Venzone
| Venzone comune | |
|---|---|
| (IT) Vezone (FUR) Vençon[1] | |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Mauro Valent (lista civica) dal 10-6-2024 |
| Territorio | |
| Coordinate | 46°19′49.12″N 13°08′17.7″E |
| Altitudine | 230 m s.l.m. |
| Superficie | 54,55 km² |
| Abitanti | 1 942[2] (28-2-2026) |
| Densità | 35,6 ab./km² |
| Frazioni | Carnia, Pioverno, Portis |
| Comuni confinanti | Amaro, Bordano, Cavazzo Carnico, Gemona del Friuli, Lusevera, Moggio Udinese, Resia, Resiutta |
| Altre informazioni | |
| Lingue | italiano, friulano |
| Cod. postale | 33010 |
| Prefisso | 0432 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 030131 |
| Cod. catastale | L743 |
| Targa | UD |
| Cl. sismica | zona 1 (sismicità alta)[3] |
| Cl. climatica | zona E, 2 596 GG[4] |
| Nome abitanti | venzonesi |
| Patrono | sant'Andrea |
| Giorno festivo | 30 novembre |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Venzone (in friulano Vençon[5]) è un comune italiano di 1 942 abitanti[2] del Friuli-Venezia Giulia. Dal 1965 è monumento nazionale[N 1][6].
Geografia fisica
[modifica | modifica wikitesto]La cittadina sorge a 230 m s.l.m., alla confluenza di due importanti valli: quella del Tagliamento, che porta in Carnia, e il Canal del Ferro. Parte del territorio comunale è compreso nel parco naturale delle Prealpi Giulie. La cittadina ha un legame molto profondo con le truppe alpine: questa infatti è una terra di tradizionale reclutamento alpino. Inoltre ancor oggi a Venzone, dopo lo scioglimento del 14º Reggimento nel 2005, ha sede l'8º Reggimento Alpini, nella caserma Feruglio. Venzone ha tre frazioni: Carnia, Pioverno e Portis.
Origini del nome
[modifica | modifica wikitesto]La prima attestazione scritta di Venzone si ha nel 923 con la forma, in latino medievale, di Abintione. Nei due secoli successivi sono attestate diverse altre varianti, sempre in latino (Avencione, Auencione, Auenzon, Auentione, Avenzon). Al 1177 risale la prima attestazione di Venzon, quindi con la caduta della "A" iniziale. Si tratta di un fenomeno tipico del friulano che quindi molto probabilmente influenzò anche il latino. Tali forme finirono progressivamente per soppiantare le antiche forme latine con la "A" iniziale, che non sono più attestate a partire dal XIV secolo. Al XIII secolo risale la prima attestazione di Vençon, che è tutt'ora il toponimo friulano. Una forma veneta (Venzón, o anche Vensón) è attestata dal XVI secolo. Secondo diversi studiosi, il toponimo latino in origine era probabilmente il nome dato al torrente che passa a est del paese, oggi noto come Venzonassa in italiano e Vençonasse in friulano (il torrente avrebbe poi a sua volta cambiato nome, derivandolo a sua volta da quello del paese). Il toponimo originario deriverebbe o da una radice prelatina (forse venetica) ǎu̯(e)- o da una radice celtica ǎb- o ǎp-, tutte indicanti l'acqua. Il suffisso -one sarebbe anch'esso di origine celtica.[7]
Nei dialetti sloveni po nasen del Friuli orientale, prevalgono tradizionalmente esonimi derivati dal nome romanzo: Vencon, Venec o Venčon. Queste erano anche le forme slovene standard prevalenti sino alla fine del XIX secolo. Nel 1854 viene attestata per la prima volta dal geografo austro-sloveno Peter Kozler la forma Pušlja Ves (attestata anche nella variante Pušlja vas). Si tratta di un esonimo derivante dal dialetto sloveno windisch parlato in Carinzia e in Val Canale. Nel 1875 il geografo italiano Giovanni Marinelli registra per la prima volta un esonimo slavo simile presente in dialetto resiano: trascritto da Marinelli come Puschevez, già l'anno successivo il linguista polacco Baudouin de Courtenay lo registrò nella forma Púšja Vàs. Da questa forma deriva sia l'odierna forma resiana Pǘšja väs (o Pǘšja vës, ma vi sono altre varianti locali), sia Pušja vas, forma, tutt'ora in uso[8], in sloveno standard, giunta nella lingua letteraria per tramite del geografo sloveno Simon Rutar. Nonostante le prime attestazioni scritte dei toponimi in resiano e in windisch siano recenti, essi hanno un'origine indipendente dal toponimo romanzo e sono in realtà probabilmente molto antichi, risalendo all'epoca dell'insediamento slavo in Friuli nell'Alto Medioevo. Per la loro etimologia lo storico ottocentesco Joseph von Zahn propose una derivazione dalla radice protoslava *pȗstъ, "deserto, abbandonato" e da vȃs, "villaggio" (quindi "villaggio in luogo deserto"). L'interpretazione moderna prevalente vede invece il primo elemento derivare da un antroponimo protoslavo *Puchъ (o *Pušь).[7]
