Lo Spazio non è (più) bene comune, ma luogo di potenziale conflitto. I potenziali colli di bottiglia sopra la Terra. La competizione per il controllo dell'orbita bassa è già iniziata ed è nelle mani dei privati. Usa e Cina corrono, l’Ue insegue. La rivoluzione nelle Telecom europee.
Con l’indebolimento dell’asse Iran-Hezbollah, nel settentrione del paese ci si muove per ridefinire gli equilibri nel Mediterraneo orientale. Aeroporto, progetti marittimi e ferroviari gli strumenti del rilancio economico. Il rischio è che rimangano solo simboli. La competizione tra potenze regionali.
La frenesia comunicativa offusca il pensiero. La personalizzazione dello scontro nella frattura transatlantica contribuisce al rischio di portarci in guerra. Mantenere la calma non può significare ridursi ad attendere, senza vedere il pericolo per la Penisola della saldatura tra i conflitti dei quadranti Est e Sud-Est.
Sanità pubblica e istruzione erano i fiori all’occhiello della nazione, ora non valgono più nulla. Il sogno di uguaglianza sociale è andato in fumo. I padroni della rivoluzione riconoscano il fallimento e aprano al cambiamento prima che sia troppo tardi. L’appello di un autore cubano per la rinascita dell’Isla Grande.
Turchi e israeliani promuovono due visioni opposte per Damasco: Stato unitario l’una, frammentazione l’altra. A livello diplomatico e sul terreno sta prevalendo la linea unificante. La guerra all’Iran indebolisce lo Stato ebraico e rafforza Erdoğan.
La rubrica "Le mappe parlanti" di Laura Canali per scoprire tutti i dettagli delle cartine. Questa puntata attraversa la Striscia di Gaza, dalla "Linea Gialla" alla nuova "Linea Arancione" che restringe lo spazio accessibile ai palestinesi, fino ai tunnel già citati nell’antico assedio di Alessandro Magno.
Puntata dedicata a Gerusalemme, territorio frammentato e dal grande valore identitario tanto per gli israeliani quanto per i palestinesi. Qui Linea verde, barriere, checkpoint e municipalità sovrapposte separano la parte Ovest da quella Est e rendono sempre più remota l’ipotesi di una capitale palestinese.
Dentro Israele c’è una società nella società che rifiuta la leva e nega persino il diritto a esistere dello Stato ebraico. E che potrebbe far cadere Bibi, dopo averlo appoggiato per anni. La differenza tra haredim e sionisti religiosi. Integrazione chiama radicalizzazione.
Dentro la geografia dell’oro blu israeliano. Monte Hermon, Giordano e Lago di Tiberiade sono i pilastri della sicurezza idrica dello Stato ebraico, che di fatto controlla le quote acquifere dei palestinesi. Gli impianti di desalinizzazione, infrastrutture cruciali ma vulnerabili.
Netanyahu vuole federare Israele, Grecia, Cipro, India e arabi del Golfo contro la Turchia. La collaborazione tecnologica e infrastrutturale è fattibile, ma l’allineamento strategico va ancora negoziato. Le cinque sfide che attendono lo Stato ebraico.
Scissione interiore e crisi della salute mentale nella popolazione ebraico-israeliana. Il 7 ottobre ha risvegliato la vulnerabilità di un popolo traumatizzato. Quando una soldatessa parla di OnlyFans e di bambini palestinesi uccisi nella stessa conversazione.
Trump, Putin e Netanyahu affrontano conflitti che rischiano di trasformarsi in sconfitte politiche prima ancora che militari. Per tutti e tre la posta in gioco strategica è la tenuta della loro credibilità. Prepariamoci alle campagne di disinformazione.
La vicenda libica dimostra la consapevolezza degli obiettivi di Ankara. Erdoğan punta a riunire le Libie e a legittimare l'iniziativa della Patria Blu attraverso la difesa dell'accordo marittimo del 2019 e il riconoscimento da parte di Tobruk. Il ruolo decisivo di Usa, Egitto e Italia.
