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giovedì 26 gennaio 2017

E POI DOPO LA SPERIMENTAZIONE?

Sperimentare è sicuramente una delle cose più importanti del Metodo Bruno Munari®. Si sperimenta per fare nuove scoperte. Scoperte di una tecnica, un materiale o uno strumento. La sperimentazione è quella parte del laboratorio nella quale si ha la possibilità di "fare senza pensare" secondo il proprio modo di essere. Si è liberi. Si sperimenta per raccogliere dati. Si sperimenta per capire.
Una sperimentazione può anche però essere vincolata da regole, ma queste ultime sono fatte anche per essere trasgredite. Ci può essere una logica nello sperimentare, ma può anche non esserci.

Dal momento in cui durante la sperimentazione si sono raccolti più dati possibili è fondamentale ordinare questi dati per poter creare relazioni tra le cose e proseguire con la nascita di un progetto.
Ne ho già parlato qui, qui e qui.

Così continuando l'esperienza sulla linea (ne ho parlato qui) i bambini della Scuola dell'infanzia hanno ordinato e catalogato le linee in base alla loro forma.

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Qui invece hanno catalogato in base agli strumenti.

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A seguito della sperimentazione e classificazione è nato un piccolo progetto. Le linee le troviamo ovunque. Fanno parte delle cose e con esse ci si può esprimere in tante maniere differenti.
Le linee ci ricordano delle cose come le onde del mare o lo zig-zag di una montagna. Possono essere anche divise. Da una linea a pallini se tagliata possono nascere ruote per un auto o motociclette. Oppure tanti fiocchi di neve. Una linea a tratti se posizionata verticalmente può diventare la pioggia...

E così grazie alla creatività nasce un progetto.

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martedì 19 gennaio 2016

#2 VERDI. MA QUANTI CE NE SONO?

Vorrei parlarvi del verde a partire da questo post per illustrarvi come si può continuare a giocare con il colore.

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Florence Guiraud – Tout en couleurs – De La Marinière Jeunesse

Etimologicamente verde significa "esser verde (detto delle piante), esser vigoroso" ed è il colore che maggiormente troviamo in natura.

Nel libro "Tout en couleurs" di Florence Guiraud, autrice e illustratrice spiega di come la storia del verde sia molto divertente. Racconta che in Asia molte lingue non nominano il verde in quanto in realtà è considerato come un blu particolare.
In Giappone quando si parla del colore dei vegetali si parla di "blu foglia". E anche in Occidente per molto tempo non si distingueva il blu dal verde. È solo a partire dal diciottesimo secolo che il verde viene ufficialmente riconosciuto come un vero colore e associato al verde della natura.
Florence racconta anche che i farmacisti hanno scelto per l'insegna della croce il verde proprio per ricordare che i rimedi sono a base di piante e a poco a poco hanno associato questo colore a l'igiene sanitaria.
Simbolicamente in Occidente il diavolo, i geni malvagi e i dragoni sono dipinti di verde e per molto tempo questo colore non è stato amato. È anche il colore dei malati e dei morenti.

Oggi però il verde assume anche altri significati. Lo si associa alla giovinezza, "età verde", "il verde degli anni", a partiti politici "I verdi". Si dice anche "proteggere il verde", proteggere i paesaggi.
Il principale significato simbolico del verde è la speranza. L'associazione tra il verde e la vita è universale proprio perché senza vegetazione non ci sarebbe vita. Nei paesi islamici invece il verde è simbolo di beni spirituali e materiali. È un colore che esercita un influsso calmante sui sensi, in particolare modo alla vista.

Uno sguardo al verde nell'arte.

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Vassily Kandinsky – Verde vuoto – 1930

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Joseph Kosuth – Cinque parole in verde neon – 1965

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Bernard Cohen – Mutazione verde n°II – 1960

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 Josef Albers – Omaggio al blu e al verde – 1950

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Dan Flavin
Greens crossing greens (to Piet Mondrian who lacked green) – 1966

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Yves Klein – Verde monocromatico – c.1955

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Andy Warhol – Stelle di natale – 1982

E negli albi illustrati.


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Catarina Sobral – Mio nonno – La nuova frontiera Junior 2015

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Anouck Boisrobert, Luois Riguad – Nella foresta del bradipo
Corraini edizioni 2011

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Alessandra Berardi, Alessandro Gottardo – C'era una voce
Topipittori 2012

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Iela Mari – Animali nel prato – Babalibri 2011

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Bruno Munari – Cappuccetto verde – Corraini edizioni 2007

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Komako Sakai, Yukiko Kato – Nell'erba – Babalibri 2011

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Katsumi Komagata – Bruits di vent – One stroke

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Marine Rivoal – Trois petits pois – Rouergue 2012

E ancora nei laboratori Metodo Bruno Munari®.

Uno dei modi di esplorare il colore secondo il Metodo Munari è quello di ricercarne le variabili, studiarne la sua storia, conoscerne la nomenclatura corretta.
Studiare le tecniche dell'arte per sperimentare il colore. Scoprire intorno a noi dove si trova, capire come si fa a fare un colore. Il verde si ottiene mescolando il blu e il giallo, ma se utilizzo un giallo limone o un giallo ocra con un blu cobalto e un blu ceruleo otterrò verdi molto diversi tra loro.(Questo argomento lo riserverò però per un prossimo post).

