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	<title>AD Communications</title>
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	<title>AD Communications</title>
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		<title>Come nasce un format televisivo? L&#8217;esempio di ABBI CURA il format sulla relazione di cura</title>
		<link>https://adcommunications.it/come-nasce-un-format-televisivo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Deborah Annolino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jul 2026 18:09:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione sanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[format televisivo]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[medicina narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[ABBI CURA]]></category>
		<category><![CDATA[comunicare cura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come nasce un format televisivo? Un format nasce sempre due volte: prima nella mente di chi lo pensa poi nasce l seconda volta quando prende forma diventando visibile agli altri Volendo dare una definizione, un format televisivo non coincide con il &#8220;programma in se&#8221; ma con l&#8217;insieme di diversi elementi che ne costituiscono l’identità rendendolo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://adcommunications.it/come-nasce-un-format-televisivo/">Come nasce un format televisivo? L&#8217;esempio di ABBI CURA il format sulla relazione di cura</a> sembra essere il primo su <a href="https://adcommunications.it">AD Communications</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Come nasce un format televisivo? </strong></p>
<p>Un <strong>format</strong> nasce sempre due volte: <strong>prima nella mente di chi lo pensa</strong> poi nasce l seconda volta quando prende forma diventando visibile agli altri</p>
<p>Volendo dare una definizione, un <strong><a href="https://www.dandi.media/format-televisivo/">format televisivo non coincide con il &#8220;programma in se&#8221; ma con l&#8217;insieme di diversi elementi che ne costituiscono l’identità rendendolo riconoscibile tra molti.</a> </strong></p>
<p><strong>Potremmo definirlo come il &#8220;DNA&#8221; di una rubrica o trasmissione anche se possono cambiare i conduttori o gli ospiti. </strong></p>
<p>Un format, soprattutto nella fase iniziale, necessita di una progettazione editoriale, della definizione del linguaggio e costruzione della linea narrativa, a cui si aggiungono la scelta degli ospiti, la pianificazione e non ultima la realizzazione audiovisiva. La <strong>diffusione</strong> arriva solo quando tutti gli elementi sopracitati sono al loro posto quindi è il momento di farlo conoscere.</p>
<p>Ciò ha un duplice scopo: acquisire critiche costruttive e suggerimenti da parte dei fruitori.</p>
<p><a href="https://www.darioflaccovio.it/blog/attualita-e-innovazione/format-tv-cos-e-e-come-scriverne-uno-di-successo?srsltid=AfmBOooMSjyQ8vd9LG2NUcpaLtIgLMhcBIf6gtav-OTCeReI49nZkEbr">C</a><a href="https://www.darioflaccovio.it/blog/attualita-e-innovazione/format-tv-cos-e-e-come-scriverne-uno-di-successo?srsltid=AfmBOooMSjyQ8vd9LG2NUcpaLtIgLMhcBIf6gtav-OTCeReI49nZkEbr">i s</a><a href="https://www.darioflaccovio.it/blog/attualita-e-innovazione/format-tv-cos-e-e-come-scriverne-uno-di-successo?srsltid=AfmBOooMSjyQ8vd9LG2NUcpaLtIgLMhcBIf6gtav-OTCeReI49nZkEbr">ono alcuni ingredienti che rendono il format un format di successo,</a> tra cui la sceneggiatura, il livello degli ospiti, l&#8217;attualità degli argomenti, la promozione attraverso un sito web e i social per far si che quel prodotto incontri il pubblico e possibili broadcaster e produttori televisivi interessati a loro volta ad amplificarne il valore.</p>
<p><strong>Ma perchè nasce un </strong><strong>format? </strong></p>
<p><strong>Generalmente c&#8217;è sempre un motivo. </strong>Nasce da una <strong>precisa esigenza comunicativa</strong> e prende forma grazie alla creatività e allo studio che insieme trasformano un&#8217;intuizione in un prodotto utile e di interesse per l&#8217;opinione pubblica.</p>
<p>Se il vostro progetto non gode di un sostegno economico, una sponsorship, la strada sarà sicuramente in salita.</p>
<p>La buona notizia è che sono un forte carburante la determinazione ed il coraggio di trasformare un&#8217;idea in un <strong>progetto visibile, credibile e utile per la comunità. </strong></p>
<h2><strong>QUANDO UN&#8217;IDEA DIVENTA UN FORMAT: IL CASO DI ABBI CURA </strong></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-8082 size-medium" src="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2026/07/LOGO-300x102.jpg" alt="" width="300" height="102" /></p>
<p>Per fare un esempio concreto vogliamo raccontarvi del nostro nuovo format <strong>ABBI CURA</strong> nato nel 2026 per raccontare la salute <strong>oltre la Medicina, dunque la cura, intesa come protocolli, diagnosi e terapie. Nasce</strong><strong> da un’idea di Deborah Annolino</strong> già autrice dei format AD MAIORA e Vitamine Social, ed è una produzione di <strong>AD Communications</strong> <strong>Immagine e Comunicazione</strong> con la regia di Luca Roselli, tecnico di esperienza televisiva in Emilia-Romagna.</p>
<p>Nel nostro caso il <strong>setting di ripresa</strong> è stato personalizzato e realizzato in economia, all&#8217;interno dello Studio AD Communications seppur <strong>attrezzato con tre telecamere su treppiedi, riflettori e microfoni professionali, tutti strumenti necessari per una buona riuscita audiovisiva.</strong></p>
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				<div class="et_pb_slides">
					<div class="et_pb_slide" style="background: url(https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2026/07/Foto-con-ospite-Deborah-Annolino-per-ABBI-CURA-1.jpg);"></div><div class="et_pb_slide" style="background: url(https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2026/07/photo_5976684968391937678_y.jpg);"></div>
				</div>
			</div>
<p>La formula utilizzata è quella del salottino con alle spalle la libreria in cui la giornalista e ideatrice conversa con l’ospite che è un/una professionista della cura.</p>
<p>Protagonisti del salottino <strong>medici di base, chirurghi, specialisti della salute della mente e del corpo: dall&#8217;odontoiatra alla psicologa e psicoterapeuta</strong>. La scelta degli ospiti è un momento delicato in quanto la selezione avviene secondo precisi requisiti: il primo tra tutti riguarda le <strong>capacità umane ed empatiche</strong> del professionista abbinate ad una consolidata esperienza e competenza clinica.</p>
<p>ABBI CURA dimostra che un’idea, se ben modulata, può trasformarsi in qualcosa di più, acquisire un pubblico fino a diventare persino un format televisivo.</p>
<p><strong>Infatti dal mese di luglio gli episodi del format vanno in onda su Icaro TV canale regionale dell&#8217;Emilia Romagna (Canale 18) ed in streaming tutti i venerdì alle ore 20:35.</strong> Ciò, è bene ribadirlo, senza sponsorizzazioni o budget esosi, ma con alle spalle un duro lavoro giornalistico, tecnico e i valori della buona comunicazione.</p>
<h2><strong>ABBI CURA: IL FORMAT CHE METTE AL CENTRO LA PERSONA</strong></h2>
<p>ABBI CURA, è il primo format web e televisivo dedicato alla relazione di cura e non alla malattia, come invece siamo abituati a vedere in tv: dalle emittenti locali a quelle nazionali l’approccio comune è affrontare il problema di salute o la malattia dal punto di vista delle cure.</p>
<p>Volutamente il nostro format inverte la rotta e la prospettiva della narrazione portando in primo piano valori che nella relazione di cura rimangono invisibili ma che sono preziosi: <strong>l&#8217;ascolto, la fiducia, l&#8217;empatia, la presenza, la condivisione</strong>.</p>
<p>Tutti valori che ci hanno avvicinato oltre che fatto appassionare <a href="https://www.simenitalia.it/">a SIMEN &#8211; Società Italiana della Medicina Narrativa</a> con cui abbiamo avviato una partnership di reciproca visibilità e promozione.</p>
<p>Troppo spesso il rapporto tra professionista sanitario e paziente rimane sbilanciato e appesantito da linguaggi tecnici e da tempi sempre più compressi. La comunicazione rischia così di perdere quella dimensione umana che rappresenta, invece, uno degli strumenti più efficaci della cura.</p>
<p>Come ricorda il professor <strong>Sandro Spinsanti</strong>, docente di Bioetica, la qualità dell&#8217;incontro tra medico e paziente comincia dalla parola, dall&#8217;ascolto autentico, dalla capacità di riconoscere nell&#8217;altro una persona prima ancora che un caso clinico. Non è un bravo medico se non ha capacità umane di ascolto.</p>
<p><strong>ABBI CURA nasce proprio per colmare questa distanza.</strong></p>
<h3><strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=v3_8iLA2rsE&amp;list=PLw7IByxysD92gcZODaALBQgpEAGDjrkZz">GUARDA LE PUNTATE DI ABBI CURA – STAGIONE 2026</a> </strong></h3>
<p><iframe loading="lazy" title="ABBI CURA - 3^ puntata - Ospite Evaldo Giacomucci Dir. Infertilità Ginecologia Ospedale Maggiore" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/fxiTFQXjyzI?start=485&amp;feature=oembed"  allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>DIFFONDERE E FAR CONOSCERE UN FORMAT AI MEDIA</strong></h2>
<p>Un format televisivo per trovare spazio e attenzione sul mercato oggi deve dimostrare di avere alcune caratteristiche principali:</p>
<ul>
<li><strong>originalità, autenticità </strong>e <strong>interesse pubblico</strong>, tali da incuriosire e formare una nuova community.</li>
</ul>
<p>Nel caso di ABBI CURA, tante testate giornalistiche ne stanno già parlando mettendo in evidenza la capacità del format di affrontare i temi della salute e della prevenzione attraverso il linguaggio del <strong>giornalismo costruttivo per generare sensazioni ed emozioni positive. </strong></p>
<h2><strong>Un invito gentile a prenderci più cura di noi stessi: ecco il messaggio di ABBI CURA</strong></h2>
<p>ABBI CURA, come appare chiaro, non offre ricette e non affronta il lato clinico, centrale, della malattia.</p>
<p>Vuole essere piuttosto uno <strong>spazio di riflessione</strong> prima, durante e dopo l’atto medico. Ogni puntata diventa un&#8217;occasione per ricordare che la salute rappresenta il bene più prezioso che possediamo e che prendersene cura significa fare del bene oltre che a noi stessi alla comunità e al sistema sanitario nel quale viviamo.</p>
<p><strong>ABBI CURA è un invito gentile:</strong> a rallentare, ad ascoltare, a prevenire, a costruire una maggiore consapevolezza del proprio benessere.</p>
<div id="attachment_8095" style="width: 265px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2026/07/photo_5976684968391937684_y.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-8095" class="wp-image-8095 size-medium" src="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2026/07/photo_5976684968391937684_y-255x300.jpg" alt="" width="255" height="300" /></a><p id="caption-attachment-8095" class="wp-caption-text">L&#8217;ideatrice del format ABBI CURA Deborah Annolino e il regista Luca Roselli</p></div>
<blockquote><p>“E se, al termine di ogni puntata, anche una sola persona avrà iniziato a riflettere sul significato autentico della parola &#8220;cura&#8221;, allora il progetto avrà già raggiunto il suo obiettivo più importante” – spiega l’ideatrice Deborah Annolino esperta di comunicazione sanitaria e sociosanitaria in Emilia-Romagna.</p></blockquote>
<p>Con la <strong>settima puntata in onda a fine luglio</strong> ABBI CURA conclude positivamente il primo <strong>ciclo di episodi</strong> prima della pausa estiva.</p>
<p>Le registrazioni riprenderanno in autunno con nuovi ospiti e nuove storie riservando agli spettatori del web e speriamo anche della tv, importanti momenti di riflessione.</p>
<p>Per non perdere tutti gli aggiornamenti è possibile iscriversi sul nostro canale youtube oltre che seguirci sulla<strong><a href="https://www.instagram.com/abbicura_format/"> PAGINA INSTAGRAM di ABBI CURA</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Social Media Manager: come essere efficaci sui Social</title>
		<link>https://adcommunications.it/social-media-manager-come-essere-efficaci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Deborah Annolino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 11:16:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Instagram]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[educare ai social media]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[social media manager]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel mondo della comunicazione, in particolare quella digitale, il ruolo del social media manager &#8211; che pensa, crea, gestisce e solo alla fine pubblica i  contenuti &#8211; è diventato sempre più strategico. Comunicare tramite i Social richiede prima di tutto essere consapevoli dell’uso di ciascuna piattaforma e delle sue regole per costruire una presenza coerente, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel mondo della comunicazione, in particolare quella digitale, il ruolo del <strong>social media manager</strong> &#8211; che pensa, crea, gestisce e solo alla fine pubblica i  contenuti &#8211; è diventato sempre più strategico. Comunicare tramite i Social richiede prima di tutto essere consapevoli dell’uso di ciascuna piattaforma e delle sue regole per costruire una <strong>presenza coerente, chiara, affidabile del brand.</strong></p>
<p><a href="https://adcommunications.it/social-media-marketing-2/">I Social non sono semplicemente delle vetrine ma ecosistemi complessi</a> dotati di funzioni e soprattutto di opportunità. Ma cosa vuol dire esattamente gestire i social media? <strong>Pubblicare, come atto meccanico, non basta</strong>.</p>
<p>Per questo noi di <strong>AD Communications </strong>abbiamo voluto riportare l&#8217;attenzione sulle principali buone pratiche, rivolgendoci ad un duplice target:</p>
<ul>
<li><span style="color: #eb0972;"><strong>Chi già svolge questa professione</strong></span> e si aggiorna al passo delle evoluzioni tecnologiche e tecniche;</li>
<li><span style="color: #eb0972;"><strong>Chi si approccia per la prima volta al mestiere</strong></span> e non sa da dove iniziare.</li>
</ul>
<p>Dietro ogni post efficace si sa, esiste una <strong>CURA</strong>, fatta di autenticità, attenzione ai dettagli, conoscenza dei linguaggi digitali.</p>
<p><strong>Un bravo e una brava social media manager</strong> deve essere capace a <strong>coniugare forma e contenuto</strong>, tecnica e creatività, velocità operativa e accuratezza. Vi sembra poco? Niente affatto. Il compito di un SMM bravo e soprattutto umano è diventato sfidante.</p>
<h2><strong style="color: #eb0972;">Le Immagini e la grafica come competenza essenziale</strong></h2>
<p>Iniziamo da una piccola grande verità. Chi si occupa di social media non può ignorare le basi del <strong>visual design</strong>. Questo non significa che deve essere un graphic designer professionista ma che deve conoscere le regole basilari della comunicazione a partire dall’equilibrio visivo, dalla gerarchia delle informazioni e poi contano molto fattori come la leggibilità dei font, l&#8217;armonia cromatica, la coerenza grafica rispetto al brand.</p>
