- Volume 1 -
I Signori della terra
E SE GLI DÈI NON FOSSERO ALTRO CHE LA PRIMA BUGIA?
Miti antichi, verità insabbiate e un segreto sepolto sotto la piana di Giza. Il viaggio inizia con “I Signori della Terra”, il primo capitolo della saga.
«Non erano dèi. Erano architetti. E noi siamo il loro più grande, e più pericoloso, esperimento.»
La domanda non è se siamo soli nell’universo. La domanda è: a chi apparteniamo?
(Disponibile in formato eBook, Copertina Flessibile e Rigida)
Un viaggio che vi ispirerà a guardare oltre l’orizzonte conosciuto e alzare lo sguardo al cielo stellato, verso un multiverso di possibilità infinite.
- Volume 2 -
SOPRAVVISSUTI: FUGA DALLA TERRA
LA PRIMA BUGIA È CADUTA. ORA INIZIA LA GUERRA.
Sulla Terra non c’è un posto in cui nascondersi.
«La vera guerra non si combatte tra le stelle. Si combatte nell’anima. Lì dove gli eroi vengono corrotti, i sacrifici generano condanne, e il mostro che credevi di aver sconfitto trova un corpo migliore in cui abitare.»
Benvenuti in “Sopravvissuti: Fuga dalla Terra.” La sopravvivenza è solo un altro nome per l’inferno.
(Disponibile in formato eBook, Copertina Flessibile e Rigida)
Quando alzerete lo sguardo verso il cielo stellato, la prossima volta, non vi chiedo solo di meravigliarvi. Vi chiedo di scegliere da che parte stare.
Perché la guerra per l’anima della creazione è appena cominciata.
- [ EŠ ] -
SFIDANDO L'IRA DEL CREATORE
Nel terzo e ultimo atto della trilogia, ogni dogma crolla. La verità finale riscrive la storia dell’umanità e di ogni razza che popola la galassia.
[ DATA RILASCIO 2026 ]
E in un universo in rovina, qualcuno deve scegliere di restare. Qualcuno, alla fine, dovrà sempre scegliere. Per cosa vale la pena sopravvivere?
Immagini esclusive Estratti dai capitoli Interviste con l'autore E molto altro!
dingir
Frammenti di storie, emozioni e avventure
Estratti da: DINGIR – Vol.1 “I Signori della Terra” – Cap.1 “I Sogni di Jody”
Immersa nel letto disordinato, Jody si contorceva nel sonno, come una foglia in balìa del vento. Era esausta dopo le notti intense passate nel vibrante mondo del night club.
La sua camera, avvolta in un’insolita penombra che contrastava con l’orario, era un vero e proprio caos: bicchieri sporchi, abiti gettati con noncuranza e oggetti dimenticati si accumulavano in un intricato disordine su mobili e moquette ormai vecchi e maleodoranti.
Nonostante le persiane fossero socchiuse, un sottile filo di luce si insinuava nella stanza, fondendosi con l’ombra e regalando un pallido bagliore. L’orologio sul comodino scandiva le 14:58, un orario non convenzionale per dormire, ma Jody era abituata a vivere fuori dagli schemi. La pioggia picchiettava sulla finestra e le gocce scivolavano lentamente sul vetro, creando un’atmosfera malinconica e avvolgente. Sembrava che il tempo stesso si dilatasse, seguendo quel ritmo monotono.
…
In quel sogno, il terrore si diffondeva come un’onda inarrestabile, avvolgendo la folla che correva disperata. Individui di una civiltà avanzata, con gli occhi colmi di paura e i cuori in tumulto, scappavano dall’apocalisse. I loro passi affrettati rimbombavano nel suolo e le loro voci erano un coro di grida angoscianti che si mescolavano all’urlo del vento impetuoso. Una catastrofe era imminente, un destino inesorabile avrebbe stravolto l’esistenza di tutti. La folla si precipitava verso delle maestose piramidi, sperando che i sotterranei di quelle grandiose e solide strutture potessero offrire un rifugio sicuro …
Estratti da: DINGIR – Vol.1 “I Signori della Terra” – Cap.8 “Giza. Operazione ‘Ancient Portal'”
La squadra del colonnello si radunò al campo base, pronta per la missione top-secret “Ancient Portal”. Questo era il nome in codice riportato sulle intestazioni dei documenti classificati che il colonnello stava visionando. Cris, incuriosito, allungò l’occhio e non riuscì a trattenersi dal dare una sbirciata.
«Cos’è “Ancient Portal”?» chiese con voce ansiosa e gli occhi che brillavano di aspettativa.
Il colonnello mise a posto i documenti con un’espressione infastidita. «È il motivo per cui siamo qui, ragazzo. Concentriamoci su come aprire quella porta anziché curiosare» rispose con voce ferma e autoritaria.
«Ma siamo una squadra, no? Dovremmo essere messi al corrente di tutto ciò che c’è da sapere, su cosa si nasconde laggiù» replicò determinato Cris, mentre una linea sottile di disappunto si formava sulla sua fronte.
«Ragazzo, tutto a suo tempo… tutto a suo tempo» tagliò corto il colonnello allontanandosi con passo deciso.