Uno dei modi per esplorare il colore è la tecnica. Con quali strumenti? Acquarelli, matite colorate, pastelli a olio, a cera, pennarelli, carte...

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Acquarelli

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Pennarelli

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Neocolor

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Pastelli a olio

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Carte

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Gessetti

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Matite colorate

Oppure si potrebbe sperimentare il colore anche con diversi materiali come ho proposto in questo laboratorio.

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Materiali tutti verdi di ogni tipo, naturali e artificiali disposti su un tavolo. Lo stupore è garantito.
Si comincia ad esplorare i materiali toccandoli e guardandoli. Dopo un'attenta osservazione, una possibilità è quella di catalogare i materiali per colore.
E allora ecco che si comincia selezionando i verdi chiari da quelli scuri, poi quelli medi per arrivare a selezionare tanti piccoli gruppi di verdi tutti diversi tra loro.

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Se chiedessimo ad un bambino di dirci quanti verdi conosce probabilmente la risposta sarà due, tre, quattro al massimo.
Per ampliare la conoscenza dei colori un passo importante che si può fare è quello di studiarne il nome corretto: verde acqua, verde bottiglia, verde cadmio, verde limone, verde mare, verde mela, verde muschio... Ci si può aiutare con un dizionario dei colori.

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Con l'aiuto di un computer e una stampante si possono poi creare dei campioni con i verdi ricercati (come vedete nell'immagine) e giocare alla "caccia del verde" associando il nome del verde ai gruppi in precedenza selezionati.

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Un laboratorio dinamico e divertente che stupisce e insegna. Un laboratorio con una ricerca infinita. Un laboratorio che potrebbe diventare una mostra. Un pò come in "Kubbe fa un museo".

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Ashild Kanstad Johnsen
Kubbe fa un museo – Electa Kids 2013

martedì 22 dicembre 2015

PER AUGURARVI BUONE FESTE CON AUGURI INSOLITI

I ragazzi della quinta elementare delle scuole di Melide durante un'intera mattina hanno sperimentato
la scrittura. In che modo?

A partire dal libro di Bruno Munari, "Contanti affettuosissimi auguri" edito da Corraini da cui mi sono ispirata per questo laboratorio, ho proposto una sperimentazione attraverso il segno della parola "Auguri".

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Dapprima ho invitato i ragazzi ad una sperimentazione della lettera "A" così da familiarizzare con gli strumenti e i gesti.

In quanti modi è possibile rappresentare una "A"?

A maiscola, A minuscola, A in stampatello, A in corsivo.
Una A grande, una piccola, una storta, una rotonda, una quadrata.
Una a linee, a puntini, a trattini.
Una A timida, un'altra arrabbiata, una ancora caotica e una invece contenta.

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Con quali strumenti?

Matite di differenti durezze, pastelli a olio, a cera, gessetti, carbone e carboncini, grafite. E ancora pennarelli a punta fine, grossa, a scalpello. Tratto pen, biro...

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Una prima sperimentazione della "A" è servita a prendere conoscenza degli strumenti e delle molteplici possibilità che offrono. 
La combinazione degli strumenti con i gesti della mano moltiplicano le variabili. Un gesto leggero risulterà all'occhio sicuramente diverso rispetto ad un gesto pesante e quindi dal tratto più deciso. Se con la mano si inclina il pastello o la matita si avranno altri segni. Se si ruota lo strumento mentre si scrive si avranno altri segni ancora.

Inseguito invito i ragazzi a continuare la sperimentazione con l'intera parola, "Auguri", sempre tenendo ben presente le possibilità di ricerca che vengono offerte dagli strumenti e i gesti della mano.

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Dopo il nero, come ci suggerisce anche Bruno Munari nel suo libro aggiungo del colore: diverse tonalità di rosa, rossi e viola.

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La sperimentazione si arricchisce ulteriormente.

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Conclusa la sperimentazione propongo ai ragazzi di riorganizzare il lavoro mediante un catalogo. La catalogazione è un atto molto importante che aiuta chi ha sperimentato a riflettere sul lavoro svolto.
Si riguardano attentamente le sperimentazioni, si fa una scelta, a volte di carattere più estetico altre invece di carattere più oggettivo e si riordina secondo un criterio ben preciso. Parlo dell'importanza della catalogazione anche qui e qui.

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Con tutti questi splendidi "auguri", non mi rimane altro che augurarvi di cuore Buone Feste. Desidero farlo anche attraverso le parole di Bruno Munari: 

"Una chiara mattina di settembre l'editore
(Gerardo e Fabio di NodoLibri) va da Munari
per chiedergli qualcosa di allegro.
Discutono del più e del meno scartando
molte proposte (sopratutto quelle del meno)
Una boccia cubica? troppo fragile;
un presepe alla milanese? troppo zafferano;
un origami di sete? troppe pieghe.
Allora un panettone? troppe uvette.
Meglio un libro di auguri! Per niente banale.
Un'idea davvero originale e pure in contanti!
Munari scatta e decide di entrare nel Guinness
dei Primati (che non sono scimmie):
in sette (7) giorni il libro è pronto.
tratto da: "Contanti affettuosissimi auguri", Corraini 2007

Arrivederci all'anno prossimo
con molte altre sperimentazioni e proposte!
Simona Balmelli

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