<p>Partiamo proprio <strong>dalle immagini</strong>, siano esse fotografie o card, un elemento che merita attenzione e sensibilità comunicativa.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-8051 " src="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2026/06/I-Social-Molto-piu-di-una-vetrina.jpg" alt="" width="616" height="375" srcset="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2026/06/I-Social-Molto-piu-di-una-vetrina.jpg 616w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2026/06/I-Social-Molto-piu-di-una-vetrina-480x292.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 616px, 100vw" /></p>
<p><a href="https://adcommunications.it/social-media-marketing-2/"><span style="color: #eb0972;"><strong>Le immagini: attenzione al formato</strong></span></a></p>
<p>Fermo restando l’aspetto autentico delle immagini, alternando possibilmente <strong>foto reali a social card create ad arte</strong>, la prima regola da rispettare riguarda il <strong>formato</strong>, appunto le dimensioni.</p>
<p>Un’immagine pensata per Instagram non può essere pubblicata (tale e quale) su Facebook (come sapete è possibile collegare le due piattaforme con relativi pro e contro da attenzionare) o su LinkedIn senza qualche dovuto adattamento.</p>
<p><span style="color: #eb0972;"><strong>La scelta del formato è un elemento essenziale</strong> </span>che decreterà il piacere di fruire del contenuto.</p>
<p>Vediamo più nel dettaglio cosa chiedono i social più utilizzati da aziende, associazioni e ordini professionali:</p>
<ul>
<li><span style="color: #eb0972;"><strong>Instagram</strong> </span>privilegia immagini dal taglio verticale, caroselli dinamici e in generale contenuti fortemente visual; le stories richiedono un formato verticale diverso dai post.</li>
<li><span style="color: #eb0972;"><strong>Facebook</strong> </span>richiede elevata attenzione alla leggibilità e alla scelta dei colori per una buona resa del contenuto nel feed;</li>
<li><span style="color: #eb0972;"><strong>LinkedIn</strong> </span>necessita di una comunicazione istituzionale e ammette al proprio interno <a href="https://www.francescodenobili.it/carosello-linkedin/" target="_blank" rel="noopener">una funzione interessante oltre che performante di “<strong>carosello</strong>”</a>. Se caricato nel formato pdf, sarà possibile sfogliare le diverse pagine.</li>
<li><strong><span style="color: #eb0972;">Youtube</span> </strong>necessita di una maggiore attenzione a livello grafico. I video più visti, tra i canali sconosciuti, sono quelli che “sfoggiano” copertine ben fatte, con scritte leggibili in un contrasto di colori e con le foto dei protagonisti dei video stessi.</li>
</ul>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-8054 size-full" src="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2026/06/Social-Media-Manager-Linkedin-Carosello.png" alt="" width="1080" height="628" srcset="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2026/06/Social-Media-Manager-Linkedin-Carosello.png 1080w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2026/06/Social-Media-Manager-Linkedin-Carosello-980x570.png 980w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2026/06/Social-Media-Manager-Linkedin-Carosello-480x279.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1080px, 100vw" /></p>
<p><span style="color: #eb0972;"><strong>I Caroselli: un contenuto sempre più apprezzato dagli utenti</strong></span></p>
<p>I caroselli rappresentano uno dei formati più efficaci per aumentare il tempo di permanenza e favorire la lettura dei contenuti. Un carosello ben progettato migliora l’esperienza dell’utente e valorizza il messaggio.</p>
<p>Ad oggi facebook sembra non rendere disponibile il formato del carosello anche se esistono diverse modalità di composizione di un post con più immagini: <strong>classico, colonne o motivo.</strong></p>
<p>Nelle nostre foto sotto potete notare la differenza della visualizzazione di un unico post su facebook. In base al taglio delle immagini sarà preferibile utilizzare un template piuttosto che un altro. Ad esempio se abbiamo foto verticali sarà meglio utilizzare il formato a colonne.</p>
<div class="et_pb_slider et_pb_slider_fullwidth_off et_pb_gallery_post_type">
				<div class="et_pb_slides">
					<div class="et_pb_slide" style="background: url(https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2026/06/Modelli-Calssico-Colonne-e-Motivo-Facebook-2.jpg);"></div><div class="et_pb_slide" style="background: url(https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2026/06/Modelli-Calssico-Colonne-e-Motivo-Facebook-3.jpg);"></div><div class="et_pb_slide" style="background: url(https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2026/06/Modelli-Calssico-Colonne-e-Motivo-Facebook-1.jpg);"></div>
				</div>
			</div>
<h2><span style="color: #eb0972;"><strong>I tag: inserirli nei post aumenta la visibilità </strong></span></h2>
<p>I <strong>tag rappresentano uno strumento fondamentale per la visibilità sui social</strong>.</p>
<p>Consentono di coinvolgere persone, enti o organizzazioni citate raggiungendo un pubblico più ampio. Vanno inseriti preferibilmente nel corpo del testo, oppure nelle immagini (ciò si può fare sia su facebook che su instagram).</p>
<p>Per un <strong>bravo social media manager</strong> prima di inserire i tag a persone fisiche e aziende è opportuno verificare con attenzione due aspetti:</p>
<ul>
<li>la <strong>correttezza dei nomi e delle sigle in corrispondenza dei quali andranno apposti i relativi tag</strong> (evidenziandosi di azzurro), verificando a monte la loro presenza sui social. Fate attenzione ai casi di omonimia, su linkedin capita spesso!</li>
<li><strong>l’esistenza dei profili ufficiali di brand aziendali, associativi o ordinistici direttamente sul loro sito web</strong>. Se avranno lavorato bene i collegamenti corretti alle icone social saranno quelli corretti. A volte capita anche l&#8217;irraggiungibilità di alcuni canali.</li>
</ul>
<h2><span style="color: #eb0972;"><strong>Hashtag: non obbligatori, ma strategici</strong></span></h2>
<p>Anche gli <strong>hashtag</strong> sono un elemento importante per aumentare la reperibilità dei post inserendoli all’interno di conversazioni tematiche. Anche se Instagram di recente li ha ridotti a 5 ormai nella quasi totalità dei profili, pubblici e privati, la buona regola è di inserirli selezionandoli anche in questo caso con cura.</p>
<p>Alcuni piccoli accorgimenti per garantire qualità e coerenza dei post:</p>
<ul>
<li><strong>evitare hashtag troppo generici</strong>;</li>
<li><strong>selezionare parole </strong>pertinenti;</li>
<li><strong>preferire hashtag autentici</strong> per il brand (nel nostro caso utilizziamo <strong>#felicidicomunicare &#8211; #comunicarecura &#8211; #sartidelgiornalismo)</strong></li>
</ul>
<p>L&#8217;utilizzo ragionato degli hashtag, regola che vale per tutti i social media, contribuisce a rafforzare il posizionamento comunicativo del brand. Ma le regole continuano. La prossima riguarda il linguaggio ed il tono di voce.</p>
<h2><span style="color: #eb0972;"><strong>Linguaggio e tono di voce: ogni realtà ha il suo registro</strong></span></h2>
<p>Nella gestione dei social occorre fare attenzione al &#8220;linguaggio&#8221;, quindi alle parole che utilizziamo e alla forma stilistica in generale.</p>
<p><strong>Realtà diverse hanno bisogno di registri diversi.</strong></p>
<p>Una struttura ospedaliera, un’università o un brand commerciale possiedono identità, obiettivi e pubblici differenti. Di conseguenza, anche lo stile ed il linguaggio dei post devono adattarsi per risultare attrattivi e convincenti. Una comunicazione informale oppure un linguaggio freddo e distaccato rischia lo stesso effetto: tenere distanti le persone dai messaggi confezionati.</p>
<p><strong>La comunicazione sanitaria, settore nel quale da oltre un decennio come agenzia siamo posizionati a Bologna e in Emilia-Romagna</strong>, richiede mettere in campo precisi valori: <strong>chiarezza, affidabilità, autorevolezza, empatia</strong>. Inoltre, cosa non meno importante, la gestione professionale dei social comprende un’attività di presidio e supporto costante alle pagine dei clienti.</p>
<p>Seguire attivamente i profili significa monitorarne le interazioni quindi prendere in carico eventuali commenti per saperli gestire quando negativi. In questo caso sarà sempre bene informare i vertici dell’azienda per concordare una risposta efficace.</p>
<h2><span style="color: #eb0972;"><strong>Essere social media Manager significa responsabilità</strong></span></h2>
<p>Essere social media manager oggi significa assumersi responsabilità etica e deontologica. Per questo il mestiere non può limitarsi alla sola competenza tecnica. Servono attenzione, metodo, sensibilità, capacità di ascolto e una forte consapevolezza etica.</p>
<p>Comunicare bene sui Social significa rispettare le regole del giornalismo.<strong> <span style="color: #eb0972;">Dalla verifica delle informazioni e delle relative fonti, all’utilizzo di un linguaggio appropriato e rispettoso della persona, in linea con i valori del brand. </span></strong></p>
<p>In un ecosistema digitale sempre più veloce e affollato il compito del social media manager va ben oltre della semplice pubblicazione: <strong>trasforma ogni contenuto in un’opportunità di relazione, fiducia e valore</strong>.</p>
<p>Infine una grande accortezza da tenere bene a mente. Errori grammaticali, refusi o imprecisioni nei testi compromettono la qualità della comunicazione. Essere accurati significa leggere e revisionare con attenzione ciò che si scrive.</p>
<p>Per questo una buona regola è far verificare uno stesso contenuto a più persone. Per un controllo della punteggiatura, dei dati, e della chiarezza espositiva mettendoci nei panni di chi legge.</p>
<p><strong>La velocità del fare non deve finire per sacrificare la qualità</strong>. Ciò è vero in tutti i contesti ed in modo particolare in quelli istituzionali, sanitari o scientifici nei quali ci muoviamo con grande cura e cautela.</p>
<p>Lavorare sui social richiede pertanto responsabilità e qualità a tutti i livelli: dalla grafica, alle parole, alla forma complessiva <strong>nulla va sottovalutato in questo lavoro perché tutti gli aspetti contribuiscono al risultato finale.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://adcommunications.it/social-media-manager-come-essere-efficaci/">Social Media Manager: come essere efficaci sui Social</a> sembra essere il primo su <a href="https://adcommunications.it">AD Communications</a>.</p>
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		<item>
		<title>Il Giornalismo: un mestiere, un sogno. Intervista a Zoe Pederzini</title>
		<link>https://adcommunications.it/giornalismo-e-il-coraggio-di-non-mollare-intervista-a-zoe-pederzini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Deborah Annolino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jan 2026 19:11:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ha trasformato il suo sogno nel lavoro di tutti i giorni. Con il coraggio di chi non ha mai mollato, credendo in se stessa. Zoe Pederzini, bolognese, classe 1993 è la protagonista di questo nuovo articolo: una riflessione sul mondo dell&#8217;informazione e sull&#8217;impegno di informare l&#8217;opinione pubblica con etica e trasparenza. La sua non è [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ha trasformato il suo sogno nel lavoro di tutti i giorni. Con il <b>coraggio di chi non ha mai mollato, credendo in se stessa.</b></p>
<p><strong>Zoe Pederzini,</strong> bolognese, classe 1993 è la protagonista di questo nuovo articolo: <strong>una riflessione sul mondo dell&#8217;informazione</strong> e sull&#8217;impegno di informare l&#8217;opinione pubblica con etica e trasparenza. La sua non è una ricetta ma un modello di esperienze e apprendimenti acquisiti sul campo. Un lavoro appassionato che va avanti da circa dieci anni.</p>
<h2><span style="color: #e02f64;"><strong>Giornalismo: un sogno ed un mestiere affascinante</strong></span></h2>
<p><strong>In tanti, giovani e non solo, sognano il giornalismo</strong> ma in pochi lo vivono quotidianamente e lo realizzano a pieno. A volte per assenza di opportunità o perchè manca il coraggio di inseguire i propri sogni; in generale l&#8217;instabilità economica costringe tanti a voltare pagina professionale.</p>
<p>Risuonano alla mente le parole di Antonello Venditti di una sua celebre canzone &#8220;<em>Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano&#8221;  </em>ricordando anche il caso di chi a distanza di anni, anche solo per passione, torna a collaborare con un quotidiano o un magazine. Il fascino di questa professione è immortale.</p>
<p>Di certo al giornalista di oggi si richiede una lunga gavetta, la compresenza di competenze digitali, al fianco della capacità principale: <strong>saper scrivere, avere fiuto per le notizie e saperle verificare</strong>. C&#8217;è poi la capacità di rimanere aggiornati rispetto ad un mestiere in profonda trasformazione, complici le tecnologie. Strumenti e software innovativi che occorre conoscere e padroneggiare all&#8217;occorrenza, consapevoli che un utilizzo corretto dell&#8217;IA può essere solo vantaggioso.</p>
<p>I giornalisti di oggi, potremmo dire, sono alla ricerca di un equilibrio tra vecchi strumenti del mestiere e innovazioni che, come ha ricordato il <a href="https://adcommunications.it/giornalismo-e-intelligenza-artificiale-un-equilibrio-possibile/">presidente dell’Ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna Silvestro Ramunno in una intervista sul rapporto “Giornalismo e IA”, </a>non è possibile ignorare.</p>
<p>Ci sono inoltre alcuni aspetti che ieri come oggi caratterizzano il <strong>giornalismo:</strong></p>
<ul>
<li>la <strong>varietà, quindi la bellezza, </strong>di un mestiere che consente incontri e narrazioni differenti tra loro;</li>
<li>il <strong>cambiamento della professione giornalistica</strong> e l&#8217;apertura verso nuovi strumenti e canali di comunicazione;</li>
<li>la <strong>precarietà </strong>che mette in guardia le nuove generazioni ma anche colleghi navigati che faticano a trovare una stabilità contrattuale e pertanto economica.</li>
</ul>
<h2></h2>
<h2><span style="color: #e02f64;"><strong>ZOE PEDERZINI, giornalista: un sogno diventato realtà </strong></span></h2>
<p>Torniamo all&#8217;intervistata, Zoe Pederzini giornalista conosciuta, e apprezzata, durante le nostre attività di ufficio stampa, nel ruolo di collaboratrice del “Carlino”. Abbiamo deciso di raccontare la sua esperienza perché potesse dare uno <strong>spunto e al tempo stesso un incoraggiamento ai futuri giornalisti</strong>.</p>
<p><a href="https://www.ilrestodelcarlino.it/autori/zoe-pederzini-les7ghcd">Pederzini inizia a muovere i primi passi poco più che ventenne collaborando con Il Resto del Carlino,</a> passando in pochi anni dal seguire eventi e iniziative della cronaca bianca alla cronaca nera fino alla giudiziaria.</p>
