Ricorrenze
giugno 23, 2011 § Lascia un commento
La bambina aveva lo stomaco gonfio, la fronte bruciava come un fornello appena spento, il colore delle labbra cinereo.
La madre chiese al padre di fermarsi.
Dove?, chiese il padre.
Da qualche parte, fermati da qualche parte, disse la madre.
Ora?, chiese il padre.
Sì, disse la madre.
Erano fermi, ora, immobili. Le tracce lasciate dagli pneumatici precedenti tagliavano la strada sterrata.
Chiama qualcuno.
In un paese straniero, immersi nella polvere di una strada sterrata straniera, con un navigatore che parlava una lingua straniera, quasi arrivati alla casa straniera, nella città straniera, pronti per il lavoro che lo stato straniero permetteva loro di svolgere, mamma e papà inziarono a piangere.
Papà più forte di mamma.
Un acquario a colori
giugno 23, 2011 § Lascia un commento
A fine anno suo padre e sua madre annunciarono che si sarebbero separati.
Sua sorella smise di fare i compiti, lasciò il quaderno aperto sul tavolo, smise di masticare la piccola gomma rosa della matita e fissò a lungo il televisore spento.
Lui chiese al padre perché lasciava la madre e alla madre perché lasciava il padre.
È la vita, dissero entrambi.
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E nessuno poteva fermarla
aprile 26, 2011 § 2 commenti
C’era stata la pioggia infinita, due anni prima. Le pareti segnavano 30 centimetri di acqua. La linea nera della muffa diceva cose importanti.
Il padre, la madre e la figlia avevano cercato di salvare i mobili alti comprati qualche mese prima, il lungo bancone in legno, la macchina del ghiaccio che non era mai entrata in funzione, i frigoriferi parcheggiati nell’angolo destro, vicino all’ingresso, la cassa digitale. Tutto era stato contaminato. Il padre chiamò un tizio che aveva un furgone. La madre chiamò il fratello, un tipo in pensione che faceva l’imbianchino per arrotondare un po’.

