Cassazione!

Basta qualunquismo: in Sicilia si può cambiare !

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E’ di oggi la notizia degli avvisi di garanzia a due deputati regionali Siciliani dell’Udc: Antonello Antinoro (che ricopre anche la carica di Assessore Regionale ai Beni Culturali) e Nino Dina.

Entrambi gli esponenti dell’Udc sono i recordman di preferenze alle Regionali. Candidati nel collegio di Palermo, hanno  infatti ottenuto rispettivamente 28.042 e 25.292 preferenze, una marea se si considera che il primo eletto del Pd nel collegio di Palermo ne ottenne “appena” 13.450.

Antinoro risulta indagato per voto di scambio con la mafia al modico prezzo di 50€ a voto, mentre a Dina viene contestato di aver ricevuto mafiosi nella propria segreteria politica durante la scorsa campagna elettorale.

Ma essendo in Sicilia, quando succedono queste cose, si finisce sempre a discorsi come ..lo fanno tutti…avrà solidarietà sia da destra che da sinistra…etc etc.

Finiamola con il dire che sono tutti uguali, perchè è una tecnica di merda per tenerci questi che ci sono!

Io sono sicuro che gente come Rosario Crocetta, Rita Borsellino o Claudio Fava (solo per citarne 3)  non esprimeranno MAI solidarietà a personaggi come Antinoro o  Dina.

Quindi basta con il qualunquismo, se i Siciliani volessero cambiare lo potrebbero fare benissimo, abbiamo gente onesta e valida in corsa già per le imminenti Europee.

Cambiare si può, basta volerlo!

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Mercato del voto in Sicilia

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La prima puntata della nuova serie di Exit, andata in onda su La7, è stata dedicata alla situazione elettorale in Sicilia, dove l’Mpa di Raffaele Lombardo (neogovernatore della Regione Sicilia), ha stravinto battendo la candidata del centrosinistra Anna Finocchiaro.

Il video, oltre a fare una panoramica della situazione, ha documentato il “mercato del voto” che è stato fatto durante questa campagna elettorale.

Il servizio non è nè una caricatura, nè propaganda, ma è lo specchio di come si fa politica nella nostra terra. Dove non conta essere stati condannati a 5 anni per favoreggiamento a singoli mafiosi o aver ridotto all’osso una sanità, dove persino i muri sono politicizzati. Conta solo fare “i favori” e mostrarsi con un bel sorriso nelle case della gente che “oggi-domani un concorso, si può sempre avere di bisogno”.

In questi giorni si da la caccia a chi ha più colpe per la disfatta del centrosinistra siciliano, noi siamo orgogliosi degli 866.044 voti raccolti da Anna Finocchiaro, 866.044 voti liberi e per il cambiamento, contro il clientelismo e contro le collusioni, per il riscatto della nostra terra per il buon governo. Si riparte da qui.

Per visualizzare il video cliccate sull’immagine oppure cliccate qui

Condannato a 5 anni….di Parlamento

 

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In Italia per fare un concorso di operatore ecologico o di bagnino è indispensabile non aver riportato condanne penali e non avere procedimenti penali pendenti. Per l’operatore ecologico ed il bagnino si deve avere la fedina penale pulita, per fare il rappresentante in Parlamento si può anche essere condannati a 5 anni per favoreggiamento a singoli mafiosi.E’ il caso di Salvatore Cuffaro detto Totò vasa-vasa per via della sua grande passione che lo porta a baciare chiunque incroci per la sua strada.

Cuffaro è stato condannato 5 anni di reclusione e interdizione perpetua dai pubblici uffici per aver favorito singoli esponenti mafiosi, tuttavia il leader del suo partito ha deciso di candidarlo al Senato in Sicilia come capolista dell’Udc.

Così l’ex Presidente della Regione Siciliana, forte del bacino di consensi che riesce ad attrare nell’Isola, sconterà questi 5 anni a Roma, dove andrà a ripararsi sotto l’ombrello dell’immunità parlamentare.

Intanto l’Udc va avanti con la campagna elettorale a suon di slogan come “I veri valori non sono in vendita”, va a capire quali sono però questi valori. Forse quelli Cattolici??? A giudicare dalla reazione del settimanale “Famiglia Cristiana” alla candidatura di Cuffaro, sembra proprio di no.

