Tag
cammino, cammino interiore, carpe diem, cogliere l'attimo, presente, senso del cammino, vivere il presente
Ci sono giorni in cui ti chiedi il senso del tuo cammino e nessuna risposta viene a farti compagnia, altri giorni invece in cui la ragione e’ chiara e limpida come un torrente di montagna, chiarissima li di fronte a te, sfacciata come un raggio di sole in piena faccia.
Ci sono momenti in cui vorresti mollare tutto, al diavolo il cammino intrapreso, le promesse fatte, gli obiettivi posti, le giornate buone e quelle negative, i minuti preziosi, i programmi disattesi, le valige fatte e poi disfatte, la tappa successiva e quella finale. E via all’infinito fino a quella attuale, quella di oggi, cioè adesso.
Vivere il presente per quello che è non è da tutti, vivere il presente e’ da impavidi, da eroi, fare qualcosa e rendersene conto senza pensare ne’ al dopo, ne’ al prima, ma solo al durante e’ da visionari.
Quando il cammino ti trascina con se’ fin nelle viscere di quello che sei, se nel cammino ti ritrovi più solo di prima perché con gli altri non hai mai imparato a stare, quando la forza ti abbandona lasciando il posto alla stanchezza perché vai cercando qualcosa che non c’è da nessuna parte, allora il senso del tuo cammino ti aspetta al varco.
E poi cosa sono gli altri se non il riflesso di noi stessi o il nostro prolungamento? Per caso ci siamo scelti dei compagni di cammino che a un certo punto ci ostruiscono il passaggio? O abbiamo dimenticato solamente i motivi per cui li abbiamo scelti? Abbiamo necessità di stare con gli altri o piuttosto da soli?
Un punto all’orizzonte sbiadito si rivela essere un miraggio oscuro che attira senza portarti nella giusta direzione, ti seduce come una sirena ammaliatrice trascinandoti verso una destinazione sconosciuta e affascinante. Disperde le tue energie verso lande lontane, quando proprio dentro di te una terra fertile non attende altro che essere innaffiata per continuare a dare i suoi frutti.
Questa volta finalmente quelli veri, ovvero i figli del tuo essere più profondo.
Gli istanti d’essenza.
Frutti pronti ad essere colti davanti ad occhi spalancati e a mani protese e a braccia aperte, frutti saporiti che attendono solo di essere finalmente gustati.
Allora non sarà importante essere davanti al tramonto più bello o al paesaggio più mozzafiato nella faccia della terra, allora non basteranno tutti i pezzi del puzzle quando te ne mancherà sempre uno per terminarlo, allora nessun’altra fuga basterà per farti accettare il tuo presente. Perché il tuo presente e’ il tuo selfie, il tuo presente sei tu, il tuo presente fa parte di te più di quanto tu non riesca a concepire.
I tuoi gesti ripetuti all’infinito parlano di te, le tue parole cercate o nascoste all’infinito ti spiegano di te, le tue corse contro il tempo per fare tutto per poi perderne il senso ti ricordano di te, gli occhi del tuo pubblico disinteressato e adorante riflettono te.
Accettati per quello che sei, uomo in cammino, e scoprirai infiniti cammini dentro di te, cammini di risate rincorse dal vento, occhi di stella a guardarti, salti nel vuoto nel circo della vita, contorsionismi e acrobazie senza rete a salvarti se cadi giù.
Piroette a mezz’aria farai, saltimbanco diventerai se diventar leggero oserai.
Essere libero vuol dire ridere quando tutti hanno voglia di piangere, e quando la tua risata sarà così forte da essere udita da tutti diventerà contagiosa finché tutti si sbellicheranno dalle risate insieme a te. E se tu non desisterai tutti decideranno di seguirti nel tuo cammino di vita, questa volta la valigia sulle tue spalle sarà piena zeppa di gioia di vivere il tuo istante d’essenza.