Roger Scruton

Sir Roger Vernon Scruton (Buslingthorpe, 27 febbraio 1944 – South Kensington, 12 gennaio 2020) è stato un filosofo britannico, esponente del conservatorismo tradizionalista e occidentalista. È stato anche un accademico, curatore, editore, avvocato, giornalista, romanziere, compositore e uno dei più controversi pensatori britannici contemporanei.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Suo padre era un operaio di sinistra di Manchester che divenne insegnante, Jack Scruton. La madre di Scruton era Beryl Claris. Curatore, dal 1982 al 2001, della Salisbury Review, una rivista politica conservatrice, Scruton ha scritto oltre 50 libri su filosofia, arte, musica, politica, letteratura, cultura, sessualità, e religione, oltre a romanzi e due opere liriche.
Tra le sue pubblicazioni vi sono The Meaning of Conservatism (1980), Sexual Desire (1986), The Aesthetics of Music (1997), e How to Be a Conservative (2014). Ha scritto con regolarità su riviste quali The Times, The Spectator, e The New Statesman.
Dal 1971 al 1992 è stato docente e professore di estetica al Birkbeck College, presso l'Università di Londra, ed in seguito ha ricoperto varie altre cariche accademiche a tempo parziale in altre università anche negli Stati Uniti. Divenne noto negli anni ottanta per aver contribuito a creare network accademici segreti nell'Europa dell'est allora sotto il controllo dell'Unione Sovietica. Per questa ragione è stato insignito della medaglia al merito della Repubblica Ceca dal presidente Václav Havel nel 1998. Collaborò culturalmente anche col dissidente sovietico Vladimir Bukovskij.[4]
Tra i suoi interessi oltre alla politica e alla filosofia vi erano il vino, l'agricoltura e la caccia, su cui scrisse saggi[5][6]; nel libro Animal Rights and Wrongs, sostiene che gli esseri umani sono solo responsabili degli animali che hanno in custodia (come gli animali domestici e da allevamento); mentre non può esistere alcun obbligo morale nei confronti degli animali selvatici, al di fuori della conservazione dell'ambiente.
Nel 2002 fu licenziato dal Financial Times come editorialista dopo che alcune mail trapelate rivelarono che si era offerto di pubblicare articoli a favore del fumo sulla stampa in cambio di un compenso da parte di Japan Tobacco (egli stesso era un fumatore).[6] Nel 2018 Scruton si trovò al centro di un'altra controversia quando fu licenziato e poi reintegrato in un ruolo non retribuito di consulente governativo per l'edilizia abitativa, in seguito alle critiche suscitate dai suoi commenti sulla Cina e sugli immigrati musulmani.[7] Dopo essere stato reintegrato nel suo ruolo in seguito alle proteste dei suoi sostenitori, secondo i quali le sue dichiarazioni erano state travisate, ha sostenuto che fosse in corso una "caccia alle streghe" contro le figure di destra in Inghilterra, con l'obiettivo di etichettarle come razziste o fasciste. Ha supportato la Brexit.
Dopo avere appreso nel luglio 2019 di avere un tumore polmonare, Scruton si è sottoposto a chemioterapia.[8] È morto il 12 gennaio 2020 all'età di 75 anni. Fu ricordato da numerose personalità tra cui Boris Johnson[7] e Ayaan Hirsi Ali.[9]
Vita privata
[modifica | modifica wikitesto]Scruton è stato sposato due volte. Il primo matrimonio, con Danielle Laffitte, è terminato con il divorzio nel 1979. Il secondo matrimonio fu nel 1996 con Sophie Jeffreys, da cui ebbe due figli. Era di religione anglicana, fedele della Chiesa d'Inghilterra, ma vicino alla corrente High Church.[10]
Filosofia
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Un tema ricorrente del suo pensiero è il tentativo di comprendere e difendere le conquiste della cultura occidentale. Nella sua filosofia politica cerca di articolare e difendere il conservatorismo britannico che faceva risalire ad Edmund Burke, il critico britannico della Rivoluzione francese. Tra i suoi altri ispiratori vi erano Samuel Taylor Coleridge, Fëdor Dostoevskij, Georg Wilhelm Friedrich Hegel, Baruch Spinoza, John Ruskin, Oswald Spengler, Immanuel Kant, George Orwell e T.S. Eliot.