<p>Ha raccontato fatti di cronaca molto importanti e delicati come quelli relativi all’alluvione, dando voce a tante famiglie colpite pesantemente da danni economici e morali. La responsabilità è grande soprattutto quando ci si trova a scrivere di temi come questi, riportando fatti e circostanze che riguardano la storia e la vita delle persone, le loro ferite e le loro sofferenze.</p>
<blockquote><p> <span style="color: #e02f64;"><strong><em>“Nei pezzi che scrivo ci sono le vite delle persone e la responsabilità è estrema”</em></strong></span></p></blockquote>
<h2>Tra un articolo e l&#8217;altro per &#8220;Il Resto del Carlino di Bologna&#8221;, siamo contenti che Zoe abbia trovato il tempo per l&#8217;intervista proposta da <strong>AD Communications</strong>.</h2>
<p>Eccola e buona lettura.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-7973 size-large" src="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2026/01/copertine-blog-AD-1-1024x595.png" alt="" width="1024" height="595" srcset="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2026/01/copertine-blog-AD-1-1024x595.png 1024w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2026/01/copertine-blog-AD-1-980x570.png 980w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2026/01/copertine-blog-AD-1-480x279.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></p>
<h2><span style="color: #e02f64;"><strong>Cosa significa per te essere giornalisti oggi? </strong></span></h2>
<p><em>“Credo che fare il giornalista possa essere considerato <strong>uno dei lavori più belli ed adrenalinici</strong> che ci sia. Ti svegli la mattina e non sai mai dove e come si svolgerà la tua giornata: sicuramente non ti annoia la routine. Conosco tante persone, anche amici dei miei genitori, che hanno svolto questa professione decenni fa ed è innegabile che una volta molte cose fossero diverse: non avevi certamente la tecnologia ad agevolarti il lavoro, ma avevi sicuramente molta più libertà di azione. Credo, e vedo, che al giorno d’oggi i giornalisti, dall’opinione pubblica e non solo, troppo spesso sono visti come ’sciacalli’ o rogne da gestire, come persone spesso di cui non fidarsi o addirittura a cui è meglio non parlare. Me ne accorgo, spesso, quando mi reco di persona a fare sopralluoghi, soprattutto per avvenimenti di cronaca. Chi parla al giornalista deve farlo quasi di soppiatto. Ma se io, e altri colleghi, siamo lì è e dovrebbe essere solo ed esclusivamente per riportare una notizia. E avere le informazioni corrette è fondamentale per dare una corretta descrizione dei fatti. </em></p>
<h2><span style="color: #e02f64;"><strong>Che percorso di studi consigli a chi volesse intraprendere questa professione?</strong></span></h2>
<p><em><br />
“Non credo ci siano lauree/studi specifici necessari per diventare un giornalista. Io ho scelto il percorso letterario, iscrivendomi alla facoltà di Lettere Moderne dell’Università di Bologna ma ho colleghi che provengono da ogni genere di facoltà. Quello che veramente serve è la <strong>passione</strong> <strong>per il mestiere, la curiosità di leggere e confrontare notizie, la tenacia di verificare le informazioni. </strong>Più di tutto, poi, sono necessarie <strong>pazienza, dedizione ed empatia</strong>, quest&#8217;ultima per avere sempre rispetto delle persone che ti troverai davanti. Ci si trova a raccontare storie spesso terribili, o difficili, e bisogna farlo con rispetto di chi le ha vissute in prima persona e trova la forza di aprirsi e raccontartelo&#8221;.</em></p>
<h2><span style="color: #e02f64;"><strong>Per chi come te si occupa di cronaca per un quotidiano, quanto è grande la responsabilità?</strong></span></h2>
<p><em>“L’impegno è costante, soprattutto perchè faccio fatica, una volta chiusa la mia mansione di articoli quotidiana, a staccare del tutto la spina. Fino a che non chiudo gli occhi se c’è qualcosa da verificare, o qualche segnalazione dell’ultima ora, non riesco ad ignorarla e preferisco buttarmici subito. Spesso, poi, è un lavoro che ti richiede di esserci anche in giorni festivi o ad orari inusuali. Non è certo l’azienda che te lo richiede ma il giornalismo di per sè. Se scegli questo mestiere sai che richiede di rinunciare a qualcosa alle volte o di fare qualche sacrificio in più. </em></p>
<p><em>La <strong>cosa forse più pesante è la responsabilità che senti dentro di te</strong>: in dieci anni che faccio questo mestiere il timore di aver sbagliato anche una minima cosa, quando le pagine sono chiuse, non mi ha mai abbandonato. È giusto che sia così: anche per le tematiche di cui spesso mi trovo a trattare. <strong>Cronaca nera, a volte la giudiziaria</strong>: <strong>ci sono le vite delle persone nel pezzo e la responsabilità è estrema”.</strong></em></p>
<h2><span style="color: #e02f64;"><strong>La precarietà è un limite della nostra professione. Cosa pensi a riguardo?</strong></span></h2>
<p><em>“Credo che sia un grave problema del nostro settore, un problema che negli anni si è acuito senza che si trovasse una vera soluzione. Credo che <strong>servirebbero manovre più decisive</strong> a favore della Stampa e dell’editoria. Per quanto il mondo vada sempre di più verso l’online, vedendo il cartaceo quasi scomparire, il giornalista è una figura che non potrà mai essere rimpiazzata e che va sostenuta e tutelata. <strong>Ci vuole sicuramente coraggio ad intraprendere ora questo mestiere”. </strong></em></p>
<h2><span style="color: #e02f64;"><strong>Meglio essere dipendenti o liberi professionisti?</strong></span></h2>
<p><em>“Essere libero professionista ti permette di avere più collaborazioni e quindi, sicuramente, di mettere da parte entrate differenziate. Un altro vantaggio è il poter gestire le proprie giornate e i propri orari. </em></p>
<p><em>Essere dipendente di un quotidiano, come nel mio caso, che è quello a cui io personalmente ho sempre ambito, ti dà la possibilità di vivere la vita della redazione, di vedere il prodotto giornalistico dall’inizio, cioè da quando sei in strada a recuperare una notizia, alla fine, quando alla sera si chiudono le pagine ed il giornale va in stampa. Tanti sono i film ambientati nelle redazioni dei più grandi giornali, e non credo sia un caso: <strong>la redazione ha un fascino che difficilmente si trova altrove”. </strong></em></p>
<h2><span style="color: #e02f64;"><strong>Cosa progetti, anzi cosa sogni, per il tuo futuro professionale?</strong></span></h2>
<p><em>“Spero in una posizione che premi il mio lavoro e che racchiuda ciò che sogno da quando avevo 5 anni: <strong>fare la nerista nella redazione di un quotidiano</strong> o occuparmi di inchieste”.</em></p>
<h2><span style="color: #e02f64;"><strong>E cosa ti auguri per gli aspiranti giornalisti?</strong></span></h2>
<p><em>“Per loro e in generale per la nostra categoria <strong>sogno regolarizzazioni e incentiv</strong>i soprattutto per i giovani giornalisti. Spero che le prossime generazioni possano desiderare di fare questo mestiere avendo la sicurezza di poterlo fare vedendosi riconosciuti ciò che fanno”.</em></p>
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		<title>Comunicare bene è il primo atto di Cura: intervista a Raffaella Ronchetta</title>
		<link>https://adcommunications.it/comunicare-primo-atto-di-cura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Deborah Annolino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Nov 2025 17:52:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione sanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel mondo della sanità, comunicare non è solo informare: è una parte fondamentale della cura. La comunicazione, quando è sincera e rispettosa, ha già in sé un valore terapeutico. È il primo passo per rafforzare la fiducia tra pazienti e professionisti, promuovendo una cultura della salute e della prevenzione più consapevole. Perchè ciò avvenga il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://adcommunications.it/comunicare-primo-atto-di-cura/">Comunicare bene è il primo atto di Cura: intervista a Raffaella Ronchetta</a> sembra essere il primo su <a href="https://adcommunications.it">AD Communications</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel mondo della sanità, <a href="https://onehealthfocus.it/comunicare-bene-e-gia-curare/">comunicare non è solo informare: è una parte fondamentale della cura</a>.</p>
<p>La comunicazione<em>, </em>quando è sincera e rispettosa<em>, </em>ha già in sé un valore terapeutico.</p>
<p>È il primo passo per rafforzare la <strong>fiducia tra pazienti e professionisti</strong>, promuovendo una cultura della salute e della prevenzione più consapevole. Perchè ciò avvenga il professionista della cura ha il dovere di dedicare tempo al paziente e quest&#8217;ultimo il dovere di ascoltare e collaborare per la migliore riuscita del piano terapeutico.</p>
<p>Ciò vale in tutti i casi: dal semplice raffreddore alla gestione di una malattia cronica. L&#8217;alleanza tra <strong><span style="color: #e80e69;">medico</span> </strong>e <span style="color: #e80e69;"><strong>paziente</strong> </span>è centrale oltre che necessaria. Nel triangolo, insieme alle due figure, c&#8217;è il <span style="color: #e80e69;"><strong>comunicatore</strong></span> che interviene per ascoltare, raccogliere e portare alla luce storie, esperienze e narrazioni con <strong><span style="color: #e80e69;">trasparenza, empatia e delicatezza</span></strong>. Una missione che come giornalisti e comunicatori sentiamo fortemente di avere, pur consapevoli dell&#8217;importanza di doverci aggiornare e studiare costantemente.</p>
<p><strong style="color: #333333; font-size: 26px;">Comunicazione sanitaria e valori imprescindibili</strong></p>
<p>Potremmo definire la <strong>comunicazione e l&#8217;informazione sanitaria</strong> come un ponte tra cura e consapevolezza. Essa si fonda su alcuni pilastri imprescindibili. Noi ne abbiamo individuati 5:</p>
<ul>
<li><span style="color: #e80e69;"><strong>Chiarezza</strong></span>: i messaggi devono essere comprensibili, evitando tecnicismi e ambiguità.</li>
<li><span style="color: #e80e69;"><strong>Empatia</strong></span>: il linguaggio deve essere vicino alle persone, rispettoso delle emozioni e delle fragilità.</li>
<li><span style="color: #e80e69;"><strong>Trasparenza</strong></span>: ogni informazione deve essere verificabile, onesta e coerente con la realtà clinica.</li>
<li><span style="color: #e80e69;"><strong>Centralità del paziente</strong></span>: la persona non è un numero, ma una storia da ascoltare e valorizzare.</li>
<li><span style="color: #e80e69;"><strong>Accessibilità</strong></span>: i contenuti devono essere fruibili da tutti, anche da chi ha difficoltà cognitive o linguistiche.</li>
</ul>
<h2><a href="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/11/1.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-7962 size-large" src="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/11/1-1024x858.png" alt="" width="1024" height="858" srcset="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/11/1-1024x858.png 1024w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/11/1-980x822.png 980w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/11/1-480x402.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></a></h2>
<h2></h2>
<h2><strong>AD Communications: un alleato per la comunicazione sanitaria</strong></h2>
<p>In questo scenario, <em>AD Communications</em> si conferma essere <strong>un alleato strategico per aziende e professionisti</strong> che vogliono raccontarsi con autenticità e responsabilità sociale. Negli anni<strong> </strong>è diventato una sorta di <strong>laboratorio narrativo</strong> le cui si alternano le voci dei <strong>professionisti della cura</strong> con quelle dei <strong>pazienti</strong> che in modo volontario scelgono di lasciare un messaggio, una riflessione, una testimonianza.</p>
<p>Ecco che per noi, giornalisti e comunicatori, la <strong><a href="https://adcommunications.it/comunicare-cura-ospedali-ed-rsa/" target="_blank" rel="noopener">comunicazione diventa cura </a></strong>come raccontato nel nostro blog in un precedente articolo sulla presa in carico delle fragilità, nel mondo sociosanitario. Non c&#8217;è una ricetta valida per tutto e per tutti, c&#8217;è la personalizzazione della cura, in un atteggiamento di ascolto e di accoglienza dei bisogni e delle esigenze della persona. Per niente facile, la comunicazione della salute, si conferma essere una sfida.</p>
<p><strong><a href="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/11/Comunicare-il-primo-atto-di-cura-intervista-AD-Communications.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-7961 size-large" src="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/11/Comunicare-il-primo-atto-di-cura-intervista-AD-Communications-1024x858.png" alt="" width="1024" height="858" srcset="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/11/Comunicare-il-primo-atto-di-cura-intervista-AD-Communications-980x822.png 980w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/11/Comunicare-il-primo-atto-di-cura-intervista-AD-Communications-480x402.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></a></strong></p>
<h2><strong>Comunicare un atto essenziale della cura: intervista a </strong><strong>RAFFAELLA RONCHETTA </strong></h2>
<p>La pensa allo stesso modo <strong>Raffaella Ronchetta</strong> giornalista specializzata in comunicazione sanitaria e ideatrice del podcast <em>Mi spieghi meglio </em>che fa leva sugli stessi valori in cui noi crediamo e costruiamo, giorno dopo giorno, la nostra comunicazione.</p>
<p>Per saperne di più l&#8217;abbiamo intervistata mettendo l&#8217;accento su alcune questioni importanti a partire dal punto in cui <strong>Medicina</strong> e<strong> Comunicazione </strong>si incontrano.</p>
<p><span style="color: #e80e69;"><strong>Medicina e Comunicazione si incontrano. In quale punto, secondo te più di altri? </strong></span></p>
<p><em><strong>Bella domanda. Credo si incontrino nel momento in cui qualcuno deve capire qualcosa che lo riguarda profondamente</strong><strong>. </strong>Non nel dato clinico, non nella diagnosi scritta, ma <strong>nell’attimo in cui una parola cambia significato</strong>: da tecnico a umano, da distanza a relazione.</em><br />
<em>È lì che la medicina smette di essere solo scienza e diventa cura, e la comunicazione smette di essere solo trasmissione di informazioni e diventa<strong> linguaggio condiviso</strong>.</em></p>
<p><em>Direi quindi nel tempo dell’ascolto. È lì che si costruisce tutto: fiducia, comprensione, adesione, empatia. La comunicazione nella salute non è un contorno della cura, ne è parte integrante. Quando un medico ascolta davvero, dedica tempo al proprio paziente, per poi scegliere le parole giuste per spiegare e per accogliere, la medicina diventa più umana e, spesso, anche più efficace. È nel linguaggio che la cura si fa relazione, e nella relazione che la cura trova senso.</em></p>
<p><span style="color: #e80e69;">&#8220;<strong>Mi spieghi meglio&#8221; è il tuo nuovo format: quali obiettivi ti sei posta nel pensarlo?</strong></span></p>
<p><em><a href="https://raffaellaronchetta.it/podcast/">Mi spieghi meglio? è il format nato dopo tanti anni di lavoro in ambito sanitario</a>, ma soprattutto da un’esperienza personale, che mi ha fatto sentire e provare sulla pelle quanto poche parole possano creare baratri o costruire ponti e speranze.</em></p>