Il buon Casini, ma anche qualche prete di periferia che va in giro con una coroncina ed i facsimile dell’Udc, dovrebbero spiegare come fa un Cuffaro a rappresentare i valori dei Cattolici, se fra i singoli mafiosi da lui favoriti c’è Giuseppe Guttadauro, reggente del mandamento di Brancaccio, il mandamento dal quale partì l’ordine dell’uccisione di Don Pino Puglisi?

Cuffaro dimesso: la Sicilia è più libera! Cronostoria di una giornata

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Sabato 26 Gennaio mi trovo a Roma, all’Assemblea Nazionale dei Giovani di Sd, su Repubblica c’è un articolo che preannuncia delle comunicazioni urgenti da parte del Presidente della Regione Sicilia sul quale pende una condanna in primo grado per favoreggiamento, non ci faccio caso più di tanto, sopratutto per via della levataccia.

Arriviamo a destinazione, siamo in anticipo, sicuramente i primi Siciliani a varcare l’ingresso. Giriamo un pò, mangiamo qualcosa. Arrivano i primi compagni dalla Sicilia che portano la notizia: alle 12 ci sarà una conferenza stampa di Cuffaro, sembra che si voglia dimettere, resto a bocca aperta!

Ci fermiamo a discutere con Fabio Mussi, sento l’esigenza di ricordargli che un eventuale governo tecnico con la collaborazione dell’Udc, vorrebbe dire un governo con il partito di Cuffaro, stringe le spalle e ribatte, “non possiamo lanciare lo stesso messaggio di Berlusconi e chiedere elezioni subito, meglio fare un passo indietro e fare un breve governo, che abbia come degli obiettivi predeterminati come la destinazione dell‘ extragettito ai salari più bassi e la formulazione della legge elettorale partendo dalla bozza Bianco”, ne prendo atto. Arriva Marco Fumagalli, informa Mussi e rilancia il tam tam, “sembra che Cuffaro stia per dimettersi”, penso “se la notizia arriva a loro, un fondo di verità ci sarà!”, per sicurezza chiedo “ma le fonti sono sicure?”, ribatte “mi ha appena telefonato Battaglia“, continuo a non credere a quelle parole.

Le voci si fanno sempre più insistenti, i compagni Siciliani si attaccano ai telefonini cercando conferme, dettagli, rassicurazioni.

Si inizia con gli interventi sul palco, nel frattempo le voci si moltiplicano, cominciano ad arrivarci sms e telefonate di amici e compagni che sentono l’esigenza di informarci sull’imminente notizia.

Chiamo Rosario ” non appena hai notizie sicure, mi chiami”, fa qualche telefonata e mi ritelefona : “la conferenza stampa non è iniziata, ma la notizia è ormai confermata”.

Sul palco c’è l’intervento di Vincenzo Quadarella, primo compagno siciliano iscritto a parlare: “Sembra che Cuffaro stia per dimettersi!” la platea accoglie la notizia con un applauso che sa molto di sbalordimento.

L’onore di annunciare le dimissioni ufficiali va a Vincenzo Tanania “Cuffaro si è dimesso, la Sicilia è più libera!” l’applauso è fragorosissimo, l’Ansa lo quantifica in 3 minuti.
Per un momento tutti sembrano dimenticare il momento terribile che sta vivendo la politica italiana, è il momento di esultare, di festeggiare, di essere felici, qualcuno dalla platea urla “cannoli per tutti”, la vergogna di avere un Presidente della Regione condannato è finita!

La Sicilia è più libera!

Il grido di liberazione è volutamente differente da quello lanciato sul palco e da quello usato da qualche blog amico. La Sicilia, infatti non è libera, ma solo più libera di prima. Sarà libera solo quando la mafia sarà cancellata dalla nostra terra, soprattutto da tutte le istituzioni, una prima prova di liberazione saranno le prossime elezioni regionali, nelle quali ci auguriamo che il centrosinistra possa (ri)proporre un nome in netta antitesi con quella che è stata fino ad ora l’amministrazione della Regione Siciliana, il pensiero non può che andare a Rita Borsellino. Auspicando che questa volta il Popolo Siciliano colga la necessità di un cambio radicale.

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