Roger Scruton è considerato un esponente del conservatorismo tradizionalista, ma in opposizione alle destre radicali più diffuse, di tipo "rivoluzionario", populista o reazionario, e un sostenitore della classica monarchia costituzionale.[11]
Scruton ha abbracciato il conservatorismo dopo aver osservato a Parigi, nel Sessantotto, le proteste studentesche del Maggio francese.[12]
Ha affermato difatti che "le cose buone sono facili da distruggere ma difficili da costruire". Scruton ha approfondito diversi concetti quali il conservatorismo verde[13], il ruralismo, la localizzazione, il valore dei corpi intermedi, i sentimenti di cavalleria e modestia nelle relazioni sentimentali, la correttezza politica, il nazionalismo inglese e britannico (criticato da Scruton che sostiene invece il patriottismo), l'oikofobia politica dell'Occidente[14], la critica al femminismo (pur apprezzando la teorica del XVIII secolo Mary Wollstonecraft e lodando le suffragette e Germaine Greer).[6] Scruton scrisse in Gentle Regrets (2005) di aver trovato convincenti diverse argomentazioni di Burke in Riflessioni sulla rivoluzione in Francia (1790).[15] Sebbene Burke scrivesse di rivoluzione e non di socialismo, Scruton era convinto che, come affermava lui stesso, le promesse utopiche del socialismo fossero accompagnate da una visione astratta della mente che aveva poca attinenza con il modo di pensare della maggior parte delle persone.[15] Burke lo convinse anche che non esiste una direzione obbligata nella storia, né un progresso morale o spirituale delineato; che le persone pensano collettivamente verso un obiettivo comune solo durante crisi come la guerra, e che cercare di organizzare la società in questo modo richiede un nemico reale o immaginario; da qui, scrisse Scruton, il tono stridente della letteratura socialista.[15] Scruton sostenne inoltre, seguendo Burke, che la società è tenuta insieme dall'autorità e dallo stato di diritto, nel senso del diritto all'obbedienza, non dai diritti immaginari dei cittadini. L'obbedienza, scrisse, è «la virtù primaria degli esseri politici, la disposizione che rende possibile governarli e senza la quale le società si sgretolano nella "polvere e polvere dell'individualità". La vera libertà non è in conflitto con l'obbedienza, ma ne è l'altra faccia».[15] Fu anche persuaso dalle argomentazioni di Burke sul contratto sociale, incluso il fatto che la maggior parte delle parti contraenti sono morte o non ancora nate (Burke scrive nelle Riflessioni sulla rivoluzione in Francia che "il contratto sociale... è tra coloro che vivono, coloro che sono morti e coloro che devono ancora nascere"). Dimenticare questo, scrisse Scruton – abbandonare costumi e istituzioni – significa "porre gli attuali membri della società in una posizione di dominio dittatoriale su coloro che li hanno preceduti e su coloro che verranno dopo di loro". Scruton sostenne che una nazione e il suo popolo devono avere una relazione più simile a un rapporto di fiducia che a un contratto sociale, e agire come fiduciari per conto dei loro antenati e discendenti.[15]
Scruton definì invece il totalitarismo come l'assenza di qualsiasi vincolo all'autorità centrale, con ogni aspetto della vita che viene reso di competenza del governo. I sostenitori del totalitarismo (che siano comunisti, fascisti o di altro tipo), si nutrono del risentimento, sostiene Scruton, e una volta preso il potere procedono ad abolire le istituzioni – come la legge, la proprietà e la religione – che creano l'autorità: "Per coloro che sono risentiti, sono queste istituzioni la causa della disuguaglianza, e quindi la causa delle loro umiliazioni e dei loro fallimenti". Sostenne che le rivoluzioni non sono condotte dal basso dal popolo, ma dall'alto, in nome del popolo, da un'élite ambiziosa.[16]
Elettore del Partito Conservatore, fu però un critico del liberismo thatcheriano dominante tra gli anni '70 e '90[17], pur ammirando Margaret Thatcher come leader e sostenendola nella guerra delle Falkland.[18] I suoi scritti raramente trattano di economia e sono focalizzati su prospettive conservatrici riguardo a politica, società, cultura e morale. Secondo lui "se esiste un difetto intellettuale deplorevole in assoluto da parte dei conservatori, esso consiste nel ridurre ogni questione di diritto, costituzione, cultura e società a una questione economica".