<p><em>Non volevo fosse un podcast tecnico o divulgativo, ma un luogo di ascolto, uno spazio dove medici, psicologi, infermieri e pazienti potessero raccontare cosa succede davvero nei loro luoghi e spazi di lavoro, grazie alle parole, ai gesti o ai silenzi che abitano ogni giorno.</em></p>
<p><em>Ogni episodio nasce da questa semplicissima domanda: Mi spieghi meglio?, quella che facciamo quando qualcosa non torna, quando vorremo chiedere di più ma non abbiamo il coraggio, quando sentiamo che quella parola potrebbe ferirci o salvarci.</em><br />
<em>Il mio intento è proprio questo: rallentare, dare voce alle emozioni, far emergere le storie dietro le diagnosi e i gesti di cura che non si leggono nei referti.</em></p>
<p><span style="color: #e80e69;"><strong>Quali sono gli ingredienti o i valori, se preferisci, che non possono mancare in un articolo giornalistico dedicato alla salute? </strong></span></p>
<p>Tre, per me, sono indispensabili: <strong>chiarezza, rispetto e responsabilità.<br />
Chiarezza</strong>, per permettere a chi legge di comprendere davvero, senza sentirsi escluso.<br />
<strong>Rispetto,</strong> perché si parla di persone, non solo di malattie.<br />
<strong>Responsabilità</strong>, perché ogni parola sulla salute ha un peso e può fare la differenza tra paura e fiducia.</p>
<p>Capita, e me l’ha fatto notare un oncologo, che per acchiappare qualche click escano articoli con titoli sensazionalistici: “Presentata la terapia che sconfigge il tumore al…”. Poi, leggendo, si scopre che non è proprio così.<br />
Eppure ci sono persone che, anche solo per un istante, si aggrapperanno a quelle parole come ad ancore di salvezza.</p>
<p>Serve quindi <strong>accuratezza scientifica</strong><strong>,</strong> per distinguere la conoscenza dai miracoli, i dati dalle opinioni. Ma serve anche <strong>umanità</strong><strong>,</strong> perché dietro ogni numero c’è una persona e dietro ogni diagnosi c’è una storia. La buona scrittura nasce dall’<strong>empatia</strong><strong>,</strong> dalla capacità di sentire con chi legge e con chi vive la malattia.</p>
<p>Raffaella Ronchetta conclude la sua riflessione aggiungendo:</p>
<blockquote><p><span style="color: #e80e69;"><em>Un buon articolo non semplifica la complessità: la rende accessibile.<br />
E quando ci riesce, contribuisce, anche solo un po’, a costruire una cultura della cura più consapevole e condivisa. </em></span></p></blockquote>
<p>Proprio la <strong>consapevolezza</strong> e la <strong>capacità di distinguere la verità da ciò che è illusorio o falso </strong>e ancora la<strong> capacità di allontanare l&#8217;autoreferenzialità rientrano tra gli obiettivi di</strong> comunicatori e giornalisti, proprio come noi e Raffaella, che hanno sposato questa professione mettendo al primo posto etica e deontologia.</p>
<p>A noi che lavoriamo accuratamente con le parole, selezionandole e &#8220;pesandole&#8221;, il <strong>compito di dare spazio e valore a ciò che è autentico</strong>. Con professionalità, empatia ed un pizzico di umiltà, <strong>perché al centro è la persona e mai chi racconta la storia.</strong></p>
<p><em> </em></p>
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		<item>
		<title>La Comunicazione crossmediale? Fa bene ad aziende e professionisti</title>
		<link>https://adcommunications.it/comunicazione-crossmediale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Deborah Annolino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Sep 2025 14:56:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[presentazioni]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione crossmediale]]></category>
		<category><![CDATA[crossmedialità]]></category>
		<category><![CDATA[multimediale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://adcommunications.it/?p=7926</guid>

					<description><![CDATA[<p>La comunicazione crossmediale è la strategia vincente per aziende e professionisti. </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La comunicazione</strong><strong> crossmediale </strong>è la<strong> strategia vincente. </strong>Potremmo definirla indispensabile per la reputazione dell&#8217;azienda ma anche dei professionisti che sono impegnati a comunicare e promuovere se stessi: a partire dall&#8217;identità.</p>
<p>Per crossmediale intendiamo un tipo di comunicazione che &#8220;integra&#8221; tra loro canali aventi caratteristiche differenti &#8211; <strong>Tv, radio, giornali e magazine online</strong> &#8211; intercettando le persone (utenti, consumatori). Su più fronti e più livelli. In questa ottica i contenuti informativi non appaiono replicati ma declinati in modo personalizzato in base alle regole della piattaforma in cui si trovano.</p>
<p>Agire in modo crossmediale per un&#8217;azienda o per un professionista significa valorizzare il <strong>brand</strong> a pieno, ottenendo maggiore copertura, migliorando il proprio posizionamento su internet. Non si può pensare di comunicare, oggi nell&#8217;era del digitale, solo tramite un <em>medium </em>e tralasciare le possibili opportunità.</p>
<blockquote>
<h2><span style="color: #e31045;"><strong>Ma cosa significa Crossmedialità?</strong></span></h2>
<p><span style="color: #e31045;"><strong>Non è la somma di tanti media</strong> &#8211; offline e online, tradizionali e digitali &#8211; ma è la sapiente connessione, studiata e ragionata, di tutti i canali di comunicazione, ciascuno dei quali deputati a raggiungere una fetta di pubblico in <strong>modo coerente ed esclusivo. L&#8217;ufficio Stampa di volta in volta valuta quali canali attivare, servendosi delle PR &#8211; Public Relations. </strong></span></p>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
<h2><span style="color: #d4115c;"><strong>L&#8217;APPROCCIO MULTIMEDIALE PER AZIENDE E PROFESSIONISTI</strong></span></h2>
<p>Premettendo che nessuno dei Mass Media, in particolare di quelli analogici, è stato cancellato dalla rivoluzione digitale che è in atto, per un&#8217;azienda o per un professionista che vuole comunicare in modo autentico la propria identità, è necessario scegliere e mantenere nel tempo una comunicazione integrata, appunto crossmediale. In che modo? Trovando la giusta sinergia tra tutti i media, senza abusare nè sull&#8217;uno nè sull&#8217;altro.</p>
<p>Se guardiamo alle attività di un <strong>Ufficio Stampa</strong> c&#8217;è l&#8217;interesse di raggiungere l&#8217;attenzione di tutte le tipologie di media: <strong>tv, radio, quotidiani, magazine online, gruppi social</strong>. Non perchè si faccia la &#8220;collezione&#8221; ma perchè ogni mezzo ha le sue peculiarità ed è bene sfruttarle al meglio.</p>
<p>Gli obiettivi sono essenzialmente due:</p>
<ul>
<li>utilizzare i social nel modo più efficace, rispettando cioè le regole valide solo in quel determinato ecosistema (facebook non è instagram e linkedin non è youtube e così via).</li>
<li>comunicare nel modo più diretto ed efficace ai nostri followers o seguaci.</li>
</ul>
<p><strong>Comunicazione e informazione diventano esperienze complesse e non una fruizione di contenuti attraverso una sola piattaforma. Prima si apprendeva principalmente con la televisione e sui libri di testo, attraverso le parole scritte.</strong> Oggi il mondo della comunicazione si è trasformato e non esiste una strategia efficace che appaia priva di immagini e di video.  Lo accenna in questo articolo la <a href="https://www.letiziapalmisano.it/crossmedialita-della-comunicazione-cose-e-perche-serve-a-chi-fa-informazione/" target="_blank" rel="noopener">collega e giornalista Letizia Palmisano spiegando perchè è importante agire in ottica crossmediale.  </a></p>
<p>Per <a href="https://share.google/XqNX7kn5rkl3lvFj3" target="_blank" rel="noopener">AD Communications, studio di comunicazione e immagine a Bologna,</a> non ci sono dubbi:<strong> una strategia che tiene conto di canali diversi è vincente</strong> in quanto consente una copertura maggiore in termini di visibilità e, nel tempo, ha ricadute positive sulla reputazione e immagine del brand.</p>
<h2><span style="color: #d4115c;"><strong>COMUNICAZIONE CROSSMEDIALE: ALCUNI ESEMPI DI PROGETTO</strong></span></h2>
<p>A proposito di Crossmedialità, parola chiave del nostro approccio giornaliero, riportiamo in breve l&#8217;esempio di tre recenti progetti in tema salute e benessere che ci hanno visti protagonisti.</p>
<p><span style="color: #d4115c;"><strong>1)COLIBRÌ SALUTE: il format TV di informazione sanitaria </strong></span></p>
<p>Il 2025 ha portato alla realizzazione di un <strong>format televisivo</strong> che fa leva <strong>sull&#8217;importanza di informare i cittadini su argomenti di salute e prevenzione. </strong>Temi che da un decennio ci vedono in prima linea come giornalisti e comunicatori a Bologna e in tutta Emilia-Romagna, in un generale mare di informazioni che spesso genera confusione o peggio ancora, notizie distorte. Da qui il nostro compito di portare avanti una narrazione deontologicamente corretta, affidandoci all&#8217;etica del giornalismo.</p>
<p>Nel <strong><a href="https://adcommunications.it/colibri-tv-salute-consorzio-sulle-ali-dellinformazione/" target="_blank" rel="noopener">2017 andava in onda la prima edizione del format: per un viaggio sulle ali dell’informazione del Consorzio. </a>Colibrì Salute,</strong> realizzato per la <strong>terza edizione</strong> grazie all’investimento del <strong>Consorzio Colibrì, </strong>network emiliano-romagnolo per il welfare con cui ci pregiamo collaborare da anni, si rivolge alla collettività, da formare e informare sulla salute.</p>
<p><a href="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/09/Colibri-Salute-il-format-del-Consorzio-Colibri.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-7928 size-large" src="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/09/Colibri-Salute-il-format-del-Consorzio-Colibri-1024x579.jpg" alt="" width="1024" height="579" srcset="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/09/Colibri-Salute-il-format-del-Consorzio-Colibri-980x554.jpg 980w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/09/Colibri-Salute-il-format-del-Consorzio-Colibri-480x271.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></a></p>
<p>Quest&#8217;anno il progetto è stato molto apprezzato per la <strong>capacità di raggiungere fasce di pubblico differenti grazie all&#8217;approccio crossmediale: quindi alla</strong> <strong>promozione sui social, in particolare Youtube, siti web ed altre piattaforme.</strong></p>
<p>Volendo riassumerli, ecco i <strong>punti di forza</strong> che hanno decretato il successo della terza edizione di Colibrì Salute:</p>
<ul>
<li>Il coinvolgimento attivo al progetto di tutti gli ospiti: professionisti della cura appartenenti alle diverse strutture sanitarie e sociosanitarie &#8220;Colibrì&#8221;;</li>
<li>L’utilizzo di un <strong>linguaggio chiaro e accessibile</strong>;</li>
<li>Una scelta attenta e ragionata degli <strong>argomenti: attuali e di interesse</strong>;</li>
<li>La <strong>brevità e l’unicità tematica</strong> di ogni puntata: 20 minuti di registrazione in studio;</li>
<li>La realizzazione di un contributo registrato in esterna per dare più ritmo alla narrazione;</li>
<li>La <strong>qualità e la professionalità degli ospiti</strong>;</li>
<li>La scelta di uno <strong>studio televisivo accogliente come TRC Bologna. </strong></li>
</ul>
<p>Alla conduzione delle 9 puntate è anche quest&#8217;anno la nostra <a href="http://www.deborahannolino.it">Deborah Annolino presentatrice e moderatrice di eventi</a>, all’interno degli studi di <strong>TRC TV</strong>, in un viaggio attraverso strutture ospedaliere e socioassistenziali residenziali.</p>
<p>Tutte le stagioni di<strong> <a href="https://www.youtube.com/watch?v=n7EwED-ie9E&amp;list=PLw7IByxysD90wf7lEiYEKemednxselM_m&amp;index=2" target="_blank" rel="noopener">Colibrì Salute, compresa la terza</a>, </strong>sono state rese disponibile sul canale youtube del Consorzio Colibrì e non meno importante tutte le puntate sono state diffuse attraverso i canali social del Consorzio e delle relative strutture partecipanti. Infine le clip sono oggi visibili all&#8217;interno del palinsesto della <strong>Colibrì Tv, un circuito televisivo interno alle stesse associate</strong>. Ecco la prima puntata con cui ha preso il via questo interessante viaggio attraverso i servizi sanitari e sociosanitari integrati in Emilia-Romagna.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Colibrì incontra Ricerca e salute - 1^ puntata" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/n7EwED-ie9E?feature=oembed"  allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #d4115c;"><strong>2) </strong></span><span style="color: #d4115c;"><strong>IL PODCAST DEGLI INFERMIERI “ORDINI DI OPINIONI”</strong></span></p>
<p>Un&#8217;altra <strong>novità in chiave multimediale </strong>o meglio<strong> crossmediale</strong> è il Podcast <strong>Ordini di Opinioni</strong> realizzato dall’Ordine degli Infermieri di Bologna di cui ci è stata chiesta la <strong>conduzione della prima puntata oltre al coordinamento editoriale</strong>. Un&#8217; esperienza positiva all&#8217;interno di un mondo da noi poco esplorato: la radio (nella sua evoluzione: il <strong>podcast</strong>).</p>
<p>La puntata in questione è dedicata alla <strong>strage della stazione di Bologna del 2 agosto 1980</strong>. Ai microfoni due illustri ospiti: <strong>Matteo Lepore</strong> sindaco di Bologna, <strong>Cinzia Venturoli</strong> professoressa UNIBO, esperta storica della Strage di Bologna. Il tutto arricchito dalla testimonianza di <strong>Marco Vigna</strong>, Infermiere pioniere del sistema 118 e coordinatore dei soccorsi il 2 agosto 1980.</p>
<p>Un podcast che diventa luogo in cui aprire il cuore, fare spazio a tutti i sentimenti, per andare oltre i fatti ed abbracciare l&#8217;emotività.</p>
<p>Neanche a dirlo: ampia diffusione sui social, sul sito ufficiale e ovunque sul web!</p>
<p><span style="color: #d4115c;"><strong>GUARDA LA PRIMA PUNTATA</strong></span></p>
<p><iframe loading="lazy" title="2 agosto 1980  - puntata 1- Matteo Lepore, Cinzia Venturoli e Marco Vigna" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/UlM-qr5xSvw?feature=oembed"  allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p><span style="color: #d4115c;"><strong>3) FESTIVAL DELLA SALUTE &#8211; 18^ EDIZIONE A BOLOGNA (E SUI SOCIAL)</strong></span></p>
<p>Un altro progetto vissuto in ottica multimediale è stato <a href="https://festivaldellasalute.it/">il Festival della Salute</a> 2025, 18^ edizione a Bologna.</p>
<p>Per l&#8217;occasione siamo stati impegnati in attività di <a href="https://festivaldellasalute.it/media/">ufficio stampa con relativa ampia rassegna </a>e alla conduzione, in particolare, di un evento dedicato ai temi della prevenzione e dei corretti stili di vita. Un evento che ha avuto la capacità di rivolgersi ad pubblico ampio e in particolare di avvicinare le nuove generazioni. Del resto la prevenzione non ha età e scegliere comportamenti di vita corretti non può che far bene a tutti (da 0 a 100 anni).</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-7930 size-large" src="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/09/Festival-della-Salute-sul-palco-Deborah-Annolino-1024x576.jpg" alt="" width="1024" height="576" srcset="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/09/Festival-della-Salute-sul-palco-Deborah-Annolino-980x551.jpg 980w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/09/Festival-della-Salute-sul-palco-Deborah-Annolino-480x270.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></p>