Dal toponimo slavo deriverebbe anche il toponimo tedesco, Peuscheldorf (o Peischeldorf). Venzone era sede di dogana e quindi tappa obbligata di sosta per i mercanti. Inoltre nel Medioevo vi risiedeva stabilmente una comunità germanofona. Le prime attestazioni risalgono al tardo XIII secolo, per poi comparire ininterrottamente in opere pubblicate Oltralpe nei secoli successivi (ma se ne trova notizia anche in opere italiane), sino ancora al XIX e XX secolo. Il toponimo sarebbe derivato, probabilmente ancora prima del 1050, dalla forma slava windisch Pušlja vas, di cui il secondo elemento (vas, villaggio) è stato tradotto (in Dorf), mentre il primo elemento è stato progressivamente adattato foneticamente.[7]
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Le prime menzioni storiche di Venzone sono del 923 e del 1001, quando viene citata in un diploma dell'imperatore Ottone III con il quale si concedeva al patriarca d'Aquileia l'erbatico del Canal del Ferro intendendo con ciò un'ampia zona, di grande valore, coperta di erba, contrariamente alla pianura friulana che in quei tempi contava quasi esclusivamente boschi e paludi. Nel 1258 Glizoio di Mels, diventato signore del luogo, fece iniziare la costruzione delle fortificazioni: fece in modo di avere una doppia cinta muraria circondata da un profondo fossato in cui scorresse l'acqua del torrente; la pianta è di forma esagonale con lati ineguali. Le mura, alte 8 metri e larghe 1,5 erano robustamente ancorate ad un sistema di 15 torri.
Nel 1335 il feudo di Venzone venne ceduto a Giovanni Enrico di Gorizia al quale subentrò il patriarca di Aquileia Bertrando di San Genesio, che l'anno successivo espugnò la cittadina annettendola al Patriarcato. Nel 1351 Venzone passò nuovamente come feudo al duca d'Austria Alberto II e nel 1381 divenne finalmente libera comunità avente voce nel parlamento del Friuli. Nel 1391 con bolla pontificia di papa Bonifacio IX venne nominata parrocchia. Nel 1420 sotto il doge Tommaso Mocenigo passò a far parte, come tutto il Friuli (escluso il Goriziano e Pordenone con il suo circondario), della Repubblica di Venezia. In quel periodo Venzone raggiunse il suo massimo splendore e i suoi abitanti superavano il numero di 2 000.
Nel contesto della guerra della Lega di Cambrai, nel 1509 l'esercito di Massimiliano I d'Asburgo attacca il Friuli da due direttrici, il 5 luglio il capitano Antonio Bidernuccio da Venzone alla testa di 40 uomini tra cittadini di Venzone e militari veneziani insieme al castellano Iacopo Sagredo riuscirono a respingere l'assalto delle truppe di Enrico IV di Brunswick-Lüneburg.
Nel 1797 Venzone venne occupata dalle truppe francesi ma, in seguito al trattato di Campoformio, subentrarono gli austriaci. Nel 1866, in seguito alla terza guerra di indipendenza e al successivo voto plebiscitario, la cittadina fu unita all'Italia. Nel 1965 il Ministero della pubblica istruzione ha proclamato la cittadina monumento nazionale riconoscendone così l'importanza storico-artistica. Anche a causa dell'età avanzata della maggior parte degli edifici, che non avevano subito danni nel corso dei due conflitti mondiali, venne quasi completamente rasa al suolo dal sisma che nel 1976 ha sconvolto il Friuli, ma grazie agli aiuti giunti da tutto il mondo e alla tenacia dei suoi abitanti il paese è risorto ed è oggi un modello della ricostruzione avvenuta in Friuli a seguito del terremoto. Il paese è stato ricostruito il più fedelmente possibile al suo stato pre sisma, ciò è stato possibile grazie alla dedizione del sindaco durante la ricostruzione Fiorenzo Valent.
