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Visualizzazione post con etichetta critica. Mostra tutti i post
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mercoledì 11 settembre 2013

nel nuovo numero di “alfabeta”, ora in edicola

In questo numero di “alfabeta2″, pagine dedicate a EX.IT – Materiali fuori contesto (Albinea, aprile 2013) e Poesia13 – Cantiere aperto di ricerca letteraria (Rieti, maggio 2013).
Nel dossier, testi critici di Andrea Inglese, Marco Giovenale, Massimiliano Manganelli, Andrea Cortellessa, Cetta Petrollo Pagliarani. Prose e poesie di Gherardo Bortolotti, Simona Menicocci, Luigi Severi, Fabio Teti, Alessandro Broggi (per EX.IT) e Maria Grazia Calandrone, Alessandra Cava, Renata Morresi, Laura Pugno, Sara Ventroni (per Poesia13).

lunedì 2 settembre 2013

Jim Leftwich e la “Pansemic Playhouse”

In questi anni recenti, oltre a lavorare in numerosi ambiti verbovisivi, e ovviamente nelle aree della poesia concreta e visiva, del glitch, della fotografia, del collage e della mail-art, Jim Leftwich ha ospitato materiali altrui, organizzando veri e propri archivi in rete, tutti o quasi tutti legati ai molti blog a cui collabora, ma soprattutto alle sue pagine http://www.flickr.com/photos/textimagepoetry/ e http://textimagepoem.blogspot.com e ai vari festival e iniziative (collab fests, o marginal arts festivals) di arte e di scritture sperimentali ai quali ha preso parte, a Roanoke (Virginia), la città in cui vive.

L'accumulo di materiali, altrui e propri, che questi anni di lavoro (e i precedenti) hanno portato è impressionante. Molti – degli anni 2005-07 – sono archiviati in un’apposita pagina allestita grazie a John M. Bennett dalla Ohio State University: http://library.osu.edu/finding-aids/rarebooks/TextImagePoemArchive.php.

Molti altri, specificamente di Leftwich, sono spread all over the world, diffusi ovunque nel mondo sia in forma cartacea (spedizioni, invii) sia in blog e siti i più diversi. Anche una superficiale ricognizione su google testimonierà della straordinaria diffusione di opere di Leftwich, o di sue collaborazioni (collab works).

Da circa due anni, da luglio 2011 ad oggi, anche con periodi in cui l'attività di postaggio è quantitativamente minore, Jim Leftwich sta inoltre pubblicando sul suo già ricchissimo e generoso spazio flickr una serie intitolata Pansemic Playhouse. Si può prendere visione dei vari “set” che la compongono a partire dalla pagina citata sopra:


Una playhouse è una casa giocattolo, una casa dei giochi. Nel progetto e idea di una simile casa “pansemantica” molti elementi assai felicemente e positivamente convergono. Per ragionarne, direi di tenere presente sullo sfondo, come elemento differenziale, l'orizzonte della “asemic writing”, ossia della scrittura asemantica. Leftwich, per altro, è stato uno dei primi statunitensi a occuparsi di asemic writing in maniera sistematica, a partire dagli ultimi anni del Novecento (in colloquio con John Byrum e Tim Gaze).

In Pansemic Playhouse, al contrario che nella scrittura asemantica, e – davvero – in rapporto differenziale netto con questa, Leftwich espone/sovraespone, accumula e moltiplica immagini e materiali anche casualissimi (classico e ritornante è lo scatto assolutamente random da cellulare) in cui tutto è semantico, tutto acquista un rilievo di senso, in qualche modo. E, questo, non volontaristicamente, ma come una sorta di emersione (data per oggettiva anche se conscia del fatto che oggettiva non sarà mai) dell’evidenza di senso di ogni nostra percezione. (Insisto: a specchio e differenza dei percorsi asemantici di alcuni segni grafici).

Leftwich è perfettamente cosciente del 'brutto' e del 'non riuscito' in alcuni scatti e immagini, ma quel che a lui interessa è il versante 'costruttivo' dello sguardo stesso di chi apre immagini e sequenze. Al centro del meticoloso progetto di una casa/catasta pansemantica sta insomma un’idea legata all’affioramento non casuale ma quasi cronometrico, prevedibile, inevitabile, di un costante microrilievo di senso, una traccia aggiunta possibile, che sta dunque proprio al fondo di ogni – veramente ogni – cosa ed esperienza). (Tutto ciò ha in parte anche interessanti – pur se non inediti – risvolti etici).