<p>Una manifestazione che ha registrato il contributo di <strong>scienziati, ricercatori di fama nazionale, ordini professionali, le istituzioni e le scuole</strong> con l’obiettivo di sensibilizzare sui temi della salute a 360 gradi. Tra Bologna e Casalecchio di Reno, l&#8217;edizione ha offerto una serie di appuntamenti aperti e gratuiti per i cittadini, al fine di aumentare i livelli di conoscenza e consapevolezza sulla salute e sui relativi rischi.</p>
<p>L&#8217;evento è stato valorizzato e rilanciato in &#8220;rete&#8221;, dal sito web ufficiale ai canali social, con dirette Facebook e servizi radiotelevisivi distribuiti su varie piattaforme. Alla luce di quanto vi abbiamo raccontato e sperimentato sulla nostra pelle, possiamo dire che la <strong>bellezza della comunicazione risiede nella sua essenza crossmediale</strong>, in quel sapiente &#8220;crocevia&#8221; di contenuti che sono molto più l&#8217;aggregazione di parole, foto o video.</p>
<p>Sono momenti narrativi che diventano esperienze e talvolta, anche emozioni e ricordi, capaci di generare fiducia e senso di appartenenza nelle persone.</p>
<p>Tutto ciò alimenta positivamente la reputazione del brand.</p>
<p><em>Che tu sia un&#8217;azienda o un professionista, contattaci per ricevere ma soprattutto condividere un piano di comunicazione sartoriale in ottica crossmediale.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Che differenza c&#8217;è tra presentare e moderare un evento?</title>
		<link>https://adcommunications.it/presentare-e-moderare-ecco-le-differenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Deborah Annolino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jun 2025 11:34:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[moderazione]]></category>
		<category><![CDATA[presentazioni]]></category>
		<category><![CDATA[deborah annolino]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[moderazioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://adcommunications.it/?p=7895</guid>

					<description><![CDATA[<p>Presentare o Moderare sono la stessa cosa? No, c'è una macro differenza che ci spiega la musica. </p>
<p>L'articolo <a href="https://adcommunications.it/presentare-e-moderare-ecco-le-differenze/">Che differenza c&#8217;è tra presentare e moderare un evento?</a> sembra essere il primo su <a href="https://adcommunications.it">AD Communications</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Presentare</strong> e <strong>moderare un evento </strong>non è la stessa cosa. Tra le due attività ci sono alcune differenze sottili ma significative.</p>
<p><strong>La prima differenza </strong>è presto detta dalla<strong> musica con un termine di paragone che secondo noi rappresenta il cuore di tutto: </strong> il <strong>presentatore</strong> è come un <strong>solista, </strong>il<strong> moderatore</strong> un <strong>direttore d&#8217;orchestra. </strong></p>
<h2><span style="color: #000080;"><strong>PRESENTATORE E MODERATORE SECONDO LA MUSICA </strong></span></h2>
<p>Entriamo nel dettaglio di questa similitudine. Il presentatore di un evento alla stregua di un solista, rimane per tutto il tempo la figura centrale, sotto i riflettori e l&#8217;attenzione del pubblico. <strong>Conduce la scaletta, lancia i suoi speech e fa intervenire gli ospiti, stimola</strong> l’interesse del pubblico provando a <strong>coinvolgerlo</strong>.</p>
<p>Il presentatore rimane il protagonista sul palco, il che non significa mettersi in mostra ma creare un&#8217; atmosfera di interesse per l&#8217;argomento trattato e conseguente coinvolgimento per il pubblico che è lì appositamente per vivere quel momento.</p>
<p>Il <strong>moderatore</strong> invece, come dice la stessa parola, “coordina” un dibattito nel modo più <strong>fluido</strong> possibile cercando di essere il “<strong>custode” del tempo</strong>, evitando discorsi prolissi che finiscono, come saprete, per tediare il pubblico.</p>
<p>Moderare un dibattito, ad esempio di una tavola rotonda, richiede capacità di coordinamento e di ascolto. Nel caso della moderazione la <strong>voce protagonista di volta in volta è quella di ciascun ospite, in uno spazio condiviso tra più persone. </strong><span style="color: #000080;"><strong>Il moderatore dovrà essere artefice di un’armonia tra tutti gli interventi.</strong></span></p>
<p>Inoltre il moderatore, nel caso di un intervento in cui vengano dette parole difficili da comprendere, quali tecnicismi o sigle non illustrate, interrompe l’interlocutore chiedendo un chiarimento, a favore del pubblico, non sempre composto da addetti ai lavori.</p>
<p><a href="https://www.giorgiosestili.it/moderatore-di-eventi-e-dibattiti-scientifici-consigli-e-strategie/#:~:text=Il%20ruolo%20del%20moderatore%20%C3%A8,per%20evitare%20che%20diventi%20noioso." target="_blank" rel="noopener">I consigli per essere un bravo moderatore di eventi e dibattiti li ha raccolti Giorgio Sestili, comunicatore scientifico di professione, in questo articolo</a>.</p>
<h2><span style="color: #000080;"><strong>Una cosa è certa: presentatori non ci si improvvisa! </strong></span></h2>
<p>In entrambi i casi, presentatore e moderatore, occorrono <strong>anni e anni di studio</strong>, di preparazione e di aggiornamento costanti, passando attraverso errori e fallimenti. Ma soprattutto chi come noi, conosce la complessità di questo mestiere sa che ogni evento è un mondo a se e che pertanto richiederà un lavoro personalizzato, specifico per ogni situazione.</p>
<p>Non è possibile “riciclare” i contenuti di una scaletta per un&#8217;altra. Si potrebbe definire la presentazione di un evento proprio come un’attività sartoriale, tagliata su misura delle proprie competenze ma anche delle sensibilità personali. Ciò è particolarmente vero quando si presenta un evento che ha a che fare con la salute delle persone oppure a sfondo sociale.</p>
<p>Il mondo delle presentazioni ha molte sfaccettature, per questo nel tempo abbiamo messo a fuoco dei principi, molto pratici e poco teorici che potrebbero tornare utili anche a voi che fate già i presentatori oppure aspirate a diventarlo. L&#8217;idea di mettere insieme piccole buone pratiche nasce da <a href="http://www.deborahannolino.it" target="_blank" rel="noopener"><strong>Deborah Annolino</strong> presentatrice di eventi e moderatrice di convegni a Bologna e in tutta l’Emilia-Romagna  </a>e spaziano dalla preparazione della scaletta al momento della conduzione. Praticamente sul palco.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-7901 size-large" src="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/06/Screenshot-2025-06-15-133601-1024x448.png" alt="" width="1024" height="448" srcset="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/06/Screenshot-2025-06-15-133601-980x429.png 980w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/06/Screenshot-2025-06-15-133601-480x210.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></p>
<h3><span style="color: #000080;"><strong>BUONE PRATICHE &#8211; LA FASE DELLA SCALETTA </strong></span></h3>
<ul>
<li><strong><span style="color: #000080;">DIALOGA</span> CON GLI ORGANIZZATORI</strong> &#8211; comprendi quali sono le finalità e quale il messaggio da trasmettere</li>
<li><strong>STUDIA BENE <span style="color: #000080;">L’ARGOMENTO</span></strong> &#8211; studia, informati, raccogli tutte le informazioni scegliendo solo fonti autorevoli e affidabili</li>
<li><strong><span style="color: #000080;">DOCUMENTATI</span> SUGLI OSPITI</strong> &#8211; studia i loro profili, aggiornati sull’evoluzione della loro carriera</li>
<li><strong><span style="color: #000080;">SCRIVI</span> LA SCALETTA &#8211;</strong> si può improvvisare qualcosa ma non un’intera presentazione</li>
<li><strong><span style="color: #000080;">CONFRONTATI CON L’ORGANIZZATORE</span> PRIMA DI SALIRE SUL PALCO &#8211; </strong>possono esserci cambiamenti dell’ultima ora, ospiti che non interverranno o altre cose da sapere</li>
</ul>
<p><a href="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/06/Presentare-o-moderare-un-evento-1.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-7911 size-large" src="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/06/Presentare-o-moderare-un-evento-1-1024x576.png" alt="" width="1024" height="576" srcset="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/06/Presentare-o-moderare-un-evento-1-1024x576.png 1024w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/06/Presentare-o-moderare-un-evento-1-980x551.png 980w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/06/Presentare-o-moderare-un-evento-1-480x270.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></a></p>
<h3><span style="color: #000080;"><strong>BUONE PRATICHE &#8211; NOI SUL PALCO</strong></span></h3>
<ul>
<li><strong>ASSUMI UNA <span style="color: #000080;">POSTURA ERETTA</span> &#8211; </strong>stai con la schiena dritta ma attenzione a non assumere posture ingessate</li>
<li><strong><span style="color: #000080;">SORRIDI</span>, SARÁ PIACEVOLE GUARDARTI/ASCOLTARTI &#8211; </strong>sapevi che il tono di voce avrà un suono più gradevole?</li>
<li><strong><span style="color: #000080;">MODULA IL TONO DI VOCE</span> &#8211; </strong>usare il mono-tono annoia il pubblico, te le accorgerai dall’aumento di brusio in sala</li>
<li><strong>INFORMA/RACCONTA <span style="color: #000080;">SENZA AUTOREFERENZIALITÁ </span></strong>&#8211; un presentatore che è anche giornalista sarà avvantaggiato in questo compito</li>
<li><strong>RINGRAZIA…IL GIUSTO &#8211; </strong>non esagerare con i ringraziamenti, di solito non aggiungono valore</li>
</ul>
<p><a href="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/06/Presentare-o-moderare-un-evento-2.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-7912 size-large" src="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/06/Presentare-o-moderare-un-evento-2-1024x576.png" alt="" width="1024" height="576" srcset="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/06/Presentare-o-moderare-un-evento-2-1024x576.png 1024w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/06/Presentare-o-moderare-un-evento-2-980x551.png 980w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/06/Presentare-o-moderare-un-evento-2-480x270.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></a></p>
<h2><span style="color: #000080;"><strong>TUTTI HANNO BISOGNO DI UN PRESENTATORE O MODERATORE (PROFESSIONALE)</strong></span></h2>
<p>Negli ultimi anni queste figure sono sempre più richieste sul mercato in quanto, dopo il COVID e la scia dei webinar, gli eventi in presenza sono tornati ad essere sempre più numerosi. Certo si può essere moderatori e presentatori nel mondo online ma in questo articolo abbiamo scelto di dedicarci alle presentazioni in presenza. Di qualunque tipo.</p>
<p><span style="color: #000080;"><strong>Avvalersi di un presentatore professionista dovrebbe essere una questione ormai acquisita </strong></span>da associazioni, aziende, Pubbliche Amministrazioni.</p>
<p>Eppure in giro si riscontra tanto “fai da te”.</p>
<p>Per ragioni spesso economiche ma anche di pigrizia organizzativa, si sceglie di affidare un ruolo strategico come quello della conduzione ad una persona interna all’organizzazione o peggio a qualcuno che ne assume le redini a titolo di cortesia.</p>
<p>Le conseguenze sono abbastanza evidenti:</p>
<ul>
<li><span style="color: #000080;"><strong>Interventi che sforano e che portano ad accumulare ritardi.</strong></span></li>
<li><span style="color: #000080;"><strong>Ritmo lento nelle conversazioni.   </strong></span></li>
<li><span style="color: #000080;"><strong>Assenza di coinvolgimento del pubblico.</strong></span></li>
<li><strong><span style="color: #000080;">Incapacità a gestire situazioni critiche non sempre prevedibili</span></strong></li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<h2><span style="color: #000080;"><strong>PER ESSERE BRAVI PRESENTATORI SERVE MUSICALITÀ </strong></span></h2>
<p><strong>Per essere bravi presentatori</strong> occorre avere un <strong>mix di competenze</strong>: oratorie ma anche di mimica, comunicazione non verbale, un pizzico di capacità interpretativa ed espressiva. Serve <strong>musicalità nelle parole e nei gesti, </strong>il ritmo di un evento è un ingrediente fondamentale, tiene viva l&#8217;attenzione del pubblico.</p>
<p>L’arte di <strong>saper parlare in pubblico</strong> non è per tutti e non è da tutti.</p>
<p>Ci sono alcuni <strong>requisiti indispensabili</strong>: avere la voglia e la capacità di stare sotto i riflettori, essere persuasivi, avere un approccio positivo e piacevole, conoscere bene le <a href="https://www.gility.it/blog/formazione-e-competenze/corsi-public-speaking" target="_blank" rel="noopener">tecniche efficaci del Public Speaking</a>. C&#8217;è anche l&#8217;aspetto della comunicazione non verbale, legata al nostro corpo e alla sua capacità di esprimersi nel modo corretto.</p>
<p>Nessuno vorrebbe vedere un presentatore sul palco con le mani dietro la schiena (dando di se un’immagine impacciata) o un moderatore che coordina un <em>panel</em> con le braccia incrociate &#8211; in psicologia è un atteggiamento di chiusura verso il mondo esterno e la comunicazione.</p>
<p>Insomma occorre lavorare oltre che sull&#8217;arte oratoria, dialettica e dizione, anche <strong>sull&#8217;immagine e sui messaggi che dà il nostro corpo. </strong></p>
<h2><strong><span style="color: #000080;">PRESENTAZIONI E MODERAZIONI: </span><span style="color: #000080;">AD COMMUNICATIONS, UN RIFERIMENTO IN EMILIA ROMAGNA </span></strong></h2>
<div class="et_pb_slider et_pb_slider_fullwidth_off et_pb_gallery_post_type">
				<div class="et_pb_slides">
					<div class="et_pb_slide" style="background: url(https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/06/image00017.jpeg);"></div><div class="et_pb_slide" style="background: url(https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/06/image00018.jpeg);"></div>
				</div>
			</div>
<p>Nella lunga esperienza di AD Communications, tra la Sicilia e l&#8217;Emilia-Romagna, le <strong>presentazioni</strong> hanno da sempre un ruolo importante assieme alle <strong>moderazioni</strong>. Queste ultime declinate all’interno di <em>panel</em> dove la compresenza di più ospiti richiede un’armonizzazione delle voci del singolo e del gruppo.</p>
<p>Capita spesso di moderare tavole rotonde nel mondo istituzionale a Bologna &#8211; da eventi sanitari a quelli del welfare e del terzo settore &#8211; che per noi rappresentano un momento di crescita e di confronto. Con eticità e responsabilità diventiamo come &#8220;<span style="color: #000080;"><strong>direttori d&#8217;orchestra</strong></span>&#8221; pronti a valorizzare la voce di tutti i relatori.</p>
