"Il Comune di Roma pianta alberi e li lascia morire": arriva un esposto alla Corte dei conti. La replica del Comune di Roma
L'obiettivo del Codacons è accertare "se possano configurarsi sprechi di denaro pubblico a danno della collettività o condotte, anche omissive che abbiano prodotto un danno all’Erario". La replica del Comune: "Percentuale di mancato attecchimento è pari al 10%"
“Il Comune di Roma pianta alberi e non li annaffia, molti sono già morti”. L'allarme arriva dal Codacons, che ha presentato un esposto alla Corte dei conti per accertare “se possano configurarsi sprechi di denaro pubblico a danno della collettività”.
L'accusa: “Molti alberi piantati sono già morti”
Il coordinamento delle associazioni per la tutela dell'ambiente e i diritti dei consumatori punta il dito contro il Comune di Roma che negli ultimi mesi “su impulso diretto del sindaco, ha provveduto alla messa a dimora di numerosi alberi su marciapiedi e aree pubbliche urbane, con finalità dichiarate di riqualificazione ambientale e miglioramento del verde urbano”.
Ma, sostiene il Codacons, molte di questi alberi non avrebbero poi ricevuto le cure necessarie: “Da diverse segnalazioni ricevute risulta che molte piante, dopo la messa a dimora, non siano state successivamente oggetto di alcuna cura, manutenzione o irrigazione da parte degli organi responsabili del Comune, causando la morte o il grave deterioramento di molte di esse in un brevissimo lasso di tempo” è l'accusa.
Una situazione che “oltre a rappresentare un evidente sperpero di denaro pubblico”, continua il Codacons, “potrebbe configurare un potenziale danno erariale considerate le spese sostenute dall’amministrazione per acquisto, trasporto e piantumazione delle alberature, senza contare il disvalore ambientale e una percezione negativa tra i cittadini, oltre al peggioramento del decoro urbano”.
L'esposto alla Corte dei conti
Da qui la scelta di presentare un esposto alla Corte dei conti, in cui si chiede di “accertare se possano configurarsi sprechi di denaro pubblico a danno della collettività o condotte, anche omissive che abbiano prodotto un danno all’Erario. Ciò al fine di fare chiarezza e trasparenza e, quindi, colpire eventuali abusi che dovessero risultare perpetrati e conseguentemente sanzionando i responsabili”.
La replica del Comune di Roma
Dall'assessorato guidato da Sabrina Alfonsi arriva la replica. “L’esposto del Codacons è l’ennesimo atto che viene messo in campo da chi cerca di utilizzare questo tema per sminuire l’attività della Giunta Gualtieri sul verde della città. Attività che invece rivendichiamo con orgoglio”, si legge in una nota che quindi snocciola dei numeri.
“La percentuale media di mancato attecchimento delle nuove alberature”, spiega l'assessorato, “è pari al 10%, che rappresenta il dato standard per le messe a dimora di nuovi alberi in contesti naturali, come ad esempio all'interno dei parchi. Nel caso delle alberature stradali, che vengono inserite in contesti dove le condizioni ambientali sono assai più sfidanti, soprattutto a causa delle elevate temperature prodotte dal traffico e dal riverbero dell’asfalto, i tecnici agronomi considerano di solito “normale” una percentuale di fallanza un po' più alta, pari a circa il 15%”.
“Oggi Roma”, prosegue la nota, “si pone comunque al di sotto di queste soglie, restando complessivamente sotto al 10%, con riferimento agli oltre 30.000 nuovi alberi messi a dimora nelle strade, nelle ville e nei parchi della città da novembre 2021 ad oggi. E questo nonostante una situazione climatica generale che non ci favorisce in questo genere di attività”.
Quindi gli interventi del Comune: “Per quanto riguarda le strade dove abbiamo rimesso a dimora nuove piante, i nostri dati sono ben al di sotto della media nazionale e abbiamo diverse strade dove l'attecchimento è stato pari al 100%, come ad esempio via dei Gracchi, via De Carolis, via Barberini, via XX Settembre, i Pini di Piazza Venezia o i Carpini nei pressi della stazione di Trastevere”.
“Ma, cosa più importante, che evidentemente il Codacons ignora, è il contratto di manutenzione stipulato dal Dipartimento Tutela Ambiente che prevede un percorso di accompagnamento all'attecchimento in cui le Imprese devono garantire l’annaffiamento e il monitoraggio delle piante affidate alla loro responsabilità. E nei casi in cui avvenisse una sostituzione per fallanza, i costi sarebbero totalmente a carico delle imprese con la garanzia di attecchimento di due anni che ripartirebbe da capo nel momento in cui viene rimessa una nuova pianta. Va da sé - dunque - che non c’è alcuno sperpero di denaro pubblico".
“Gli alberi che vengono piantati hanno in media tra i cinque e i dieci anni circa, sono piante che hanno un costo non indifferente e alle ditte non conviene trascurarli e rischiare di doverli acquistare due volte”, conclude la nota. “Poi, com’è ovvio, ci sono anche i casi in cui i disseccamenti si sono verificati, ma in ogni caso tutte le piante verranno sostituite il prossimo autunno. E non per questo smetteremo di piantare nuovi alberi, Roma ne ha bisogno”.