Eredità e influenza
[modifica | modifica wikitesto]La Roger Scruton Legacy Foundation assegna il Premio Sir Roger Scruton di 50.000 dollari e una medaglia d'argento ogni anno; il primo vincitore è stato Jordan Peterson nel 2022. Il premio viene assegnato da un comitato i cui membri includono Rémi Brague, Léon Krier, Lucy Neville-Rolfe, Ignat Solzhenitsyn e Michael Žantovský.[19]
Scruton è stato citato come una delle principali influenze dalla premier italiana Giorgia Meloni e del suo partito Fratelli d'Italia, e dai politici svedesi Mattias Karlsson e Jimmie Åkesson del partito Democratici Svedesi. La sua filosofia ha influenzato anche il Partito dei Conservatori e dei Riformisti Europei e la destra ungherese: ad esempio il Mathias Corvinus Collegium e l'ex premier Viktor Orbán, mentre a Budapest esiste un caffè a lui intitolato.[11]
Selezione di opere
[modifica | modifica wikitesto]Opere disponibili in traduzione italiana
- Guida filosofica per tipi intelligenti, Raffaello Cortina, 1997
- Manifesto dei conservatori, Raffaello Cortina, 2007
- Gli animali hanno diritti?, Raffaello Cortina, 2008
- Bevo dunque sono. Guida filosofica al vino, Raffaello Cortina, 2010
- Il suicidio dell'Occidente, Le Lettere, 2010
- La bellezza, Vita & Pensiero editore, 2011 ISBN 978-88-343-1919-2
- Il bisogno di nazione, Le Lettere, 2012
- Essere conservatore, D'Ettoris Editori, 2015 (titolo originale: "How to be a Conservative")
- Sulla natura umana, Vita & Pensiero editore, 2018
- Confessioni di un eretico, D'Ettoris, 2018.
- Conoscere la sinistra per evitarla. I pensatori della New Left, Giubilei Regnani, 2026
Onorificenze
[modifica | modifica wikitesto]Britanniche
[modifica | modifica wikitesto]Straniere
[modifica | modifica wikitesto]Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Roger Scruton, A Political Philosophy, 2006, capitolo "Eliot e il conservatorismo" (p. 208)
- ↑ Citato anche in Marcello Veneziani, Imperdonabili, Venezia, 2017, pp. 370-371, ISBN 978-88-317-2858-4
- ↑ Thoughts from a Life: On Modernity, su scruton.org.
- ↑ Totalitarianism at the Crossroads, su foreignaffairs.com.
- ↑ Scruton, Roger, Tally ho! Let the hunt remind us who we are, in The Daily Telegraph, 25 dicembre 2012.
- 1 2 3 Roger Scruton: A pessimist's guide to life, su theguardian.com.
- 1 2 (EN) Roger Scruton: Conservative thinker dies at 75, in BBC News, 12 gennaio 2020.
- ↑ (EN) "Roger Scruton: My 2019", in The Spectator, 21 dicembre 2019.
- ↑ Thoughts from a Life: Scruton and the West, su scruton.org.
- ↑ Roger Scruton, Our Church: A Personal History of the Church of England, 2012
- 1 2 Rise of the young scrutonists, su salisburyreview.com.
- ↑ Thinking for England, su theguardian.com.
- ↑ (EN) Redazione, Green Conservatism, in The Land Magazine, 2012. URL consultato il 22-09-2019.
- ↑ Scruton, Roger. 2004. "Oikophobia." pp. 33–38 in England and the Need for Nations. London: Civitas.
- 1 2 3 4 5 Gentle Regrets, pp. 39-43
- ↑ Arguments for Conservatism, 142–43, 146–47, 150–53.
- ↑ Il significato del conservatorismo: terza edizione (2001), p. 106
- ↑ Garnett, Mark; Hickson, Kevin (19 July 2013). "7 The traditionalists". Conservative thinkers. Manchester University Press. pp. 113–115. doi:10.7765/9781847792990. ISBN 978-1-84779-299-0.
- ↑ Scruton Prize, su scruton.org.
- ↑ The 2016 Queen's Bithday Honours List (PDF), su gov.uk, UK.gov, 10 giugno 2016. URL consultato l'11 giugno 2016.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikiquote contiene citazioni di o su Roger Scruton
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Roger Scruton
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Castigo senza delitto, di R. Scruton, traduzione di un articolo del Telegraph del dicembre 2017 sul tema del garantismo giuridico, a cura di Enrico Di Coste
- (EN) Sito ufficiale, su roger-scruton.com.
- (EN) Opere di Roger Scruton, su Open Library, Internet Archive.
- (EN) Roger Scruton / Roger Scruton (altra versione) (autore), su Goodreads.
- (EN) Roger Scruton (personaggio), su Goodreads.
- (EN) Roger Scruton, su IMDb, IMDb.com.
- (EN) Roger Scruton, su Rotten Tomatoes, Fandango Media, LLC.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 99557480 · ISNI (EN) 0000 0001 2144 9737 · SBN MILV030477 · BAV 495/284602 · Europeana agent/base/151285 · LCCN (EN) n79091909 · GND (DE) 115202633 · BNE (ES) XX1116774 (data) · BNF (FR) cb12298583g (data) · J9U (EN, HE) 987007302539705171 · NSK (HR) 981005762052409366 · NDL (EN, JA) 00455954 · CONOR.SI (SL) 10351459 |
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