<p>Se anche tu stai organizzando un evento e desideri la massima riuscita ti raccomandiamo di scegliere con cura un dettaglio fondamentale: <strong><span style="color: #000080;">il presentatore o la presentatrice professionale da cui dipenderà in gran parte il successo del tuo evento.</span></strong></p>
<p>Ricorda che una &#8220;conduzione&#8221; sicura e affidabile sul palco consentirà di poter gestire tutte le situazioni, anche le più complesse e non sempre prevedibili.</p>
<p><a href="https://adcommunications.it/organizzazione-eventi/">La conduzione e la moderazione di eventi sono un cavallo di battaglia per <strong>AD Communications </strong>che il prossimo anno compirà il decennale<strong>.</strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://adcommunications.it/presentare-e-moderare-ecco-le-differenze/">Che differenza c&#8217;è tra presentare e moderare un evento?</a> sembra essere il primo su <a href="https://adcommunications.it">AD Communications</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Addetti stampa e cronisti: ripartiamo dalla Fiducia?</title>
		<link>https://adcommunications.it/addetti-stampa-e-cronisti-ripartiamo-dalla-fiducia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Deborah Annolino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2025 10:23:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[digitale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’ecosistema dell’informazione il rapporto tra addetti stampa e cronisti è da ripensare. In che modo? Partendo da un valore fondamentale che è la fiducia. Un vero e proprio collante tra figure professionali diverse ma complementari nel panorama dell&#8217;informazione. Le accomuna l’impegno di una scrittura scrupolosa, veritiera e rispettosa nei confronti del pubblico dei lettori. Proprio [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://adcommunications.it/addetti-stampa-e-cronisti-ripartiamo-dalla-fiducia/">Addetti stampa e cronisti: ripartiamo dalla Fiducia?</a> sembra essere il primo su <a href="https://adcommunications.it">AD Communications</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’ecosistema dell’informazione il <a href="https://adcommunications.it/giornalisti-e-addetti-stampa-un-rapporto-da-umanizzare/">rapporto tra<strong> addetti stampa e cronisti</strong> è da <strong>ripensare</strong></a>.</p>
<p><strong>In che modo?</strong> Partendo da un valore fondamentale che è la <strong>fiducia. </strong>Un vero e proprio collante tra <strong>figure professionali diverse ma complementari</strong> nel panorama dell&#8217;informazione. Le accomuna l’impegno di una <strong>scrittura scrupolosa, veritiera e rispettosa</strong> nei confronti del pubblico dei lettori.</p>
<p>Proprio il rapporto tra <strong>addetti stampa e cronisti</strong> è stato al centro del recente seminario “<strong>Oltre la notizia: il valore della collaborazione fra giornalisti e uffici stampa”</strong> organizzato dall’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna su iniziativa della collega addetta stampa <a href="https://www.doracarapellese.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Dora Carapellese</strong></a>.</p>
<p>Come è noto, lungi da noi volerle cancellare, tra le due figure ci sono differenze che anche il nuovo strumento di intelligenza generativa associato a Google <strong>AI OVERVIEW</strong> pone subito in evidenza:</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-7860 size-full" src="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/04/Screenshot-2025-04-21-182033.png" alt="" width="679" height="193" srcset="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/04/Screenshot-2025-04-21-182033.png 679w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/04/Screenshot-2025-04-21-182033-480x136.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 679px, 100vw" /></p>
<p>Il seminario con la partecipazione di addetti stampa e cronisti referenti per differenti tipi di Media, ha visto nel panel dei relatori anche la nostra <strong>Deborah Annolino, </strong>che sul tema ha promosso ed organizzato webinar dedicati promuovendo un <strong>confronto costruttivo</strong>.</p>
<p><a href="https://www.slideshare.net/slideshow/cronisti-e-uffici-stampa-costruire-fiducia-pdf/278224612#3">L’intervento ha messo in luce l’importanza di <strong>ricostruire il rapporto attraverso</strong> una leva fondamentale che è la <strong>fiducia</strong></a> intesa come <strong>chiarezza</strong>, <strong>rispetto</strong>, <strong>gentilezza</strong> tra colleghi nonchè come propensione alla collaborazione reciproca.</p>
<p>Al centro della riflessione una <strong>maggiore cooperazione ed intesa fra professionisti</strong> che svolgono compiti diversi e complementari, ad utilità del <strong>lettore</strong> che, come ricorda Indro Montanelli, <strong>rimane l’unico vero padrone</strong>.</p>
<p>A volte rappresentate come forze opposte e in competizione tra loro, <strong>addetti stampa e giornalisti giocano insieme una partita</strong> in cui o si vince insieme o si perde (insieme). L&#8217;immagine che vi proponiamo qui sotto ci pare abbastanza esplicativa di un concetto ma anche di un sentore, ahimè diffuso. Ci viene in aiuto il latino: <strong>Mors tua vita mea</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-7864 size-full aligncenter" src="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/04/Screenshot-2025-04-21-183324.png" alt="" width="785" height="440" srcset="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/04/Screenshot-2025-04-21-183324.png 785w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/04/Screenshot-2025-04-21-183324-480x269.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 785px, 100vw" /></p>
<p>In realtà è un gioco di squadra. Senza l&#8217;operato degli addetti stampa ad esempio le redazioni avrebbero difficoltà nel riempire giornalmente tutti gli spazi e i &#8220;contenitori&#8221; dell&#8217;informazione, sebbene il <strong>comunicato stampa</strong> come tradizionale testo oggi non è la formula più attrattiva ne tanto meno esaustiva.</p>
<p>Meglio se il documento è <strong>dinamico </strong>ovvero dotato di <strong>video, foto, flyer</strong> come possibili approfondimenti per costruire contenuti che siano all&#8217;altezza delle aspettative del lettore. La <strong>fiducia</strong> si nutre infatti della qualità del nostro lavoro e se mantenuta nel tempo contribuisce a fortificare il rapporto tra cronisti e addetti stampa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Giornalisti e addetti stampa: </strong><strong>la <span style="color: #e00d7a;">fotografia di Mediaddress 2025</span></strong></h2>
<p>Lavorare insieme è un <strong>obiettivo concreto e piuttosto ambizioso</strong>. Richiede un impegno concreto da entrambe le parti. I cronisti dovrebbero aprirsi più al dialogo con gli addetti stampa e questi ultimi dovrebbero cercare di essere più precisi e coerenti</p>
<p>Tanti sono i <strong>punti di contatto</strong> tra le due figure, tra cui l&#8217;interesse verso reciproco verso l&#8217;ascolto delle storie. Un &#8220;<strong>ponte&#8221; tra addetti stampa e cronisti </strong>ed un legame con i lettori che nelle storie trovano se stessi, tra immedesimazione e <strong>ispirazione</strong>. Alla base tra i due professionisti è l&#8217;impegno di costruire <strong>fiducia che richiede tempo e pazienza</strong>.</p>
<div class="et_pb_slider et_pb_slider_fullwidth_off et_pb_gallery_post_type">
				<div class="et_pb_slides">
					<div class="et_pb_slide" style="background: url(https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/04/Screenshot-2025-04-21-183309.png);"></div><div class="et_pb_slide" style="background: url(https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/04/Screenshot-2025-04-21-183242.png);"></div>
				</div>
			</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>La<strong> <a href="https://www.youtube.com/watch?v=flGAw5x_xJk&amp;embeds_referring_euri=https%3A%2F%2Fwww.mediaddress.com%2F&amp;embeds_referring_origin=https%3A%2F%2Fwww.mediaddress.com&amp;source_ve_path=OTY3MTQ">ricerca annuale 2025 di Mediaddress</a></strong> presentata da <strong>Ugo Malaguti</strong> al webinar dell’Ordine dei giornalisti mette in evidenza l&#8217;evoluzione del ruolo del giornalista e quanto sia indispensabile per l’addetto stampa creare contenuti su misura e personalizzati in base al target che si vuole raggiungere.</p>
<p>Per essere più chiari: se il nostro media di riferimento è una Tv faremo in modo di inviare al collega della redazione <strong>immagini video</strong>, quindi riprese anche realizzate con uno smartphone d&#8217;ultima generazione. Meglio se inviamo tanti piccoli spezzoni magari insieme a delle video interviste per agevolare e al tempo stesso far comprendere gli elementi della storia.</p>
<p>Se invece il nostro media destinatario è la <strong>radio</strong> proveremo a confezionare file di tipo audio, quindi mp3 e/o immagini nel caso sia una web radio. Gli esempi potrebbero continuare, ciò che in tutti i casi è necessario è <strong>evitare invii massivi</strong>, optando per il confezionamento di contenuti curati e personalizzati. Dando, come è giusto che sia, l&#8217;idea di aver realizzato <strong>un contenuto su misura</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong style="color: #333333; font-size: 26px;">Torna la Rubrica <span style="color: #e00d7a;">PRova a Scrivermi</span></strong></p>
<h2><span style="color: #e00d7a;"><em><strong>&#8220;Il </strong><strong>rapporto tra cronisti e addetti stampa è decisamente migliorabile&#8221;</strong>. </em></span></h2>
<p>A dirlo sono <strong>Simone Trebbi e Valentina Brini</strong>, co-fondatori di <strong>Le Royale PR e <a href="https://www.amazon.it/chiaro-comunicato-nellera-sovraesposizione-mediatica/dp/B0CDBJB2SJ/ref=sr_1_1?dib=eyJ2IjoiMSJ9.iW-iVIH580JXuxDPwYFp4FHYwOUqsHBeKF9h5wTwSU-8jwFh92GqQwN7LxgwTMA9yAi0cwQqSKTnlgUwgYymDtLh4LvCeJkVmeCxmy9IS7Rv4lcS7MDnEF-AhxfgVOQiUNN0dJY1nwkrodK5MbOEMKkzffhq-ITBjJN1-xwCpg49xNwRU8pLwWdOkRTkozBPGOmDi6DGDvLRWhQO9vsOMydJXyP3assC95eq-sEWsm">autori del libro “Forte e Chiaro. Il comunicato stampa 5.0 nell’era della sovraesposizione mediatica”. </a></strong>Entrambi sono ideatori dell’indagine “<strong>PRova a Scrivermi</strong>” per sondare quali possibili miglioramenti e buone pratiche è possibile, oltre che conveniente, apportare a questa relazione.</p>
<blockquote><p><em>La rubrica nasce da un’esigenza che è attualissima: migliorare il dialogo tra chi fa comunicazione e chi fa informazione. Abbiamo capito, negli anni, quanto fosse utile creare uno spazio di confronto sincero, al di là delle dinamiche professionali e delle mail quotidiane. Ci divertiva farlo prima, ci entusiasma farlo oggi, con una nuova stagione che vuole andare ancora più in profondità. Abbiamo ricevuto riscontri importanti da giornali, riviste, ma anche dall’Ordine dei Giornalisti stesso: segno che c’era e c’è un bisogno reale di raccontare il nostro lavoro con uno sguardo umano. Per questo abbiamo deciso di rilanciare: non solo per raccontare le <strong>best practices</strong>, ma per dare voce a entrambe le categorie, mettendo al centro il valore della relazione.</em></p></blockquote>
<p><span style="color: #e00d7a;"><em><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-7886 size-medium alignleft" src="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/04/Intervista-Valentina-Brini-sul-rapporto-uffici-stampa-e-giornalisti-240x300.png" alt="" width="240" height="300" /></strong></em></span><span style="color: #e00d7a;"><em><strong>Che tipo di professionisti state coinvolgendo?</strong></em></span></p>
<p><em>Punteremo a una <strong>pluralità di voci</strong>. Intervisteremo professionisti dell’informazione che operano in contesti diversi: giornalisti di redazione e freelance, firme digitali e tradizionali, autori radiofonici, televisivi, editor di magazine, caporedattori. Vogliamo dare spazio sia a chi riceve quotidianamente decine di proposte stampa, sia a chi lavora dietro le quinte delle redazioni, perché ognuno ha un punto di vista prezioso sul nostro settore. L’idea è proprio quella di costruire un mosaico di esperienze, che possano aiutare sia chi fa PR che chi fa giornalismo a comprendersi meglio.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #e00d7a;"><em><strong>In qualità di responsabili PR, secondo voi come e dove può migliorare il rapporto con i cronisti/giornalisti di redazione?</strong></em></span></p>
<p><em>Crediamo <strong>che serva più ascolto</strong>, da entrambe le parti. Noi PR dobbiamo abbandonare ogni approccio standardizzato e imparare a conoscere davvero chi abbiamo di fronte, prima ancora di inviare un comunicato. Dall’altra parte, comprendiamo quanto le redazioni siano sotto pressione e per questo insistiamo sull’importanza della trasparenza e dell’affidabilità: essere chiari, reattivi, rispettare le scadenze dei giornalisti è fondamentale. Quello che abbiamo imparato è che, <strong>dietro ogni firma, c’è una persona: con i suoi tempi, i suoi interessi e anche le sue difficoltà. </strong>Quando si parte da questo presupposto, il rapporto cambia. Diventa una collaborazione vera, e non uno scambio di favori o un semplice invio massivo. Ecco perché abbiamo voluto riportare la rubrica: per <strong>restituire umanità al nostro lavoro</strong>.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/04/Screenshot-2025-04-21-183259.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-7862 size-full" src="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/04/Screenshot-2025-04-21-183259-e1745484596780.png" alt="" width="826" height="464" srcset="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/04/Screenshot-2025-04-21-183259-e1745484596780.png 826w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/04/Screenshot-2025-04-21-183259-e1745484596780-480x270.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 826px, 100vw" /></a></p>
<p><strong style="color: #333333; font-size: 26px;">Addetti Stampa e Cronisti: ripartire dalla FIDUCIA</strong></p>
<p>In <strong>conclusione </strong>quello tra addetti stampa e cronisti è un <strong>rapporto da ripensare</strong> anche se piccoli passi in avanti, grazie anche al lavoro dell&#8217; Ordine dei giornalisti e alle associazioni di giornalismo costruttivo in tutto il mondo, come il <strong>Constructive Network </strong>del quale la nostra<strong> AD Communications fa parte da diversi anni</strong>, stanno portando avanti con pazienza e trasparenza.</p>
<p>Tanti colleghi sono sempre più sensibilizzati e attenti ad un rapporto che non può essere trascurato. Come comunicatori e giornalisti saremo sempre dalla parte della collaborazione e della sinergia, tutelando le identità di ciascun professionista, valorizzati in una sintesi inclusiva.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Giornalismo e Intelligenza artificiale: un equilibrio possibile?</title>