È iscritto al club privato borghi più belli d'Italia, e nel 2017 è stato eletto "Borgo dei borghi 2017" durante la trasmissione di Rai 3 Alle falde del Kilimangiaro.[9]
Simboli
[modifica | modifica wikitesto]Lo stemma e il gonfalone sono stati riconosciuti con decreto del capo del governo del 21 luglio 1941.[10]
Il gonfalone è un drappo di rosso.[11]
Onorificenze
[modifica | modifica wikitesto]— 12 dicembre 2002[12]
Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica | modifica wikitesto]Monumenti civili
[modifica | modifica wikitesto]- Porta di Sotto
- Porta di San Genesio
- Palazzo Comunale
- Palazzo Orgnani-Martina
- Palazzo Scaligeri
- Palazzo Zinutti
- Le mummie di Venzone appartenenti ad un'epoca compresa tra il XIV ed il XIX secolo, attualmente conservate in un edificio vicino al duomo, tra cui il nobile uomo di Venzone Paolo Marpillero. Il processo di mummificazione non è dovuto all'intervento dell'uomo, ma a cause naturali (temperatura ed umidità adatte, alta presenza di solfato di calcio nel terreno). La popolarità di queste mummie era altissima già nei secoli passati, lo stesso Napoleone volle farne visita nel 1807.

Monumenti religiosi
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- Duomo di Venzone, dedicato a Sant'Andrea Apostolo fu eretto su una preesistente chiesa nel 1308, distrutto dal terremoto del Friuli del 1976 è stato in seguito ricostruito per anastilosi.
- Chiesa di San Giovanni Battista
- Chiesa dei Santi Anna e Giacomo
- Chiesa di Santa Caterina
- Chiesa di Sant'Antonio Abate
- Chiesa di Santa Lucia
- Chiesa di Santa Maria del Carmine
- Chiesa di Santa Chiara
- Chiesa di San Rocco
Aree naturali
[modifica | modifica wikitesto]I boschi e le montagne attorno Venzone sono ricche di fauna selvatica, sono infatti presenti sia la lince sia l'orso, oltre che a ungulati vari, tra cuistambecchi, caprioli e camosci.
L'area protetta (10000 ha) attorno a Venzone (parte del Parco naturale delle Prealpi Giulie), è una delle pochissime zone d'Italia in cui convivono i grandi carnivori (ad eccezione del lupo tuttora assente) un tempo diffusi su tutte le Alpi.
Nella frazione Borgo San Giacomo si trova il Laghetto Pelas.
Società
[modifica | modifica wikitesto]Evoluzione demografica
[modifica | modifica wikitesto]Abitanti censiti[13]

Lingue e dialetti
[modifica | modifica wikitesto]A Venzone, accanto alla lingua italiana, la popolazione utilizza la lingua friulana. Ai sensi della Deliberazione n. 2680 del 3 agosto 2001 della Giunta della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, il Comune è inserito nell'ambito territoriale di tutela della lingua friulana ai fini della applicazione della legge 482/99, della legge regionale 15/96 e della legge regionale 29/2007[14].
La lingua friulana che si parla a Venzone rientra fra le varianti appartenenti al friulano centro-orientale[15].
Cultura
[modifica | modifica wikitesto]Musei
Museo Tiere Motus, in ricordo del devastante terremoto del 6 maggio 1976[16][17]
Museo delle Mummie[18]
Eventi
[modifica | modifica wikitesto]- Festa della zucca. Questa kermesse si svolge dal 1991 il quarto fine settimana di ottobre. Si tratta di una rievocazione storica dove per due giorni all'interno delle mura si torna indietro di qualche secolo, e si possono gustare prodotti a base di zucca nelle varie taverne e bancarelle. Nel 2013 la festa non si è svolta e nel 2014 è stata organizzata una edizione ridimensionata chiamata VenzonEvo. Informazioni sul sito della Proloco Venzone.
Cinema
[modifica | modifica wikitesto]A Venzone e dintorni sono state girate molte scene dei film Addio alle armi di John Huston e Charles Vidor (1957) e La grande guerra di Mario Monicelli (1959). Nel 2018, la piazza dove sorge il municipio, e dintorni, è stata parte del set della trasferta friulana della serie tv Il commissario Montalbano.