Il presidente dell'Ucraina ha pubblicato una lettera aperta indirizzata al leader della Federazione Russa per porre fine al conflitto armato che insanguina i due paesi. I toni sono tuttaltro che generosi, ma i contenuti hanno catturato l'attenzione del Cremlino. Il nodo dei territori occupati dai russi. Prevale la stanchezza da guerra.
Dalle origini uraliche dei magiari al regno degli Árpád. Trianon e il Novecento ne riducono lo spazio politico senza spezzarne la continuità culturale. Il futuro passa dall’integrazione regionale e dai rapporti di buon vicinato, non dal revisionismo territoriale.
Termina l'èra di Orbán dopo sedici anni, ma il ricambio politico non implica una rottura netta. Il nuovo governo promette un riavvicinamento all’Ue, ma eredita dipendenza energetica dalla Russia e legami economici difficili da sciogliere con la Cina. Il complicato rapporto con l’Ucraina.
Dalle Ande all’Europa, il tubero che ha sfamato popoli e sostenuto imperi. I sovrani ne intuiscono il valore strategico e ne impongono la coltivazione, in America diventa simbolo del consumo globale. La grande carestia e le coffin ships irlandesi. Oggi guerre e crisi lo confermano cibo essenziale per la sopravvivenza.
Introdotto in Inghilterra nel Seicento, si trasforma in simbolo e identità nazionale a discapito del caffè delle potenze rivali. L’epopea del Cutty Sark. Come l’avvento di Lipton cambia il mercato. Sempre prodotto nel Sud Globale, oggi è controllato da grandi multinazionali.
L’inizio della produzione del distillato e la sua diffusione in America. Con l’impero britannico diventa strumento di controllo diretto del territorio. Oggi è in mano alle multinazionali e tra dazi e accordi commerciali rimane indicatore dei rapporti tra Nord e Sud globale.
Divenuta prima potenza globale, gli Stati Uniti si accorgono di non voler ricoprirne il ruolo. La crisi d’identità devasta la nazione, segna la fine della sua egemonia e rende gli Usa depressi e inaffidabili. Pessima notizia per noi. All'impero del Numero Uno mancavano limes e cultura intesa come vocazione a regere imperio populos.
Washington e Pechino non si contendono solo lo Spazio, ma il modo stesso di narrarlo. Dietro le retoriche universalista e nazionalista, la Luna torna terreno di competizione geopolitica e militare. Servono regole comuni prima che il Cosmo venga privatizzato.
Il vertice Trump-Xi sancisce la parità formale tra i due colossi e ne evidenzia il gap culturale. L’ambiguità su Taiwan serve a evitare la catastrofe, ma intanto gli alleati asiatici ed europei dell’America si riarmano. Una nuova Jalta è impossibile senza prima una guerra.
Tokyo vuole potenziare le sue capacità belliche nel timore che la crisi americana e la distensione tra Washington e Pechino agevolino l’assorbimento di Taiwan da parte della Repubblica Popolare. Le riforme, l’ombra della Bomba e la costituzione pacifista al centro del dibattito nipponico.
Roma approfitta di una nuova tensione nei rapporti tra Algeri e Parigi. Gas, investimenti, immigrazione e cooperazione industriale trainano la relazione. La Penisola diventa partner privilegiato del paese africano e punta ad accrescere il proprio peso nel Mediterraneo.
La sconfitta contro l’Iran segnala che gli Stati Uniti non assicurano più la libera navigazione dei colli di bottiglia. L’impatto per l’Italia è strategico e di segno negativo, vista la nostra dipendenza dai choke points mediterranei. Nel Medioceano manca un egemone, ma la Turchia è in ascesa. La variabile Israele.
La terza esclusione consecutiva dai mondiali va oltre il fallimento sportivo. Il calcio è oggi un linguaggio universale che plasma identità e potere. In continua espansione e trasformazione sotto la spinta della finanza, noi perdiamo centralità nel nostro stesso mito.