		<link>https://adcommunications.it/giornalismo-e-intelligenza-artificiale-un-equilibrio-possibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Deborah Annolino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Feb 2025 13:05:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[digitale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un equilibrio tra intelligenza artificiale e giornalismo è possibile? Ai posteri ma soprattutto a noi che viviamo questo tempo l&#8217;ardua sentenza. Le tecnologie, in particolare quelle dell’intelligenza artificiale generativa, stanno modificando il modo di fare informazione, aprendo a sfide etiche e di competenza. Una “rivoluzione” lenta e costante che riguarda tutti i giornalisti e tutte [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un <strong>equilibrio tra intelligenza artificiale e giornalismo</strong> è possibile? Ai posteri ma soprattutto a noi che viviamo questo tempo <strong>l&#8217;ardua sentenza.</strong></p>
<p><a href="https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/ia-e-futuro-del-giornalismo-opportunita-e-sfide-etiche/">Le tecnologie, in particolare quelle dell’intelligenza artificiale generativa, stanno modificando il modo di fare informazione, aprendo a sfide etiche e di competenza.</a> Una “rivoluzione” lenta e costante che riguarda tutti i giornalisti e tutte le generazioni.</p>
<p>Alla domanda “se un sodalizio tra giornalismo e intelligenza artificiale sia possibile” non abbiamo una risposta certa. Esistono in compenso varie ipotesi, da vivere e verificare sul campo, insieme ad un utilizzo delle nuove tecnologie che metta sempre in primo piano i due pilastri della professione: <strong>etica</strong> e <strong>deontologia</strong>.</p>
<h2><span style="color: #0000ff;"><strong>INTELLIGENZA ARTIFICIALE: TRA LE PAROLE CHIAVE PIU’ RICERCATE SU GOOGLE</strong></span></h2>
<p>Anche in questi primi mesi del 2025 <strong>l’intelligenza artificiale</strong> continua ad essere il &#8220;nodo&#8221; centrale di convegni ed eventi in materie ed ambiti diversi tra loro. L&#8217;AI (<em>Artificial Intelligence</em>) inoltre risulta tra le parole chiave più digitate e ricercate su <strong>Google</strong> per capire, come mostra lo specchietto sotto, cosa sia e come funzionano strumenti ad essa connessi a partire da <strong>ChatGPT</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-7812 size-full" src="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/02/Intelligenza-artificiale-tra-le-parole-chiave-di-google.png" alt="" width="968" height="511" srcset="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/02/Intelligenza-artificiale-tra-le-parole-chiave-di-google.png 968w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/02/Intelligenza-artificiale-tra-le-parole-chiave-di-google-480x253.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 968px, 100vw" /></p>
<p>Un risultato che possiamo interpretare come la curiosità e l&#8217;interesse a farsi una propria idea a partire dallo studio e dalla ricerca di informazioni, consultando fonti (affidabili e accurate, si spera).</p>
<p>Il giornalismo rientra certamente tra le professioni in cui l’AI ha avuto un certo impatto, dividendo i giornalisti tra chi vede la tecnologia, in particolare quella generativa, come un alleato e chi invece teme i rischi di una sostituzione parziale o addirittura totale delle competenze umane.</p>
<p>Non c&#8217;è da allarmarsi ma neanche da sottovalutare un fenomeno che sta prendendo sempre più piede, anche tra le attività collaterali della comunicazione. Un esempio è la grafica. Strumenti noti e di largo utilizzo come <a href="https://www.canva.com/it_it/generatore-immagini-ai/">Canva si sono già da tempo dotati di generatori immagini AI</a> proprio per agevolare gli utenti, di cui una grossa fetta sono proprio giornalisti.</p>
<h2><span style="color: #0000ff;"><strong>L’ORDINE DEI GIORNALISTI SI INTERROGA SU RISCHI E BENEFICI DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE</strong></span></h2>
<p>In questa prospettiva, tra luci e ombre di un fenomeno sotto i riflettori, il <strong>ruolo dell’Ordine dei giornalisti</strong> di informare e formare sui limiti e sulle potenzialità dell’intelligenza artificiale appare fondamentale. A tale scopo sono diversi i corsi, <a href="https://odg.bo.it/blog/deontologia-e-intelligenza-artificiale-due-nuovi-corsi-online-gratuiti-10-crediti-formativi-sulla-piattaforma-www-formazionegiornalisti-it/">anche on demand, dedicati al rapporto tra intelligenza artificiale e deontologia</a> con uno sguardo a programmi come <strong>ChatGPT</strong> che potrebbe condizionare il futuro della comunicazione digitale.</p>
<p>Ancora una volta la formazione, di conseguenza la consapevolezza, è lo strumento con cui fronteggiare questa sfida, a braccetto con l&#8217;esperienza concreta.</p>
<h2><span style="color: #0000ff;"><strong>INTERVISTA CON IL PRESIDENTE DELL’ORDINE EMILIA-ROMAGNA</strong></span></h2>
<p>Quella dell’intelligenza artificiale è <strong>una pagina bianca da scrivere.  </strong></p>
<p>Per questo abbiamo organizzato con AD Communications uno speciale sul tema: un&#8217;intervista al presidente dell’<strong>Ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna Silvestro Ramunno sul rapporto tra pensiero critico e intelligenza artificiale.</strong></p>
<div class="et_pb_slider et_pb_slider_fullwidth_off et_pb_gallery_post_type">
				<div class="et_pb_slides">
					<div class="et_pb_slide" style="background: url(https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/02/il-giornalismo-come-il-cane-da-guardia-intelligenza-artificiale.jpg);"></div><div class="et_pb_slide" style="background: url(https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/02/intervista-giornalismo-e-intelligenza-artificiale-Deborah-Annolino-e-Silvestro-Ramunno-scaled.jpg);"></div><div class="et_pb_slide" style="background: url(https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/02/Riprese-intervista-Giornalismo-e-intelligenza-artificiale-scaled.jpg);"></div><div class="et_pb_slide" style="background: url(https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/02/giornalismo-e-intelligenza-artificiale-Deborah-Annolino-e-Silvestro-Ramunno-scaled.jpg);"></div>
				</div>
			</div>
<p>L&#8217;intervista ideata e condotta dalla giornalista <strong>Deborah Annolino</strong> parte dall&#8217;annuncio di un’importante novità:</p>
<ul>
<li>
<blockquote><p><em><span style="color: #0000ff;">l’approvazione del nuovo <strong>Codice deontologico</strong> che sostituisce il <strong>Testo Unico dei doveri</strong> del giornalista.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #0000ff;"> Inoltre all’articolo <strong>19</strong> del nuovo Codice viene introdotto per la prima volta il <strong>tema dell’intelligenza artificiale</strong> specificando che in nessun modo <strong>possa sostituire l’attività giornalistica</strong> e soprattutto che l’AI non declina la responsabilità del giornalista che ne fa uso.</span></em></p></blockquote>
</li>
</ul>
<p>L’intervista con il presidente Ramunno, gentilmente ospitata nella sede di Strada Maggiore a Bologna, è stata l’occasione anche per fare il punto sulle attività principali messe in campo in questi anni dall’Ordine e dal suo Consiglio.</p>
<p>In particolare l&#8217;ampio ventaglio dell’<strong>offerta formativa, </strong>di cui una buona parte è dedicata al digitale e alle nuove tecnologie, e l’istituzione <a href="https://odg.bo.it/blog/osservatorio-regionale-sulla-professione/">dell’Osservatorio regionale sulla professione per monitorare le criticità del lavoro</a> e tutelare le situazioni di precarietà.</p>
<p>Quello che vi proponiamo è il secondo speciale dopo <a href="https://adcommunications.it/quotidiani-e-digitale/">l’intervista con Valerio Baroncini vicedirettore de Il Resto del Carlino sul rapporto tra quotidiani e digitale e nuove sfide</a>, realizzata nel 2023. L&#8217;intervista supera i trenta minuti in quanto per una volta fuggiamo alla brevità per affidarci al valore dell&#8217;approfondimento, indispensabile per fare la giusta chiarezza.</p>
<p>Per usare le parole del presidente Ramunno l&#8217;impegno è ” <strong>essere giornalisti con sempre maggiore rigore</strong>”, un compito arduo al tempo dell&#8217;intelligenza artificiale e delle fake news. Una disciplina di cui si sente tutti il bisogno, giornalisti e lettori.</p>
<p><span style="color: #0000ff;">BUONA VISIONE! </span></p>
<p><iframe loading="lazy" title="Giornalismo e Intelligenza Artificiale: intervista al presidente ordine giornalisti Emilia-Romagna" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/MwIrq6r3gaQ?feature=oembed"  allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Medicina Narrativa: le storie dei pazienti prima di tutto</title>
		<link>https://adcommunications.it/onorare-le-storie-dei-pazienti-medicina-narrativa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Deborah Annolino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Feb 2025 16:01:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione sanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<category><![CDATA[medicina narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[relazione medico paziente]]></category>
		<category><![CDATA[rita charon]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://adcommunications.it/?p=7795</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Medicina narrativa ci insegna a mettere in primo piano le storie dei pazienti. Una sorta di cartella parallela a quella clinica dove protagonista è la persona. Nella Comunicazione come in Medicina, avere la capacità e insieme la volontà di ascoltare ed &#8220;empatizzare&#8221; sono due valori indispensabili per una relazione di fiducia. Medicina e comunicazione, è importante [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://adcommunications.it/onorare-le-storie-dei-pazienti-medicina-narrativa/">Medicina Narrativa: le storie dei pazienti prima di tutto</a> sembra essere il primo su <a href="https://adcommunications.it">AD Communications</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Medicina narrativa</strong> ci insegna a mettere in primo piano le <strong>storie dei pazienti</strong>. Una sorta di cartella parallela a quella clinica dove protagonista è la persona. Nella <strong>Comunicazione</strong> come in <strong>Medicina, avere la capacità e insieme la volontà di ascoltare </strong>ed &#8220;<strong>empatizzare&#8221; </strong>sono due valori indispensabili per <strong>una relazione di fiducia. </strong></p>
<p><strong>Medicina e comunicazione, </strong>è importante specificarlo, <strong>sono due dimensioni intimamente intrecciate. </strong>In particolare la prima necessita della seconda, comprendendo il <strong>ruolo &#8220;curativo&#8221; delle parole</strong>, almeno sul piano umano e del benessere emotivo.</p>
<h2><span style="color: #000080;">MEDICINA NARRATIVA: COMUNICARE LE STORIE </span></h2>
<p>Da comunicatori e giornalisti da sempre attenti alle storie, ci sentiamo vicini al mondo della Medicina narrativa ed al suo significato racchiuso in modo esaustivo nell&#8217;opera <strong><a href="https://www.raffaellocortina.it/scheda-libro/rita-charon/medicina-narrativa-9788832851045-3004.html">Medicina narrativa &#8211; onorare le storie dei pazienti </a></strong>di <strong>Rita Charon</strong>, la più nota personalità nella medicina narrativa a livello mondiale.</p>
<p><a href="https://adcommunications.it/la-psicologia-della-comunicazione/">Da comunicatori vicini alla psicologia</a> per la grande volontà di <strong>ascoltare e</strong> <strong>comprendere</strong> le storie dei pazienti che sono al centro della narrazione, non potevamo restare indifferenti al fascino di questa opera che esprime i benefici della Medicina Narrativa anche sul fronte clinico-assistenziale. Non c&#8217;è ambito di salute in cui la Medicina Narrativa non possa attivare benefici e in un mondo ideale tutti i professionisti della cura dovrebbero farla propria.</p>
<h2><span style="color: #000080;">COMUNICARE CURA: IL POTERE DELLA NARRAZIONE</span></h2>
<p>In questi anni siamo entrati, in punta di piedi, nella narrazione di storie delicate, anteponendo sempre il rispetto per la persona alla notizia, rispettandone cioè la volontà di <strong>rivelare o meno certi aspetti, effetti o conseguenze, della malattia</strong>. Abbiamo raccolto testimonianze attraverso immagini e contenuti imbastiti tenendo conto di due principi fondamentali: <strong>etica</strong> e <strong>deontologia</strong> della professione giornalistica. Oggi più che mai appare evidente che <a href="https://adcommunications.it/comunicare-cura-ospedali-ed-rsa/">COMUNICARE CURA.</a></p>
<p>Raccontare le <strong>storie delle persone</strong>, intervistarle, è una situazione per noi abbastanza frequente e non potremmo farlo senza meditare e avere chiare le tecniche di narrazione e di ascolto. Una sfida che richiede studio, competenza e soprattutto empatia, ossia la capacità di mettersi nei panni di chi stiamo guardando e ascoltando.</p>
<p>La <strong>relazione di fiducia</strong> è al centro della <strong>medicina narrativa</strong>. Come in tutte le relazioni, anche quella tra <strong>medico e paziente</strong> richiede di essere <strong>coltivata con il tempo e soprattutto con i modi giusti</strong>, in un’alleanza in cui il paziente sia <strong>protagonista attivo</strong> e non <strong>destinatario passivo di cure e terapie</strong>.</p>
<h2 style="text-align: left;"><span style="color: #000080;">MEDICINA NARRATIVA: IL RUOLO DI BUSSOLA DELLA SIMEN</span></h2>
<p>Spinti dalla passione e dalla curiosità di volerne sapere di più, siamo entrati in contatto con il dott.<strong> Mario Cerati,</strong> Vicepresidente della <strong>SIMEN</strong>, Medico specializzato in odontoiatria e chirurgia orale.</p>
<p>La <strong><a href="https://www.medicinanarrativa.network/">SIMEN &#8211; Società Italiana di Medicina Narrativa</a></strong> ha il compito di divulgare le tematiche attinenti la Medicina Narrativa coinvolgendo il mondo dei pazienti, caregiver, associazioni e operatori sanitari e sociali. A questa lista sarebbe utile aggiungere anche gli <strong>operatori della comunicazione</strong> che possono essere sensibilizzati a scrivere correttamente sui media, sui social o altro mezzo sui temi di salute.</p>
<h2 style="text-align: left;"><span style="color: #000080;">LA MEDICINA NARRATIVA SPIEGATA IN MODO SEMPLICE</span></h2>
<h2 style="text-align: left;"><span style="color: #666666; font-size: 14px;">La nostra </span><strong style="color: #666666; font-size: 14px;">Deborah Annolino</strong><span style="color: #666666; font-size: 14px;">, giornalista professionista, ha intervistato il dott. </span><strong style="color: #666666; font-size: 14px;">Mario Cerati</strong><span style="color: #666666; font-size: 14px;"> docente di Medical Humanities e Medicina Narrativa presso il Corso di Laurea di Odontoiatria all’Università degli Studi di Milano.</span></h2>
<p><span style="color: #333399;"><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-7799 size-full" src="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/02/Medicina-Narrativa-Mario-Cerati-SIMEN.jpg" alt="" width="640" height="536" srcset="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/02/Medicina-Narrativa-Mario-Cerati-SIMEN.jpg 640w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/02/Medicina-Narrativa-Mario-Cerati-SIMEN-480x402.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 640px, 100vw" /></strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Se dovesse spiegare in modo semplice, pensi ad un bambino, cosa si intende per medicina narrativa, come lo direbbe? </strong></span></p>