Amministrazione
[modifica | modifica wikitesto]Sindaci dal 1995
[modifica | modifica wikitesto]| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 23 aprile 1995 | 13 giugno 1999 | Sergio Cescutti | Centro | Sindaco | |
| 13 giugno 1999 | 13 giugno 2004 | Amedeo Pascolo | Lista civica | Sindaco | |
| 13 giugno 2004 | 7 giugno 2009 | Amedeo Pascolo | Lista civica | Sindaco | |
| 7 giugno 2009 | 25 maggio 2014 | Amedeo Pascolo | Lista civica | Sindaco | |
| 25 maggio 2014 | 26 maggio 2019 | Fabio Di Bernardo | Lista civica | Sindaco | |
| 26 maggio 2019 | 10 giugno 2024 | Amedeo Pascolo | Lista civica | Sindaco | |
| 10 giugno 2024 | in carica | Mauro Valent | Lista civica | Sindaco | |
Gemellaggi
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Piobesi Torinese, dal 1976
Galleria d'immagini
[modifica | modifica wikitesto]- Facciata del Duomo
- L'interno del Duomo
- Il campanile
- Particolare del campanile
- Il Battistero (ex cappella di San Michele) con la cripta delle mummie
- Il palazzo del Municipio
- Scorcio del centro storico
- La piazza del municipio
- Duomo e mura medievali
- Duomo. Interno.
- Mummie di Venzone.
- Il Battistero
Note
[modifica | modifica wikitesto]- Annotazioni
- ↑ D.m. 7 maggio 1965, nella Gazzetta Ufficiale n. 227 del 9 settembre 1965.
- Fonti
- ↑ Toponimo ufficiale in lingua friulana, sancito dal DPReg 016/2014, vedi Toponomastica ufficiale, su arlef.it.
- 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
- ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
- ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
- ↑ toponomastica ufficiale (DPReg 016/2014), su arlef.it.
- ↑ Venzone, su Turismo FVG. URL consultato il 2 novembre 2022.
- 1 2 3 Franco Finco, Venzone, Vençon, Peuscheldorf, Pušja Vas: i vari nomi dell'antica cittadina murata, in A. Di Bernardo - P. Fontanini - F. Stefanutti (a cura di), Atti del XCVIII congresso della Società Filologica Friulana, 2021.
- ↑ (SL) Registro dei beni culturali sloveni, su geohub.gov.si.
- ↑ Borghi d'Italia, il più bello è Venzone: vince il Friuli Venezia Giulia, su la Repubblica, 17 aprile 2017. URL consultato il 2 novembre 2022.
- ↑ Venzone, decreto 1941-07-21 DCG, riconoscimento di stemma e gonfalone, su Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 29 ottobre 2022.
- ↑ Bozzetti di stemma e gonfalone del Comune di Venzone, su ACS, Raccolta dei disegni degli stemmi di comuni e città. URL consultato il 25 settembre 2024.
- ↑ Comune di Venzone, Medaglia d'oro al merito civile, su quirinale.it. URL consultato il 26 ottobre 2023.
- ↑ Dati tratti da:
- Popolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (PDF), su ebiblio.istat.it, ISTAT.
- Popolazione residente per territorio – serie storica, su esploradati.censimentopopolazione.istat.it.
Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
- ↑ Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana., su arlef.it.
- ↑ Lingua e cultura, su arlef.it.
- ↑ Museo Tiere Motus di Venzone, su turismofvg.it.
- ↑ La storia e la memoria del Friuli e dei Friulani, su bordanofarfalle.it.
- ↑ LE MUMMIE DI VENZONE, su venzoneturismo.it.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- VENÇON, XCVIII Congrès, Vençon, ai 17 di Otubar dal 2021, par cure di Aldo Di Bernardo, Paola Fontanini, Fausto Stefanutti, Udine, Società filologica friulana, 2021, ISBN 978-88-7636-360-3
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Venzone
Wikivoyage contiene informazioni turistiche su Venzone
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su comune.venzone.ud.it.
- Venzone, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- Elio Migliorini e Mario Brunetti, VENZONE, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1937.
- Venzóne, su sapere.it, De Agostini.
- Pro loco, su venzoneturismo.it.
- Biblioteca comunale Mistruzzi-Freisinger, su bibliotecadivenzone.it. URL consultato il 6 agosto 2019 (archiviato dall'url originale il 6 marzo 2016).
- Ricostruzione virtuale del centro storico di Venzone (Università di Udine, HCI Lab), su udine3d.uniud.it. URL consultato il 28 febbraio 2020 (archiviato dall'url originale il 23 settembre 2018).
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 167854892 · LCCN (EN) n80084372 · BNF (FR) cb15511629j (data) · J9U (EN, HE) 987007552500005171 |
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