Il progetto di flusso visivo che conserva numerose versioni di uno stesso frame è in fondo analogo al sistema di varianti moltiplicate (e variazioni non necessariamente infinitesimali) apprezzabile nel vasto progetto testuale – e visivo – di Six Months Ain’t No Sentence, per adesso diviso in 50 libri gratuitamente scaricabili dall’indirizzo differxhost seguente: https://app.box.com/s/l76xlrg78e5s8evbi4c4. Altro tassello del colossale lavoro di sperimentazione di Leftwich.


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alcuni link aggiornati:
http://jimleftwichtextimagepoem.blogspot.it/2013/09/pansemic-playhouse-1-600-jim-leftwich.html
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sabato 5 gennaio 2013

il 2012 di gammm


______________2012______________________________________________________________________________
- vincenzo agnetti. da “progetto per un amleto politico”. 1973 [30-08-2012 .it]
- mariasole ariottrittico della letteratura italiana. 2012 [02-11-2012 .it]
- mariasole ariotcronologia d’agosto. 2012 [13-12-2012 .it]
- samuel beckett. da “molloy”. 1947-1948 [13-09-2012 .it]
- samuel beckett. da “l’innominabile”. 1949-1950 [04-10-2012 .it]
- samuel beckett. da “l’innominabile”, II. 1949-1950 [08-11-2012 .it]
- mel bochnerlanguage is not transparent. 1969 [31-05-2012]
- gherardo bortolottinon è un problema di artigianato. 2010 [05-04-2012 .it]
- william burroughs“vuol dire quello che vedete effettivamente” [20-12-2012 .it]
- roberto cavalleramoris dante. 2012 [28-03-2012 .it]
- guy-ernest debordebook: urla in favore di sade. 1952 [05-01-2012 .fr / .it]
- maya derenmeshes of the afternoon. 1943 [07-06-2012]
- gabrielle de vietricaptcha. 2011 [21-06-2012]
- jean dubuffetprospère, prolifère. 1961 [20-09-2012]
- giovanni duminucoun’idea di crisi, #1. 2012 [06-12-2012 .it]
- franco fortinirifiutare l’ideologia della non ideologia. 1983 [19-07-2012 .it]
- gilles furtwänglerdoor to beach at 50 m. 2011 [16-02-2012 .fr / .it]
- günter grassindice de “la ratta”. 1986 [26-04-2012 .it]
- alberto grifi, gianfranco baruchellola verifica incerta. 1964-65 [27-12-2012]
- juan alemán hernandez. bajar una escalera. 2011 [26-01-2012]
- juan alemán hernandezclasificación. 2011 [03-05-2012]
- juan alemán hernandezpasos. 2011 [05-07-2012]
- fabio lapianagramma 1. 2011 [19-01-2012]
- serse luigettilogorhythm. 2009-11 [02-08-2012]
- walter marchettizimmerfrei / songs for john cage. 2010 [23-02-2012 .it]
- michele carlo mariil debito. 2011 [12-01-2012 .it]
- joseph mooregysin permutations software. 2010 [18-10-2012 .en]
- friedrich wilhelm murnaunosferatu, eine symphonie des grauens. 1922 [09-08-2012]
- magdalo mussiotre frammenti da “chiarevalli monodico”. 1963-1986 [16-08-2012 .it]
- akihiro nagashimainvaders in tokyo. 2011 [10-05-2012]
- elio pagliarani. da la sintassi e i generi. 1959 [13-03-2012 .it]
- giuseppe pariniappunti per il «vespro» e la «notte» [18-03-2012 .it]
- giuseppe pellegrinorilegato a frase. 2012 [15-11-2012 .it]
- bob perelmancina. 1981 [17-05-2012 .it]
- nicola ponziomonocromi (una storia del bianco). 2011 [02-02-2012 .it]
- nicola ponziolow movie. 2005-12 [28-06-2012]
- antonio portaebook: partita. 1967 [31-03-2012 .it]
- davide raccaausflug an die frische luft. 2012 [26-07-2012]
- lieko shiganine photographs from “canary”. 2007 [23-03-2012]
- sergio soda starcomponibile gaudio. 2008 [01-10-2012 .it]
- aldo tambelliniblack tv. 1968 [13-02-2012]
- christophe tarkos. j’ai un problème [25-10-2012 .fr]
:
…and more:
philippe parreno [09-02-2012], patrick playter hartigan: opeb [01-03-2012], massimo sannelli [08-03-2012],  ark codex [11-04-2012], the music animation machine [19-04-2012], m. zaffarano legge e.hocquard [24-05-2012], g.penone: didascalia [14-06-2012], m.pistoletto: didascalia [12-07-2012], mg e mg e mz: trilogia di montericco [23-08-2012], daniel pflumm [06-09-2012], nick payumo [27-09-2012], sean landers [15-10-2012],christian boltanski [01-11-2012], vincenzo ostuni: opeb [05-11-2012], rosaire appel [22-11-2012]