…
Ma ciò che immediatamente catturò l’attenzione della squadra fu l’improvvisa apparizione, sospesa nell’etere come un ologramma, di una straordinaria mappa stellare che si dispiegò di fronte ai loro occhi increduli. Era una mappa vivida e ricca di colori, in cui si delineavano sistemi solari sconosciuti, con pianeti e simboli misteriosi. E tra tutte le meraviglie, c’era anche la Via Lattea. L’astronomo della missione, il dottor Brown, riconobbe istantaneamente la Terra, completamente ricoperta dai ghiacci, sospesa in un’era primordiale risalente a centinaia di migliaia di anni prima. E poi i giganti gassosi Saturno e Giove, riconoscibili tra le innumerevoli sfere celesti. Anche Mercurio e Venere, straordinari nella loro bellezza. L’emozione che pervase i membri della squadra in quel momento fu indescrivibile, come se stessero intraprendendo un viaggio oltre i confini del conosciuto. …
Estratti da: DINGIR – Vol.2 “Sopravvissuti: Fuga dalla Terra” – Cap.1 “Echi d’Impero”
Le ceneri di Giza si erano appena posate, polvere di un inganno che aveva lasciato solo rovine e una fuga disperata.
Era tutto ciò che restava di loro.
Dispersi nel cosmo.
Ciascuno inseguiva il proprio fantasma: un trono, una vendetta, una salvezza.
Un padre.
Nella gelida immensità dello spazio, Enhead premette le mani tremanti contro il vetro freddo dell’oblò. Aggrappata al raro dono della percezione cosmica che l’aveva guidata fin lì, scrutava l’abisso.
Fu allora che lo vide: un puntino solitario sospeso la fuori, una sagoma sperduta contro l’infinito.
Era Jaku. Suo padre.
Un fantasma nell’oscurità, con il braccio destro proteso in avanti come in un ultimo, disperato tentativo di aggrapparsi alla vita. Quel gesto incompiuto, cristallizzato sotto lo sguardo indifferente delle galassie, le squarciò il petto, un collasso di stelle interiori.
Nessun velo cosmico si strappò per lei. L’universo continuava la sua danza eterna di gas e polvere, indifferente.
E lei, l’ultima figlia naturale degli Anunna, erede di un potere antico e pedina in un gioco che l’aveva resa orfana, era inerme. Il suo dono l’aveva condotta fin lì, ma era troppo tardi per salvarlo.
Il dolore fu una supernova, un buco nero che inghiottì tutto.
Non rimase nulla.
Non c’era più aria. Le gambe cedettero. Le mani scivolarono sul vetro senza presa.
Doveva muoversi. Riportarlo indietro….
Estratti da: DINGIR – Vol.2 “Sopravvissuti: Fuga dalla Terra” – Cap.8 “Amore Codificato”
Nella periferia di New York, appena oltre il City Island Bridge, una vecchia barca marciva ormeggiata in una baia dalle acque oleose. L’odore di gasolio e pesce morto. Il tonfo sordo delle onde contro gli pneumatici usati come parabordi. La vernice scrostata. Il legno che cedeva. Nessuno ci faceva più caso, era già un relitto tra i relitti.
A bordo, il caos regnava: rottami di esistenza giacevano sparsi in ogni angolo. L’imbarcazione ondeggiava pigra nella foschia mattutina, attraversata da timidi raggi di sole che filtravano a stento. Bottiglie di birra vuote rotolavano sul pagliolo, seguendo il ritmo lento delle onde.
La voce artificiale di Zora irruppe alle prime luci dell’alba:
«È ora di alzarsi! Le previsioni per City Island indicano cielo coperto e probabili rovesci.»
«Zora, vaffanculo!» Un grugnito graffiato dal sonno.
«Ben svegliato! Allerta arancione nel pomeriggio. Forti precipitazioni in arrivo. Ti auguro una buona giornata.»
«Perfetto, mi ci voleva proprio una giornata di merda.» Utu si sollevò a fatica dal letto fatiscente con ancora la lingua impastata dall’alcol della notte prima, un odioso sapore ferroso in bocca. I dolori di Giza pulsavano instancabili, con martellate alle ossa che non gli davano tregua.
L’imbarcazione oscillava, cullando le vite spezzate che popolavano la sua mente millenaria, un museo di fallimenti. L’odore acre di salsedine e muffa gli aggredì lo stomaco. Nelle orecchie rimbombava ancora quel boato che aveva sepolto i suoi uomini nelle sabbie d’Egitto.
«Ah, questo fottuto fischio nella testa!» Serrò la mascella, il dolore che gli perforava il cranio.
Si massaggiò le tempie con le mani segnate da antiche storie di sangue…
Novità dal Blog
Fantascienza o realtà: Barbara Marchand racconta DINGIR.
Ci sono recensioni, e poi ci sono persone che capiscono esattamente l’anima di quello che hai scritto.Nel mondo dell’informazione non convenzionale, Border Nights è da sempre un faro per…
Enhead. L’arma che inganna le stelle.
L’ULTIMA FIGLIA DEGLI ANUNNA Se immaginate le armi di distruzione di massa come incrociatori carichi di disgregatori, non avete ancora capito come si combatte la vera…

Sergio Palermo
Scrivo storie che nascono dove la scienza incontra il mito. Sono musicista, autodidatta in archeologia e tecnologia, e da sempre ossessionato dalle domande che la storia ufficiale preferisce non fare: chi ci ha progettati? Perché? E cosa succede quando l'esperimento si ribella? Da queste domande è nata la saga DINGIR. Un viaggio tra le sabbie di Giza e le rotte stellari, dove le tavolette sumere parlano una lingua che non avremmo mai dovuto decifrare.
contatta l'autore
- Hai una teoria su un certo evento del libro?
- Vuoi approfondire la storia di un personaggio secondario?
- Semplicemente curioso di conoscere l'autore e la sua ispirazione?
- Qualunque sia la tua ragione, saremo felici di leggere il tuo messaggio e rispondere alle tue domande.
- Compila il modulo di contatto o lascia un commento sul blog. Non vediamo l'ora di sentirti!
- P.S. Se hai apprezzato il libro, lascia una recensione su Amazon! Grazie per aver letto "DINGIR"!