Lo studio delle Idf sulle passate invasioni del vicino settentrionale illumina il conflitto odierno contro Hezbollah. Le lezioni del passato guidano l’avanzata nel Sud del paese dei Cedri e ne mostrano i limiti. L'annientamento del Partito di Dio non è un esito probabile.
L’apertura di corridoi terrestri verso l’Iran conferma la storica strategia del paese: sfruttare le contraddizioni altrui. Il Balucistan usato come valvola. Washington tollera, tra contenimento e calcolo. Nelle dinamiche dell'area Islamabad resta indispensabile e inaffidabile.
Il primo ministro israeliano vuole un’intelligence che assecondi la sua guerra permanente. Dunque mette a capo dei servizi soggetti inesperti ma a lui fedeli. Chi sono e cosa hanno in comune David Zini e Roman Gofman. E perché le loro mancanze li rendono perfetti per il ruolo assegnato.
Il paese abbandona l’organizzazione nel pieno della crisi del Golfo e della tensione energetica globale. Divergenze economiche con gli altri produttori e rivalità con l'Arabia Saudita le cause maggiori. La guerra ridefinisce il quadro della sicurezza di Abu Dhabi, che punta alla cooperazione con l'Ucraina.
All'indomani del fragile e già compromesso cessate-il-fuoco raggiunto tra Stati Uniti e Repubblica Islamica, una giornalista iraniana racconta a Limes i primi cinque giorni del conflitto.
A Teheran i guardiani della rivoluzione controllano tutto, anche grazie alle sanzioni occidentali. L’elezione di Mojtaba Khamenei a Guida suprema certifica il loro dominio sugli ayatollah. Le differenze con i basiji. Il futuro dell’Iran non è liberale.
Catene montuose, profondità strategica e infrastrutture nascoste rendono complesso un conflitto via terra. La superiorità aerea di Usa e Israele fatica contro un sistema disperso e invisibile. Senza cambio di regime, lo scenario più plausibile è la destabilizzazione prolungata del paese.
The Donald si è convinto che un successo in Iran potrebbe rilanciarlo in patria. I tre scenari (più uno) della guerra. Re Bibi ha bisogno dello scontro permanente e del Nemico per mantenere gli Usa nella regione. Con l’atteggiamento ambiguo delle petromonarchie Ankara si conferma unica grande potenza dell’area.
La rubrica "Le mappe parlanti" di Laura Canali per scoprire tutti i dettagli delle cartine. Questa puntata attraversa la Striscia di Gaza, dalla "Linea Gialla" alla nuova "Linea Arancione" che restringe lo spazio accessibile ai palestinesi, fino ai tunnel già citati nell’antico assedio di Alessandro Magno.
La rubrica "Le mappe parlanti" di Laura Canali per scoprire tutti i dettagli delle cartine. Questa puntata è dedicata all'espansione territoriale americana avvenuta attraverso l'acquisto di territori come la Louisiana e l'Alaska. Acquisizioni che hanno permesso agli Stati Uniti di connettere il cuore del paese con le rotte oceaniche.
La rubrica "Le mappe parlanti" di Laura Canali per scoprire tutti i dettagli delle cartine. Questa puntata è dedicata al Golfo Persico/Arabico e al complesso sistema di porti, giacimenti e infrastrutture energetiche in prossimità dello strategico Stretto di Hormuz dove si concentrano le conseguenze della campagna bellica di Stati Uniti e Israele contro la Repubblica Islamica.
La rubrica "Le mappe parlanti" di Laura Canali per scoprire tutti i dettagli delle cartine. Questa puntata è dedicata all’Egitto e ai suoi progetti idrici nel deserto, tra New Delta Project e Toshka, per creare nuove terre agricole. Un’ambizione che si confronta con limiti strutturali: scarsità d’acqua, costi elevati e fragilità del territorio.