Tianshui
| Tianshui città-prefettura | |
|---|---|
| (ZH) 天水 | |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Provincia | Gansu |
| Territorio | |
| Coordinate | 34°34′33.6″N 105°42′32.4″E |
| Altitudine | 1 171 m s.l.m. |
| Superficie | 14 359 km² |
| Abitanti | 3 262 500 (2010) |
| Densità | 227,21 ab./km² |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 741000 |
| Prefisso | +86 (0)938 |
| Fuso orario | UTC+8 |
| Codice UNS | 62 05 |
| Targa | 甘E |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Tianshui (cinese: 天水; pinyin: Tiānshuǐ) è una città-prefettura della Cina nella provincia del Gansu, lungo il corso del fiume Wei.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]La città fu la prima tappa della via della seta all'interno del Gansu[1] ed ebbe sempre un ruolo centrale nella tratta che collegava Xi'an a Lanzhou. Diverse fonti indicano le rive del fiume Wei come la culla della civiltà cinese. L'area di Tianshui infatti è abitata fin dal Neolitico e può essere considerata a pieno titolo il cuore della Cina preistorica.[2]
Originariamente chiamata Kuei, Tianshui assunse svariati nomi nel corso della storia: la dinastia Han la conosceva come Kuei Xien, mentre la dinastia Song la ribattezzò Cheng Chi Xien. Venne conquistata dai tibetani nel 763 d.C. e riconquistata dai cinesi solo nell'845 d.C. Successivamente passò sotto il dominio dei Tangut e degli Jurchen, e infine venne conquistata dai Mongoli. Per quanto fosse un importante centro del Buddismo, nell'area si diffuse gradualmente anche l'Islam, almeno fino alla ribellione del 1864-75. La tenace riconquista di Tianshui da parte dell'impero cinese durante l'avanzata verso ovest pose definitivamente fine al dominio islamico nella zona.[2]
Oggi Tianshui è una città industriale specializzata nella produzione di tessuti e mobili.[2]
Monumenti e luoghi di interesse
[modifica | modifica wikitesto]A 35 km a sudest di Tianshui si trovano le grotte di Maijishan, il quarto complesso di grotte buddiste più grande della nazione dopo le grotte di Yungang a Datong, le grotte di Longmen a Luoyang e le grotte di Mogao a Dunhuang. Il complesso è situato su una collina rossa e consiste di 194 grotte con oltre 7000 statue di argilla e pietra e 1300 metri quadrati di dipinti murali.[1]
Tianshui è anche la patria di Fu Xi, uno dei leggendari tre augusti, a cui è stato dedicato l'omonimo tempio costruito durante la dinastia Ming. Oltre al tempio in sé, la struttura ospita anche un piccolo museo, nonché l'unica statua di tutta la Cina ritraente Fu Xi.[2] Presso questo tempio si tiene annualmente il Festival della cultura di Fu Xi nel tredicesimo giorno del quinto mese lunare del calendario cinese.[3]
Non lontano dal tempio di Fu Xi si trova il tempio di Yuquan, detto anche Tempio della sorgente di giada, che consiste di svariati padiglioni. Originariamente costruito durante la dinastia Yuan, subì dei rifacimenti durante la dinastia Ming. Molti degli edifici furono requisiti o distrutti dai militari durante la rivoluzione culturale, e al suo interno si trovano ancora delle caserme. Appena fuori dal complesso si trova la sorgente che fornisce ancora acqua ai monaci che vi abitano.[4]
Il tempio di Nanguo risale al V secolo d.C. e ospita le statue di un Buddha sorridente e del poeta Du Fu, oltre a svariati alberi secolari.[4]
A 75 km da Tianshui si trova Qishanbao (祁山堡), sede del quartier generale del famoso comandante Zhuge Liang quando guidò l'esercito del Regno Shu all'attacco del regno Cao Wei intorno al 228 d.C. Qui venne costruito un santuario a lui dedicato, il tempio di Zhuge Wuhou (诸葛武侯祠S, Zhū gé wǔ hóu cíP), che si compone di oltre venti sale con le statue di Zhuge e del generale del Regno Shu Guan Yu.[3]
Cultura
[modifica | modifica wikitesto]Cucina
[modifica | modifica wikitesto]Alcune specialità di Tianshui sono i guokui di Zhangjiachuan e la zuppa di pancetta di Qin'an. Tra i cultivar locali si menzionano la mela Huaniu e le pesche di Qin'an.[3]
Geografia antropica
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Suddivisioni amministrative
[modifica | modifica wikitesto]La prefettura amministra due distretti, quattro contee e una contea autonoma:
Economia
[modifica | modifica wikitesto]Tianshui è la seconda città più grande del Gansu dopo Lanzhou e gode di una certa importanza sia dal punto di vista industriale che commerciale. In merito alla produzione artigianale si annoverano paraventi in lacca intagliata e mobili intarsiati con pietre semipreziose, nonché tappeti di seta.[5]
Sulle colline attorno alla città vi sono considerevoli riserve di oro.[2]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 4 5 Streatfeild, p. 217.
- 1 2 3 (EN) Huang Lisha e Zhang Qingning, A Southern China in the North, in Beijing Today, 28 febbraio 2003, p. 15. URL consultato il 7 ottobre 2026.
- 1 2 Streatfeild, p. 218.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Judy Bonavia, Wu Qi e William Lindesay, The Silk Road: from Xi'an to Kashgar, Hong Kong, Odyssey, 2002, ISBN 978-962-217-693-5.
- (EN) Dominic Streatfeild, Silk route by rail, Trailblazer Publications, 1993.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su tianshui.gov.cn.
- (EN) Tianshui, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
| Controllo di autorità | GND (DE) 6143817-0 · J9U (EN, HE) 987007557362105171 |
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