Primi segnali di risveglio per Nexi

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Partiamo col dire che, se c’è un titolo che ha sottoperformato negli ultimi tempi all’interno del FTSE MIB, quello è certamente Nexi: il titolo ha perso oltre l’80% dai massimi di luglio 2021 e l’ultima trimestrale ha segnato un ottimo e profondo strappo ribassista.
Proprio dopo l’ultima trimestrale, il titolo ha iniziato una prima fase di lateralizzazione, per poi rompere il range e salire nell’ultima parte del mese di marzo, arrivando la scorsa settimana a chiudere il gap aperto in occasione dell’ultima trimestrale.
Ho definito “primi segnali di risveglio” per Nexi per un motivo preciso: con gli ultimi rialzi il titolo ha rotto la trendline ribassista di brevissimo e si sta avvicinando al test della trendline di breve, posta poco sopra. Avrà la forza di romperla?
Abbiamo superato la banda superiore di Bollinger e gli oscillatori sono in ipercomprato, quindi non sarebbe saggio entrare ora long; tuttavia, la forza ribassista degli ultimi tempi sembra aver perso momentum. Di conseguenza, un’eventuale flessione verso i 3 euro per azione potrebbe rappresentare un rischio calcolato per un ingresso long.
Parlo di rischio calcolato perché il trend di medio e lungo periodo è ancora saldamente ribassista: questa operazione va quindi, per il momento, considerata contrarian. In caso di ritorno verso i 3 euro, accompagnato da un pattern rialzista, si potrebbero favorire ingressi long con primo target a 3,45, poi 3,9 ed eventualmente 4,15.
Segnale di debolezza sotto i 2,8 euro, anche se solo una chiusura sotto i minimi potrà favorire nuovamente le pressioni ribassiste.

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