giovedì 21 giugno 2012

Riccardo Cavallo su Marco Giovenale

Sarà stato mg il miglior fabbro della nascente postlirica italiana,ottima domanda per chi volesse avviare note di lettura su in rebus,questo il titolo esposto in copertina,non un libro che parla di chambres des merveilles o le rappresenta,vuoi per descrizione o mimesi,ma le produce,e parla da queste rimarcando la domanda lacaniana fuorimoda che recita:da dove parli?-la schematica nota di Balestrini potrebbe indurre a credere,in chi non leggesse l’opus, che si tratti dell’ennesima folie Baudelaire,e ovviamente Benjamin e Debord impostata sull’immane raccolta di merci
e sulla spettralità di queste,ma c’è dell’altro,ed è l’inaudita possibilità che tutto ciò,l’infinita e travolgente fantasmagoria dell’esserci delle cose e dell’esser noi cose nelle cose,si ponga come materiale poetico,capace di inventare quindi il lettore,come pare accada in certi progetti concettuali,procedurali,e nella prosa in prosa;qui però la presenza di strategie metrico-sintattiche assai avvertite fa in modo che il punto di incontro si collochi dentro la poesia.Sconsigliabile dimenticarsi che mg abbia tradotto John Ashbery e Emily Dickinson insieme ponendosi fra i maggiori cultori della sperimentazione asemantica,dell’action e della loose writing:Sono remoti(rimossi) i marcatori del poetico quali si è abituati a trovarne nei cascami del mito modernismo e nelle lallazioni del neolirichese,ma non se ne sente la mancanza.Per me arduo,non so quanto pertinente non richiamarmi a certa de narrazione alla Mark Strand o,su altri versanti,alla Francis Ponge.Leggo nella poesia e tento di decifrare(come diceva Lezama).(Ogni bellezza è una festa e la sua intenzione è la generosità,aggiunge Borges).E serva a rammentare che qui,non solo sul piano (uno strato o livello irrinunciabile,comunque) dell’estetica letteraria è di bellezza che si espone la natura prima ed ultima della cosa.Una lettura della ininterrotta esegesi che fece Garroni della terza critica aiuterebbe moltissimo,nell’attuale temperìe di ontologie spicciole e grossolane e di richiami e ritorni ad un’ordine definitivamente tramontato:

lunedì 16 gennaio 2012

°critico per eexxiitt / antonio loreto su gherardo bortolotti


Per vivere molto, bisogna
vivere la vita altrui.
(C. Dossi, Note azzurre, 68)
opinioni differenti circa l’azzurro.
(G. Bortolotti, Tracce, 10635)
Il dinamico lavoro letterario di Gherardo Bortolotti, iniziato in rete una decina di anni fa e tuttora online[1], si concede di tanto in tanto qualche istantanea, di stabilirsi cioè nella forma del libro, come quando nel 2008 viene autoprodotto l’e-book Tracce, che trascrive i post pubblicati pressoché giornalmente dal luglio 2005 al settembre 2008 sul blog Canopo. La pagina si offre come una successione di brevi frasi perlopiù prive di autonomia sintattica[2] (ché di una frase di tal fatta consisteva il singolo post) progressivamente numerate a partire da 10067. Quelle che seguono rappresentano qualche caso esemplificativo:
10079. donne che attraversavano, come amazzoni, il mio campo visivo.
10442. guy debord.
10568. la realtà, i suoi operatori autorizzati.
10676. evergreen concettuali, standard di pensiero buoni per ogni occasione, come: «è colpa loro», «se potessi fare quello che voglio», «non meritavo di soffrire».[3]
Un linguaggio insolito per le lettere italiane, come si vedrà, che tuttavia rimanda – prima che ad altri più o meno recenti, in particolare di lingua inglese[4] – a un modello nostrano di un secolo, un secolo e mezzo fa, mostrando una somiglianza formale piuttosto sicura con qualche non rarissima nota azzurra di Carlo Dossi, di quelle che si sottraggono al predicato diaristico da una parte e aforistico dall’altra, risparmiando al lettore sia vicende strettamente particolari sia pretese di sapienze universali (con il loro valore di verità), per rimanere constatazioni, annotazioni, essenziali appunti di lettura e di scrittura ad uso dell’autore:
169. Frasi stereotipate, tempo edace – humida nox – fulva harena –
334. Il terribile umorismo di Macchiavelli.
4508. orgie di studio dalle quali mi alzavo esaurito.
5687. La letteratura, il romanzo cinetografico dello Zola.[5]