<p><em>Raccolgo volentieri il suggerimento evocativo di pensare, per rispondere a questa domanda, come se stessi parlando a un bambino. E allora prima di tutto vi chiedo di andare a quando da bambini ascoltavamo una storia, una narrazione. Eravamo completamente dentro questa narrazione.</em></p>
<p><em> <strong>Rita Charon</strong> alla <strong>Columbia University</strong> ha avuto l&#8217;intuizione, a cavallo degli anni 2000, di capire come le storie, elemento fondamentale della nostra vita e dell’evoluzione dell’uomo, fossero un elemento fondamentale anche in medicina per indagare il bisogno di salute. </em></p>
<p><em>Diventa, così, una pratica <strong>comunicativa</strong> che orienta <strong>la cura alla persona</strong> e co-costruisce il percorso di cura nel rispetto dei vissuti e dei valori del paziente e che deve essere attuata da tutti coloro che intervengono in quel percorso, medici e operatori sanitari a vario titolo.</em></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Costruire una relazione virtuosa tra medico e paziente: è una questione di tempo o di modi? </strong></span></p>
<p><em>Sempre di modi. È vero che oggi il tempo è un aspetto cruciale, ma se hai anche solo 5 minuti <strong>è meglio usare una modalità comunicativa efficace, come quella della medicina narrativa,</strong> <strong>che una modalità sbrigativa e paternalistica</strong>.</em></p>
<p><em> Anche in poco tempo puoi far sentire una persona ascoltata e questo ascolto si traduce, anche per il medico e per l’operatore sanitario, in maggior efficacia e meno stress, contrariamente a quello che si può pensare. In questo processo è essenziale l’aspetto legato all’ <strong>empatia</strong>, che porta con sé la motivazione valoriale per cui si sceglie questa strada e cioè essere a disposizione per aiutare l’altro. </em></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Qual è il beneficio della Medicina Narrativa e a che punto siamo in Italia rispetto alla sua diffusione?</strong></span></p>
<p><em>I <strong>benefici della medicina narrativa sono ben documentati</strong> e questi, grazie alla condivisione piena del percorso di cura con il paziente che viene informato nei dettagli di tutto ciò che riguarda il suo problema (<strong>empowerment</strong>). </em></p>
<p><em>Tali benefici vanno dalla migliore aderenza alle terapie, alle minori complicanze, ai minori errori diagnostici e, a parità di terapie farmacologiche, anche a migliori guarigioni. In più vi è una sensibile diminuzione del burn out nel personale medico e paramedico e questo anche in situazioni di lavoro particolarmente stressanti. </em></p>
<p><em>Purtroppo la <strong>medicina narrativa, che è un sistema a costo praticamente zero</strong> che farebbe risparmiare molto al SSN, non è ancora abbastanza diffusa e, soprattutto, non è ancora entrata appieno nei meccanismi istituzionali. </em></p>
<p><em>Con la <strong>SIMeN</strong>, stiamo sforzandoci a formare chi può aiutare e diffondere questa pratica, con dei corsi per facilitatori di laboratori di Medicina Narrativa e, prossimamente, con un percorso dedicato ai professionisti sanitari. Da un’altra parte facciamo rete con chi sul territorio opera a vari livelli e, come con la Regione Piemonte, entriamo direttamente in collaborazione accompagnando progetti di Medicina Narrativa sul territorio. </em><em>In ultimo <strong>la SIMeN ha un proprio Centro Studi</strong> che supporta chi vuole operare con la MN in formazione, ricerca o progettualità.</em></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Da medico ma anche da vicepresidente SIMeN qual è la sua personale ricetta per la migliore narrazione in medicina?</strong></span></p>
<p><em>La narrazione parte dall’ascolto e dovrebbe, fra l’altro, concentrarsi su due cose fondamentali, una conseguenza dell’altra. Prima di tutto, cosa è successo prima e dopo, quindi creare una precisa linea del tempo degli eventi, e concentrarsi sulle interruzioni biografiche.  Q</em><em>uesto favorisce la <strong>comprensione dei valori e dei bisogni dei pazienti</strong>. Inoltre il paziente, attraverso la narrazione, può rielaborare l’esperienza di malattia traendone benefici a più livelli, senz’altro quello emotivo, ma anche a livello biologico. </em></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Cosa si sente di augurare o raccomandare ai medici di nuova generazione?</strong></span></p>
<p><em>Ho la fortuna, insegnando in università, di vedere come l’entusiasmo nei confronti della scelta di una professione d’aiuto non si sia spento.  Questo, però, viene smorzato negli anni di formazione clinica, quando si rischia di ereditare le frustrazioni di cui sono portatori le generazioni precedenti. </em></p>
<p><em>Ormai la medicina viene definita non solo per la sua parte scientifico-biologica, ma anche per la sua parte umanistica e il nostro comportamento fa generare, in risposta nel nostro organismo, ormoni che possono favorire o contrastare i farmaci che diamo. </em></p>
<p><em>Auguro alle future generazioni di approfondire questi aspetti e si ritroveranno in <strong>una professione appassionante, gratificante e non frustrante</strong> anche dopo 30-40 anni di lavoro…e posso dirlo, perché sono fra quelli che ha la fortuna di poter testimoniare questo.</em></p>
<p><em><span style="color: #000080;">AD Communications ringrazia molto il dott. Mario Cerati per questa intervista, certi che la Medicina Narrativa rimarrà il filo conduttore anche dei nostri prossimi eventi e approfondimenti sulla cura per il 2025. </span></em></p>
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		<title>Immagine e Comunicazione: parola d&#8217;ordine sincerità</title>
		<link>https://adcommunications.it/immagine-e-comunicazione-bologna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Deborah Annolino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jan 2025 20:14:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Digital Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[Studio di Comunicazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando parliamo di Brand personale o aziendale, l’immagine è sempre più centrale ed una comunicazione sincera, costruita intorno ai valori, sarà la nostra sfida più importante.   L’immagine di noi stessi o del brand che veicoliamo attraverso la comunicazione esterna finisce puntualmente per catturare le attenzioni degli altri generando la cosiddetta prima impressione (sappiamo tutti quanto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff6600;"><strong><em>Quando parliamo di Brand personale o aziendale, l’immagine è sempre più centrale ed una comunicazione sincera, costruita intorno ai valori, sarà la nostra sfida più importante.  </em></strong></span></p>
<p><strong>L’immagine di noi stessi o del brand che veicoliamo attraverso la comunicazione esterna</strong> finisce puntualmente per catturare le attenzioni degli altri generando la cosiddetta prima impressione (sappiamo tutti quanto conta!). Con il tempo verrà a formarsi invece la percezione del brand che può essere uguale, simile, diversa o addirittura opposta rispetto a come pensiamo che esso appaia.</p>
<p>Ciò che un’azienda o un professionista si augurano, con l&#8217;impegno concreto e la dedizione del fare, è di <strong>allineare la i valori della comunicazione all’immagine esterna, armonizzare i valori del proprio agire alla percezione sui social, al fine di avvicinare nel solco dell&#8217;onestà le persone, partendo proprio dal target nuovo.</strong></p>
<p>Ma non sempre ci si riesce, specie quando le comunicazioni sono molteplici e si accavallano, in un mondo in cui l&#8217;informazione corre veloce e il tempo dedicato all&#8217;approfondimento è marginale.</p>
<h2><span style="color: #ff6600;"><strong>IMMAGINE E COMUNICAZIONE: LA MISSION DI AD COMMUNICATIONS</strong></span></h2>
<p>Ma cosa intendiamo per immagine?</p>
<p><a href="https://www.dols.it/2017/09/22/quanto-conta-limmagine/#:~:text=L'immagine%20%C3%A8%20l'insieme,armonia%20con%20la%20nostra%20immagine%20.">La nostra immagine è l’insieme degli elementi che definiscono la nostra identità</a> e in questi tempi dove il <strong><em>visual</em></strong> &#8211; ossia tutto ciò che è visivo &#8211;  rappresenta qualcosa di molto impattante in quanto immediato. Da qui il compito di professionisti e aziende nel comunicare il brand secondo i principi di <strong>coerenza e </strong>aggiungiamo di<strong> sincerità.</strong></p>
<p>Ciò richiede, all&#8217;interno delle aziende, un percorso di informazione e preparazione sui valori cardine rivolto al personale, dipendenti e collaboratori, che possono apparire sconnessi emotivamente.</p>
<p>Nel nostro percorso abbiamo avuto la fortuna di incontrare numerose realtà, soprattutto imprese ma anche associazioni, che hanno scelto un <a href="https://adcommunications.it/comunicazione-istituzionale-unarte-da-equilibristi/">approccio di comunicazione equilibrata in cui reale e virtuale dialogano tra loro.</a></p>
<p>I valori espressi sui post dei social media sono gli stessi di quelli che emergono nelle dinamiche aziendali, nel rapporto con il personale, i fornitori e i clienti. In entrambi i casi è necessaria un&#8217;attenzione costante insieme ad una capacità di intervenire con delicatezza e lungimiranza per tutelare le relazioni e fidelizzare i contatti.</p>
<h2><span style="color: #ff6600;"><strong>BRAND AZIENDALE: COMUNICARLO SINCERAMENTE</strong></span></h2>
<p>Allineare l&#8217;essere e l&#8217;apparire significa portare fuori i valori del brand che si vuole rappresentare, senza aggiungere elementi di fantasia per sembrare migliori e senza eliminare caratteristiche, quelle meno positive, che lo caratterizzano in modo unico.</p>
<p>Una sfida che, tra le “sirene” dell’intelligenza artificiale e gli altri artifici del mondo virtuale, siamo chiamati a gestire, per rendere e soprattutto mantenere autentica l&#8217; immagine e la comunicazione. Se questa sfida avesse il titolo di una canzone sarebbe probabilmente il titolo di un famoso pezzo di Ligabue: <strong><span style="color: #ff6600;">SIAMO CHI SIAMO.</span></strong></p>
<p>Ciò per dire che la <strong>bellezza</strong> sta proprio nell&#8217;autenticità e mai nella massificazione. Un&#8217;immagine personalizzata avrà molte più possibilità di rimanere impressa e di distinguersi dall&#8217;uniforme.</p>
<h2><span style="color: #ff6600;"><strong>COMUNICARE L&#8217;IMMAGINE IN UN DIALOGO AUTENTICO </strong></span></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-7788 size-full" src="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/01/comunicare-con-sincerita-immagine-e-comunicazione.jpg" alt="" width="900" height="555" srcset="https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/01/comunicare-con-sincerita-immagine-e-comunicazione.jpg 900w, https://adcommunications.it/wp-content/uploads/2025/01/comunicare-con-sincerita-immagine-e-comunicazione-480x296.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 900px, 100vw" /> Essere sinceri e fare ritorno ai valori del brand richiederà forse più tempo ma è la strategia naturale e la scelta più convincente. Vediamo i motivi per i quali <a href="https://happily-welfare.it/2023/01/12/perche-e-importante-curare-l-immagine-aziendale/">è importante curare l’immagine aziendale in modo autentico: </a></p>
<ul>
<li>Per essere veri e non alimentare false aspettative soprattutto in chi si imbatte in noi per la prima volta;</li>
<li>Per evitare fraintendimenti;</li>
<li>Per esprimere coerenza tra quello che raccontiamo sui social e quella che è la vita aziendale;</li>
<li>Per dare un’immagine univoca ai dipendenti, ai collaboratori così come ai fornitori e agli utenti finali dell’azienda.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="color: #ff6600;"><strong>PAROLA ALL’ IDENTITÀ VISUALE</strong></span></h2>
<p>Tutto quello di cui ha bisogno un’azienda è un’<strong>immagine chiara e univoca. </strong></p>
<p>Una “<span style="color: #ff6600;"><strong>visual identity</strong></span>” che riconduca in modo lineare alla complessità degli elementi che la compongono. Un logo, un sito web, una brochure o un biglietto da visita sono solo alcuni degli aspetti di questa identità che varia e si evolve con il tempo.</p>
<p>L’unione di questi &#8220;strumenti&#8221; formula a sua volta una immagine che se riproposta in luoghi e piattaforme diverse, darà del nostro brand una <strong><span style="color: #ff6600;">percezione coerente, riconoscibile e inconfondibile</span>. </strong></p>
<p>Ecco gli elementi fondamentali <strong>da tenere bene a meno nei progetti di immagine e comunicazione:</strong></p>
<ul>
<li>Il <span style="color: #ff6600;"><strong>Logo</strong></span>: rappresenta sul piano grafico <strong>l’essenza dell’ azienda</strong> e come vuole essere percepita.</li>
<li>Il <span style="color: #ff6600;"><strong>Sito web</strong></span>: il biglietto da visita di un’azienda, decisamente importante.</li>
<li>I<span style="color: #ff6600;"><strong> Colori</strong></span>: influenzano la percezione e le scelte dei consumatori.</li>
<li>Il<span style="color: #ff6600;"><strong> Font</strong></span>: deve comunicare professionalità ed esprimere coerenza con tutti gli altri elementi della nostra identità visiva.</li>
<li>La <span style="color: #ff6600;"><strong>Grafica</strong></span>: <strong>ogni immagine deve raccontare una storia </strong>e supportare il messaggio che si vuole trasmettere. Usare immagini spersonalizzate o non coerenti può disorientare o danneggiare la percezione del brand.</li>
<li><span style="color: #ff6600;"><strong>TOV</strong> </span>(<em>tone of voice</em>) e <span style="color: #ff6600;"><strong>Parole</strong></span>: scegliamo con cura sia il tono di voce di un testo descrittivo/informativo o promozionale sia le parole con cui racconteremo momenti e aspetti diversi del brand.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote>
<p style="text-align: right;"><em><span style="color: #ff6600;"><strong>Perché, si sa, l’immagine è importante</strong></span> e lo sarà sempre, a patto che in tutte le attività connesse alla comunicazione del brand, metteremo <span style="color: #ff0000;"><strong>in primo piano la sua essenza</strong></span> mentre l’apparire rimarrà il suo riflesso perfetto.</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: right;"><em><span style="color: #ff6600;">Deborah Annolino</span></em></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong> </strong></span></p>
<h2><span style="color: #ff6600;"><strong>Buon 2025 a tutti da AD Communications.</strong></span></h2>
<p>L'articolo <a href="https://adcommunications.it/immagine-e-comunicazione-bologna/">Immagine e Comunicazione: parola d&#8217;ordine sincerità</a> sembra essere il primo su <a href="https://adcommunications.it">AD Communications</a>.</p>
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